Le prime luci del mattino – Fabio Volo

Titolo: Le prime luci del mattino
Autore: Volo Fabio
Data di pubbl.: 2011
Casa Editrice: Mondadori editore
Genere: Narrativa
Pagine: 244
Prezzo: 19

Di questi tempi il successo di un romanzo si misura attraverso un metro chiamato “vediamo quanto ci impiega a diventare un film”: è successo con la serie di Harry Potter, con la saga di Twilight, sembra stia per accadere anche al primo romanzo di Giorgio Faletti, e non dimentichiamo, giusto per citare un esempio più “impegnato”, il libro di Roberto Saviano “Gomorra”, diventato prima film e poi spettacolo teatrale. Il 2 dicembre esce nelle sale cinematografiche “Il giorno in più”, pellicola diretta da Massimo Venier che realizzerà l’affascinante coincidenza attore – autore portando sullo schermo Fabio Volo, uno degli autori italiani contemporanei più amati (e più produttivi, con un portfolio di sei romanzi pubblicati in undici anni, un libro ogni due circa). Protagonista della prima trasposizione cinematografica di un suo romanzo e già impegnato a festeggiare l’ottima accoglienza riservata alla sua ultima creazione letteraria, Fabio Volo con “Le prime luci del mattino”, ci regala un romanzo coinvolgente che segna un’importante novità nella produzione di colui che all’anagrafe risulta Fabio Binetti: per la prima volta, infatti, al centro della storia troviamo una donna.

Non che l’universo femminile sia mai mancato nelle pagine di Volo: praticamente per ogni suo personaggio maschile c’è una donna a fare da contraltare, sia essa la mamma, la nonna o la donna della sua vita. Ma con “Le prime luci del mattino”, dopo essere stato Nico, Francesco, Michele, Giacomo e Lorenzo, il lettore diventa Elena, giovane donna in carriera prigioniera del matrimonio infelice e ormai spento, o forse mai veramente vivo, con Paolo. Per sfogare la sua frustrazione e il suo senso di soffocamento Elena tiene un diario, che aggiorna costantemente, a cui affida pensieri e sentimenti ad alta voce assolutamente inconfessabili: vuoi per paura di far soffrire Paolo,  vuoi per paura di non saper affrontare la situazione, vuoi per paura di doversi confrontare con la solitudine. Un giorno nella sua vita fa irruzione un uomo incontrato sul lavoro, bello, sorridente e affascinante, che la attrae irrimediabilmente conducendola in un universo a lei totalmente ignoto, quello della passione, e la spinge a conoscere la parte più remota di sé, quella che per anni è rimasta nascosta e silente sotto il peso delle rinunce quotidiane fatte in nome di un “noi” che in realtà forse non è mai esistito. Poco importa che la storia non sia destinata a durare: la nuova Elena, finalmente libera di desiderare e chiedere quello che vuole, è pronta ad affrontare la vita. Ma soprattutto, è pronta a viverla.

Con la ricchezza di dialoghi che gli è tipica, e l’ironia (bisogna dire meno del solito, ma comunque presente) disseminata qua e là tra le riflessioni più profonde e quasi filosofiche a cui ci ha abituati, Fabio Volo affronta così una nuova storia di ricerca interiore e della felicità, premio riservato a chi ha il coraggio di guardare dentro di sé e combattere per ottenere qualcosa di più. Curiosa la forma scelta: il romanzo si muove infatti avanti e indietro nel tempo, tra presente e passato, alternando le pagine di quel che Elena scrive, al racconto che lei stessa fa della sua vita partendo proprio dall’analisi del suo diario.

La citazione

Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io.

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, giornalista pubblicista, da sempre grande lettrice: a sei anni prima ancora di andare a scuola grazie alla nonna sapevo già leggere e scrivere, a 8 anni ho scritto il mio primo racconto su un mago che perde il suo libro di incantesimi. Spero un giorno di vedere sugli scaffali il mio libro, nel frattempo cerco di imparare dagli altri il più possibile e spero di consigliare i nostri lettori condividendo con loro le mie sensazioni.

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