La sposa nuda – Nikki Gemmel

Titolo: La sposa nuda
Autore: Nikki Gemmell
Editore: Guanda
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 297
Prezzo: 18,00 euro

La voce della protagonista di questo romanzo-diario, scritto dall’australiana Nikki Gemmel, ha qualcosa che ricorda l’insicurezza della celebre Bridget Jones, la fantasia ribelle di Jane nel “Manuale di caccia e pesca per ragazze” di Melissa Bank e, a tratti, l’irrequietezza insoddisfatta di un’assorta eroina alla Virginia Woolf, chiusa in una stanza tutta per sé a dar forma con la penna alla sua voce. E, al tempo stesso, la figura di donna al centro di questo libro è completamente diversa.
Intendiamoci: non voglio dire che sia paragonabile agli esempi letterari, molto diversi fra loro, anche, ai quali alludevo prima.Non lo è neanche un po’.
Questo però non significa che sia un brutto romanzo ma, anzi, possiede a mio parere diverse qualità.
Tutto comincia con una nota quasi tragica e le pagine sono tutto un lento, coinvolgente disvelarsi di una vita femminile fatta di tante, nascoste sfumature. Non manca l’ironia, non manca la dolcezza, perfino il romanticismo – mai scadente – di una narratrice che percorre i suoi ricordi di amore e di amicizia con una partecipazione e uno slancio che la fanno sentire vicina, viva, come se davvero parlasse intimamente dalle pagine che scrive. Non ci sono capitoli, solo ‘Lezioni’, come la narratrice le chiama, quadretti che sono ricordi del passato nitidi, mini-narrazioni agili dentro la cornice della narrazione più ampia.
La sposa del titolo diventa ‘nuda’ perché viene lentamente allo scoperto con sé stessa. Ripercorre la propria storia, dal tempo del college con la più anticonformista amica Theo a quelli delle prime esperienze sentimentali, sino all’incontro con Cole, che sposerà.
C’è qualcosa che suona schietto e genuino nel modo di narrare i fatti, così tanto che forse la trama – di per sé banale, quasi scontata nell’assomigliare a quella di molte, forse di troppe persone e coppie – acquista forza proprio grazie allo stile brillante al tono che passa dal poetico all’umoristico e al meditativo con estrema scioltezza.
Col procedere della storia, forse la lettura si appiattisce un po’, subentrano alcuni clichés e si perde un po’ dell’unicità della voce narrante, ma nell’insieme è un piacere inseguire i pensieri della protagonista, vedere come sa soffermarsi sui particolari, come coglie la personalità di Cole e quella di Theo, come si auto-crea piste sbagliate da inseguire per poi distruggerle in un soffio e pervenire, finalmente, a quelle giuste.
Il filo conduttore è la ricerca di sé oltre i veli dell’apparenza, oltre gli stereotipi imposti al femminile che ancora esitano a cancellarsi, oltre i confini delle sicurezze che si desiderano ardentemente per poi scoprire che non erano adatte a sé e alla propria, genuina natura.
Il finale, lo ammetto, lascia un senso di inquietudine e, comunque lo si voglia interpretare, di certo lascia presagire che il viaggio della protagonista attraverso la vita sia molto, molto più lungo e complicato di quello che si poteva immaginare alla lezione numero uno del suo diario confidenziale.

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Elisa è docente in un liceo, dottore di ricerca in Anglistica e giornalista pubblicista

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