L’amore al tempo dei vegani

A scanso di equivoci, vorrei fosse messo a verbale che ci vi parla è un’onnivora. Di quelle convinte. Una mantovana tutta ‘pane e salame’ e ‘risotto con la salamella’, per rendere l’idea. Capirete quindi che quando mi è stato proposto di leggere Straziami, ma di tofu saziami, un libro che parla di veganesimo (tipo di alimentazione che prevede l’esclusione dalla dieta di carni, formaggi e uova), ho accettato con la curiosità del profano. E con la stessa aria da profano sono scesa alla fermata di Moscova, in cerca dell’“Universo Vegano” in via Solferino 41, trovandomi poco dopo davanti ad un locale piccolo ma molto luminoso, arredato con tavoli color legno chiaro, piante ed enormi poster con foto di salutare verdura. Sono stata subito accolta dalle sue autrici, Paola (Maraone) e Paola (La Rosa), sorridenti e già coinvolte dai partecipanti in domande sul libro e curiosità sul mondo vegano.

Inizia così un piacevole incontro di quasi due ore, dove le due disponibilissime autrici chiacchierano con noi rispondendo ai nostri dubbi: si è predisposti a essere vegani? È giusto stravolgere la propria alimentazione per amore di un bell’uomo (vegano!)? Esiste un vegano macho o sono tutti sensibili? Se un uovo è già deposto è giusto mangiarlo, o no?
Tra il serio e il faceto si parla allora di etica e di consapevolezza del veganesimo: la volontà di abbandonarefoto 1 carni e derivati nasce, da un lato, dalla voglia di un’alimentazione più corretta e salutare, dall’altra, dalla scelta etica di non pesare più sull’ambiente con la produzione su vasta scala di cibi animali, evitando così anche il massacro di tante creature indifese. Per questo Francesco, il protagonista maschile del romanzo, non solo rinuncia a carne, uova e formaggio, ma anche ai cibi che alterano la percezione come il vino e il caffé (e qui siamo tutti inorriditi), e agli abiti che contengono pelle o lana. Parlando di abitudini culinarie vegane ci addentriamo poi alla scoperta di tutta una serie di cibi a noi comunemente sconosciuti (dal famoso tofu, di cui nessuno però conosce il sapore, al seitan, alla quinoa…) per comprendere quanta coscienza e preparazione serva per passare davvero “dalla parte dei vegani”.

Ma dato che il romanzo è una storia d’amore tra un vegano estremista e un’incorreggibile onnivora, la domanda ci sorge spontanea: è possibile trovare un equilibrio tra due mondi così diversi? Paola La Rosa scioglie per noi l’enigma raccontandoci la propria esperienza con un marito vegano, la stessa che ha fatto nascere il libro: è necessario venirsi incontro a vicenda, adattando i propri mondi alimentari in modo da non soffocare l’altro, accettare che ognuno abbia una dieta propria senza guardarlo come un assassino di animali innocenti o come un coniglio con sembianze umane.

La grande sintonia tra le due autrici, che scopriamo conoscersi dall’età di 14 anni, ha permesso di creare un racconto frizzante e leggero, pur affrontando un tema delicato come quello delle diversità alimentari. Non possiamo che essere soddisfatti alla conclusione dell’incontro, ma ci attende un’ulteriore sorpresa: “Universo Vegano” ha preparato per noi un assaggio di alcuni cibi vegan-friendly! La mia curiosità si trasforma in sorpresa scoprendo che lo spezzatino di seitan coi piselli è decisamente delizioso, per non parlare della quinoa alle verdure (che ricorda una versione meno asciutta del cus-cus) e del risotto ai mirtilli. Ma la conquista definitiva delle mie papille gustative arriva quando in tavola compare un cabaret di paste da far invidia alle migliori pasticcerie. “Ma sono davvero tutte cose vegane?” mi chiedo incredula mentre assaggio un cannoncino superlativo e le mie compagne e compagni di incontro sembrano stupiti quanto me.
Il mondo vegan è un vera sorpresa, strano visto dall’esterno, ma allo stesso tempo affascinante e tutto da scoprire. Così quando, dopo i saluti, mi avvio infine verso casa con un piacevole senso di sazietà e leggerezza, non posso certo promettere che diventerò vegana, ma di certo, non vedrò più il veganesimo con gli stessi occhi.

Marta Pianori

0

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?