La scomparsa di Philip S. – Ulrike Edschmid

Titolo: La scomparsa di Philip S.
Autore: Ulrike Edschmid
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: E/O Edizioni
Genere: narrativa contemporanea
Traduttore: Pasetti M.
Pagine: 147
Prezzo: 16 €

L’amore e la morte, l’ideale, il fanatismo e la deriva. Ulrike Edschmid ci porta con sé in questo libro autobiografico ma anche compendio di un’esperienza quale quella degli “anni di piombo” tedeschi. La scrittrice ci fa conoscere Philip Sauber, fratello di Peter Sauber fondatore dell’omonima scuderia di Formula 1. Philip è morto a Colonia nel 1975 in uno scontro a fuoco con un poliziotto. All’epoca dei fatti l’autrice ebbe una fugace storia d’amore con lui.

Ma la Edschmid non parla solo di questo e si concentra sull’immagine di Sauber. Non traccia un profilo dell’uomo ma della sua anima. Non giustifica le sue idee e soprattutto non ne prende le distanze, semplicemente ci pone davanti un avvenimento. Non le interessa parlare di ideali traditi, di lotta di classe, di azioni eclatanti, di ideologie. Lei ci parla solo della storia di questo ragazzo svizzero, nato e cresciuto in una famiglia borghese, partito alla volta della Germania per prendere le distanze da un mondo familiare che non gli appartiene.

In questo processo di dissolvimento, Philip perde di vista le sue aspirazioni profonde e il suo ingresso negli ambienti rivoluzionari è la sua vendetta verso un mondo da cui vuole sparire. Era giunto in Germania per coltivare la sua passione per il cinema. Poi la deriva. Già dal titolo la Edschmid dà l’impressione di voler creare il caso di un uomo scomparso, che va ricercato. Ricercato e tratto fuori da quella massa anonima di giovani idealisti che si persero in un gioco pericoloso, decidendo di vivere in clandestinità, contro tutto e tutti.

Come detto, con questa operazione l’autrice non vuole salvare o martirizzare Sauber ma vuole solo consegnarlo alla storia. Di Philip infatti non si è saputo nulla. Nonostante i suoi illustri natali, la sua famiglia lo ha lentamente dissolto nel corrosivo acido dell’anonimato. Ciò rende questo libro un vero e proprio report, che ridà vita allo spirito di quel tempo.

Dare se stessi per una causa. Sia essa giusta o sbagliata. Philip ha rinnegato le sue radici, la sua storia, vivendo in clandestinità ha anche cambiato nome. Tutto questo solo per la lotta di classe? Leggete e troverete le risposte.

Un libro di qualità, potente dal punto di vista narrativo. In poco meno di 150 pagine viene dato in pasto al lettore un capitolo amaro della storia contemporanea.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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