La vita in meglio, due storie – Anna Gavalda

Titolo: La vita in meglio, due storie
Autore: Anna Gavalda
Casa Editrice: Frassinelli
Genere: Racconti
Pagine: 218
Prezzo: 15.00 €

Anna Gavalda, autrice tra gli altri di Vorrei che da qualche parte ci fosse qualcuno ad aspettarmi e Io l’amavo, Insieme e basta, ci presenta due storie: quella di Mathilde e di Yann, due giovani che vivono nella Parigi dei nostri giorni, ma potrebbe essere Milano, Amsterdam, Berlino. Due giovani come tanti che, disillusi dalle promesse fatte loro dai genitori, dalla scuola e dalla società lasciano che la vita scorra loro tra le mani, guardando come da spettatori il trascorrere dei loro giorni. Illuminante lo “stream of consciousness” di Yann: << Un giovane uomo dell’inizio del XXI secolo nato in un paese ricco e cresciuto da genitori amorevoli, un ragazzino che ha avuto tutto…un allievo curioso e conciliante che i manuali di storia sono riuscititi a fare sentire scoraggiato per essere nato bianco, avido, colonizzatore, vigliacco, delatore e complice…E tu da bravo, fai tutto come si deve. I ripassi, gli esami, i diplomi, gli stage….i centri per l’impiego, le inserzioni di lavoro, le piattaforme di recruiting…i colloqui…le spintarelle…Hai sempre tenuto duro..peccato che, guarda un po’ che sfortuna: non ce n’è mica di lavoro per te.>>(pagg.131-134)

Invischiati in questa vecchia Europa, in vite che sognavano diverse, non hanno la forza, il coraggio o semplicemente la voglia di cambiare. Come tanti altri giovani che vediamo tutti i giorni per le strade, sulle metropolitane, in uffici e negozi sono come addormentati fino a quando qualcosa, un evento inatteso o un semplice incontro li sveglia facendoli cozzare con forza contro le loro esistenze: il risultato è dirompente.

Non si incontreranno mai Mathilde e Yann, lei persa nel suo mondo notturno fatto di mojito e incontri sbagliati, di un lavoro che non ama e di un torpore che la imprigiona; lui chiuso nella routine di un amore ormai prosciugato e di un lavoro necessario a mantenere uno stile di vita che non lo rappresenta. I due giovani però hanno in comune quel momento in cui la consapevolezza si fa strada nelle loro menti, come una epifania di Joyce o i “moments of being” di Virginia Woolf, che li porta a decidere non semplicemente di cambiare vita ma di esserne finalmente protagonisti, di smettere di dare la colpa agli altri per la propria infelicità e accettare di crescere.

“La vita in meglio” è un libro che scuote nel profondo, che mette in discussione ciascuno di noi. Un libro scritto con lo stile tipico di Anna Gavalda che rende la lettura come confortevole e facilmente fruibile dal lettore, certo lontana anni luce da scrittori che cesellano ogni parola ed ogni frase ma proprio per questo così adatta a raccontare storie di straordinaria quotidianità.

 

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