La scrittura collettiva, perchè condividere è un must!


Condivisione è oramai diventata la parola chiave per identificare la scrittura sul web. È anche il concetto da cui prende vita la cosiddetta scrittura collettiva (se si tratta di testi narrativi) o collaborativa (nel caso di altre tipologie di testi). E’ di una forma di scrittura che coinvolge più autori, oggi, realtà editoriale che lascia supporre la nascita di nuovi scenari artistici e commerciali. Al centro della “scena” sempre loro, gli utenti, autori dilettanti (o meno) e lettori, che partecipano al processo di creazione e scrittura dei testi, dando ognuno il suo contributo, per una sempre migliore fruizione.

Tra questi metodi di scrittura collaborativa Wikipedia è sicuramente il più famoso: una grande piattaforma condivisa, in forma enciclopedica, in cui gli utenti possono inserire nuove voci, arricchendo quelle esistenti. Esistono anche esempi di romanzi collettivi, che hanno avuto un tale successo da spingere due scrittori a dare vita nel 2007 ad un vero e proprio metodo scientifico di scrittura collettiva, il cosiddetto SIC (scrittura industriale collettiva), per la stesura partecipata di romanzi e racconti. In breve, coloro che partecipano scrivono tutte le parti del racconto, servendosi di schede, ognuna delle quali tratta un aspetto della produzione (un personaggio, un luogo o una scena). La stesura è coordinata da uno o più “compositori”, che hanno il compito di selezionare e uniformare il materiale. Il metodo SIC nasce con lo scopo di rendere la scrittura collettiva una prassi letteraria, in modo da generare una rete condivisa di lettori/scrittori, oltre che a libri collettivi di dignità artistico-letteraria.

Qualche anno dopo la codificazione del metodo SIC, nasce la piattaforma di scrittura collettiva 20lin.es, startup ideata da quattro giovani tra i 24 ed i 26 anni. Presentata per la prima volta al Salone del Libro di Torino del 2012, in veste di progetto editoriale inedito e pioneristico, oggigiorno 20lin.es conta più di 30.000 lettori al mese e 6.500 autori attivi. Il meccanismo della piattaforma prevede che ogni racconto sia composto di sei paragrafi di massimo venti righe ognuno, dove ogni sezione può essere riscritta da vari utenti. Si creano così migliaia di trame parallele che partono da uno stesso incipit, in cui l’unica regola da seguire è dar sfogo alla creatività. La community ha catalizzato l’attenzione dell’intero panorama editoriale, tanto che autori affermati hanno deciso di sperimentare la scrittura collettiva di 20lin.es, abbattendo il muro tra autore e lettore: da giugno 2013, gli iscritti alla piattaforma possono sviluppare l’incipit dell’inedito di Giorgio Faletti  Ogni luna ha due facce, in vista di una pubblicazione in e-book della trama più votata dagli utenti.

Lo sharing sembra oggi diventato un must per arricchire l’altro e arricchirsi  in prima persona. La partecipazione dal basso rappresenta quindi la nuova sfida dell’editoria digitale. Senza dimenticare, però, l’aspetto attorno al quale ruota tutto, quello più difficile da definire, ovvero la creazione di un modello di business efficace, che permetta a questi nuovi progetti editoriali di sostenersi. 20lin.es, ad esempio, ottiene i finanziamenti dalla piattaforma H-Farm Ventures e dal fondo Club Italia. I fondatori della community pensano già ad un modello finanziario diverso, che non provenga dall’esterno, ma che permetta loro una maggiore autonomia ed autosufficienza (una modalità potrebbe essere il  rendersi un canale di pubblicizzazione e vendita di e-book).

Una sfida ardua, come tutte quelle che si stanno combattendo sul fronte dell’editoria digitale. Sicuramente, l’intraprendenza e l’originalità, unite a una buona dose di senso per gli affari, potrebbero rivelarsi armi vincenti. Perciò… CONDIVIDIAMO!

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