La vita lontana – Paolo Pecere

Titolo: La vita lontana
Autore: Pecere Paolo
Casa Editrice: LiberAria
Genere: Romanzo
Pagine: 297
Prezzo: 16,00

Paolo Pecere, ricercatore universitario di storia della filosofia, con alle spalle una serie di pubblicazioni accademiche, ha dato alle stampe il suo primo romanzo La vita lontana con LiberAria edizioni. La narrazione è articolata in un breve prologo e quattro sezioni. La storia racconta di una famiglia: una madre, un padre e due gemelli, Marzio e Livio. La situazione potrebbe sembrare di normalità, ma i fatti dimostrano che la realtà è molto diversa. Infatti l’uomo, in crisi con la società che lo circonda, si trasferisce in India per dedicarsi alla religione jainista e abbandona la famiglia, pur continuando a sostenerla economicamente, mentre la donna si ritrova da sola a crescere i figli. 

Dora, la madre, giovane insegnante precaria, è la voce narrante. Intelligente e colta, è la classica borghese di provincia. Ancor molto giovane, nel tentativo di sfuggire ai retaggi familiari, si trasferisce a Roma dove incontra Elio, il futuro marito, giovanotto di buona famiglia e figlio di uno stimato chirurgo. Anch’egli, come la donna, non vede l’ora di ribellarsi all’ordine precostituito. Così Dora ed Elio condividono gli anni giovanili della formazione culturale e della militanza politica. Dalla loro unione nascono due gemelli ma l’adorato marito, con cui Dora ha una complicità perfetta, decide di trasferirsi in India in un monastero jainista dove diventa figura autorevole per quella comunità religiosa. Questo è il momento che cambia la vita della donna e di conseguenza di tutta la famiglia. Nella prima parte del romanzo si raccontano gli anni dell’infanzia dei due piccini, già molto diversi dalla nascita, che crescono senza padre  e con differenze che si acuiscono man mano che passa il tempo: Marzio, fisico atletico, si rivela amabile di carattere e molto ricercato dai compagni, mentre Livio malaticcio ma studioso e molto intelligente è poco benvoluto dai coetanei. Per Dora la cura dei due bambini, compiuta in solitaria, si rivela molto impegnativa. Abbandonata per scarso entusiasmo la carriera di insegnante, mette in pratica la sua missione di madre a tempo pieno riversando sui figli le sue aspirazioni. Allo stesso tempo è costretta a venire a patti con la sua solitudine. 

La vita lontana rappresenta veramente la lontananza, quella geografica e quella affettiva, intanto di un padre che ha abbandonato la famiglia per nuovi orizzonti, ma che già in precedenza era ben lieto di delegare alla moglie le cure dei piccoli per dedicarsi agli studi che mai aveva voluto abbandonare. E’ vita lontana anche quella della madre che una volta abbandonata non sa più essere guida per i figli, ma si aggrappa a loro cercando l’amore perduto del marito e trascinandoli nella sua stessa deriva. E’ vita lontana anche il confronto dei due mondi rappresentati nel romanzo: l’Occidente e l’Oriente.

Ad accelerare il ritmo della narrazione subentra il conflitto tra i due ragazzi, descritto nella seconda parte. Dora crede di prendere in mano la situazione ma il suo ruolo di madre, a causa delle continue mutevoli realtà dei figli, è del tutto improduttivo. Livio crescendo interrompe gli studi e persegue una passione per il teatro. In lui emergono sempre più  netti i segni di un malessere interiore. Marzio accetta un lavoro all’estero allontanandosi definitivamente dalla famiglia. La terza e la quarta parte del romanzo invece spostano la loro vita in Asia, dove Dora sarà costretta a riconoscere delle evidenze sempre negate.

La scrittura di Pecere si adatta molto alla condizione della voce narrante, con periodi più o meno snelli. L’autore utilizza più registri linguistici conformando la prosa ai momenti psicologici. Trattando una storia sofferta, molto bella a dir il vero, La vita lontana non è un libro di facile lettura sia per le dinamiche familiari che tratta sia per il confronto tra le culture occidentale e orientale. Tuttavia la padronanza linguistica dell’autore riesce a rendere questa narrazione così bene da farla apparire quasi vera. E nonostante sia veramente drammatica si può leggere tra le righe un messaggio di speranza, perché La vita lontana appare come una storia circolare dove il cerchio non si chiude. Considero questo un bell’esercizio di riflessione per il lettore che voglia approcciarsi a quest’opera corposa e di alto livello.

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