La Locanda dell’Ultima Solitudine – Alessandro Barbaglia

Titolo: La Locanda dell'Ultima Solitudine
Autore: Alessandro Barbaglia
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 168
Prezzo: 17,00 €

Molte possono essere le esigenze che spingono uno scrittore a concepire un libro. Alcune più nobili, altre meno, ma ciò che deve importare a chi legge è, a mio avviso, capire se in quell’istante in cui si sta vivendo la storia che abbiamo scelto per noi, ci sia risposta affermativa alla domanda: C’è meraviglia in qui? Se questo avviene, sarà difficile non portare via con noi qualcosa di quelle pagine e terminata la lettura un ringraziamento all’autore sarà d’obbligo. E allora, grazie Alessandro. La Locanda dell’Ultima Solitudine è prosa sapientemente costruita che perde una piccola parte di sé per riscoprirsi poesia. Non ci credete? Provate a leggere il libro, dunque. Se dovessi condensare ciò che per me ha rappresentato La Locanda dell’Ultima Solitudine…beh…direi: Aiutati che il ciel t’aiuta. Nel proverbio è contenuta di fatto, tutta la storia che ha permesso alla voce narrante di arrivare alle mie orecchie. Qualche giorno fa, in una nota libreria del nord, avevo alcuni volumi tra le mani pronti per essere acquistati (nel giro di una decina di minuti, ahimè) quando la mia dolce metà e futura moglie mi mette in mano l’opera di Alessandro Barbaglia dicendomi: Hai visto la Luna? A me piace tanto. Ci sono i Patatini dentro la Luna! E allora io giro il risvolto di copertina, leggo la trama e le rispondo: Bello! E’ così che il viaggio ha avuto inizio, il giorno seguente, mentre fuori dall’ufficio, aspettando l’ora giusta per timbrare il cartellino, ho iniziato a perdermi in questa fiaba dalle mille voci che altro non è che un inno gioioso alla vita. Io mi ci sono smarrito e ritrovato assieme tra le righe di Alessandro Barbaglia perché sono state un sigillo d’esperienza alle mie convinzioni dopo un lungo periodo trascorso più o meno come ha fatto Libero e perché, fatto assolutamente non trascurabile, anche se le case in cui sono vissuto fin’ora non hanno mai avuto pareti blu (bugia, quella attuale ha una parete blu notte proprio dietro la testata del letto) posso garantirvi che quello che dice Alessandro in questo libro è vero: che l’attesa non è sconfitta, è un viaggio, e che se avete voglia di mettercele le pentole della cucina nell’armadio della camera da letto o in libreria, non c’è nulla di sbagliato in voi: probabilmente, siete solo voi stessi e se siete felici così, niente e nessuno ha il diritto di cambiarvi. Devo ammettere che c’è dell’insana utopia nel credere che l’unica soluzione possibile per la felicità sia Sperare nella perfezione (e infatti, è vero che quando vi sposate, o anche prima, l’armadio della stanza da letto sarà gestito dal vostro personale regime totalitario, vostra moglie), ma la speranza e la volontà di credere che si meriti il giusto nella vita, ciò per cui si combatte attimo dopo attimo, sono le uniche componenti d’energia in grado di aiutare davvero, le uniche possibili da spendere per giungere a ciò che siamo: noi. Io ho aspettato Nadège per un periodo lunghissimo, molto più lungo di quello trascorso da Libero alla ricerca di Viola, e per questo posso dirvi che Alessandro Barbaglia non è un bugiardo ma uno che ci vede benissimo e a fondo. Perché io, la mia meraviglia l’ho trovata, alla fine un po’ come viene raccontato nel libro! La Locanda dell’Ultima Solitudine merita di essere letto. Il messaggio che contiene, sicuramente scatenerà le più disparate reazioni tra i diversi lettori, i sognatori e i realisti, ma vi assicuro che se saprete cercare con la filosofia che questo giovane autore ha voluto mostrarci, anche disperatamente, per voi arriverà il momento di cogliere, e poi abbandonare, L’ultima Solitudine, qualunque sia quella che avete dentro.

 

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