L’azzurro nel cielo – Georges Bataille

Titolo: L'azzurro nel cielo
Autore: Georges Bataille
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Einaudi
Genere: letteratura francese
Pagine: 149
Prezzo: 12 €

Non si scrivono più romanzi così e, forse, sono pochi i lettori pronti a cimentarsi con opere del genere. Morto il nostro senso di appartenenza a una comunità, non abbiamo più percezione delle tragedie collettive che ci scuotono quotidianamente, pertanto, ognuno vive nel suo inferno, luogo in cui l’altro diventa solo una fastidiosa comparsa. È anche vero che ormai abbiamo paura di dialogare con il nostro abisso; le interferenze dell’oscurità ci spaventano. Quando ci si accosta a romanzi così forti, però, ci si imbatte nell’uomo e nella sua essenza, in una crudeltà che non mente. Quindi, non ci resta che fare un passo indietro, riconoscendoci fottutamente uguali.

Di Georges Bataille non avevo letto nulla, eppure, mi ha sempre incuriosito. Ho provato attrazione verso questo autore dalla vita strana, fatta di ripensamenti, di ricerche abissali, di tormenti. Elementi che hanno generato in me l’immagine di un prete mancato, apostata per eccesso di lucidità, maestro nell’uso del linguaggio misterioso, ma audace, della sessualità. Poi, durante una discussione sul web, ho chiesto consiglio a un amico, ed ecco L’azzurro del cielo.

Scritto nel 1935, ma pubblicato per volontà dell’autore nel 1957, questo romanzo breve è un’orgia emozionale, un tuffo in un caos che solo l’istinto e l’intuizione possono dominare. Bataille aveva deciso di far sparire questo libro, perché, non avrebbe avuto alcun senso pubblicare negli anni cinquanta un’opera che avesse parlato dei segni preannunciatori della Seconda Guerra mondiale. Eppure, la forza del romanzo è proprio in quell’odore di catastrofe che invade cielo e terra e si infiltra nell’animo degli uomini. È come se questa forza malvagia, tempestosa e irosa si impadronisse delle anime con lo scopo di guidarle verso l’abisso. Non esiste più il destino soggettivo, ma solo quello collettivo.

Henry è perdutamente innamorato di Dirty; per lei sarebbe disposto a tutto, eppure, questa donna è alcolizzata, perversa, ambigua in ogni suo gesto. Ma per lui, uomo dell’abisso, che, paradossalmente, trova con Dirty un equilibrio, non esiste altra donna. Il suo legame è malato, come malata è l’Europa del 1934; anno in cui Hitler sale al potere, il cancelliere austriaco Dollfuss viene assassinato e a Barcellona scoppia la guerra civile. Tutto è malato… come Henry, che vede la malattia in Lazare e in Xénie, altre due donne che incontra durante il suo vagabondaggio.

Solo Dirty è un morbo che si può accettare, che può continuare a crescere nel cuore di Henry. Non importa cosa accadrà, basta solo che tutto termini con Dirty accanto.

In questo amore tormentato, che sa di morte, di necrofilia, di suicidio e di tragedia, Henry ritrova anche quello che sta avvenendo in Europa. I totalitarismi amano la carne putrefatta, sono pronti a fare del mondo un mattatoio e a trasformare il sangue in vino. Queste sensazioni guidano il protagonista nella sua ricerca di una morte romantica e spingono Dirty alla perversione. Entrambi aspettano che gli eventi facciano il loro corso. In questi casi, l’uomo non può intervenire, non può mettersi contro la Provvidenza, ma può solo adeguarsi; deve farlo in nome della propria bestialità.

Così L’azzurro del cielo non è una resa incondizionata al destino, bensì, la prova dell’esistenza di un unicum, in cui si mescolano cielo, terra e uomini.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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