La verità sul caso Harry Quebert – Joel Dicker

Titolo:  La verità sul caso Harry Quebert

Autore: Joel Dicker

Editore: Bompiani

Traduzione: Vincenzo Vega

Genere: giallo

Anno di pubblicazione: 2013

Pagine: 779

Prezzo:  € 19,50

Marcus Goldman è un giovane scrittore che, dopo il brillante successo del
primo libro, non trova un idea interessante per il suo prossimo romanzo. Il
giovane autore, pressato dalle scadenze imposte dal suo editore,  decide di
affidarsi all’aiuto del suo mentore, il professore  universitario Harry Quibert,
che in gioventù fece emergere le sue doti di narratore. Goldman si trasferisce
nella piccola cittadina di Aurora nel New Hampshire sperando che l’ambiente più tranquillo, rispetto alla mondana New York, e i consigli  del suo vecchio maestro possano aiutarlo a superare il suo blocco. Il giovane, nonostante abbia cambiato luogo, non ha idee. La svolta arriva quando nel piccolo paesino di Aurora viene trovato il cadavere di una ragazza scomparsa 33 anni prima quando aveva appena 15 anni. La situazione diventa complicata per il protagonista quando il suo vecchio professore, che a suo tempo ebbe con la ragazzina una breve e tormentata relazione, verrà incriminato per omicidio. Il giovane scrittore inizierà una sua indagine personale per cercare di discolpare il suo amico e mentore.

Il libro è molto più che un giallo, anzi il crimine diventa quasi un pretesto per indagare le dinamiche sociali di una piccola comunità della provincia americana. La lettura risulta scorrevole nonostante la mole del volume, perché l’autore riesce sempre a tenere viva la suspense con calibrati colpi di scena. L’uso del flashback, sebbene a volte paia molto cinematografico, risulta congeniale per scoprire il background dei personaggi. Infatti tutti, anche quelli secondari, sono ben caratterizzati e non assurgono mai a macchiette o a finti stereotipi della classica città di campagna americana.

Ho trovato anche interessante, nel paragone con il film di Kurosawa, Rashomon,  l’idea, sviluppata in tutto il romanzo, della verità come qualcosa di labile e sfuggente, in quanto spesso gli abitanti della cittadina di Aurora vedono in maniera distorta i fatti che accadono intorno a loro. In La verità sul caso Harry Quebert vi sono molti temi rilevanti: il desiderio degli uomini di emergere a tutti i costi; l’amore come sentimento assoluto che supera qualsiasi convenzione sociale; la letteratura come opera di consumo senza tener conto della qualità “sappia che non serve fare alta letteratura: alla gente interessa soprattutto sapere cos’ha fatto Quebert con la fanciulla. Deve semplicemente raccontare i fatti, con un po’ di suspense, molto sangue e, ovviamente, palate di sesso” (pag.139) e soprattutto l’ossessione delle madri nel trovare un marito per le proprie figlie.

I rapporti e  le reazioni fra i personaggi risultano ben costruiti, anche attraverso l’uso delle lettere o dei ricordi dei protagonisti. La bellezza di questo romanzo consiste nell’attenzione per i dettagli che, se a prima vista potrebbero risultare insignificanti, alla fine  si riveleranno decisivi per avere un quadro completo della situazione. Infine, ultimo e non trascurabile pregio dello scrittore, è il lirismo con cui Dicker descrive l’impossibile storia d’amore fra la quindicenne Nola e l’affermato professore universitario.

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