La garconne – Victor Margueritte

Titolo: La garconne
Autore: Margueritte Victor
Casa Editrice: Sonzogno
Genere: Romanzo
Traduttore: Giulio Lupieri
Pagine: 268
Prezzo: 16,00 euro

Per la nuova collana della Sonzogno, diretta da Irene Bignardi, è appena stato pubblicato il romanzo La garconne di Victor Margueritte. Questa collana, Bittersweet, propone storie ad alto contenuto di fattore umano e presenta libri come questo, scritti con uno stile diretto, coinvolgenti, appassionanti,  leggeri all’apparenza che, tuttavia, dietro una “facile” lettura lasciano il seme di una problematica. La garconne fu scritto nel 1922 da Margueritte e all’epoca venne considerato romanzo scandalo. Quando uscì, il suo autore che era stato insignito della Legion d’onore fu addirittura pregato di restituire l’onorificenza. Fece molto scalpore per il contenuto; in Francia vendette 750.000 copie, numero esorbitante per l’epoca, e ispirò ben quattro film, uno dei quali vide il debutto di Édith Piaf. Grazie alla nuova collana, La garconne viene riproposto facendo da apripista ad una serie di romanzi, della prima metà del Novecento, ritrovati e rivalorizzati che raccontano di donne.

La garconne, titolo che definiva una categoria di giovani spregiudicate che passerà alla storia del costume, racconta la storia di Monique Lerbier, giovane ragazza della buona società parigina che alla vigilia delle nozze scopre che il fidanzato ha un’amante. Umiliata e offesa, contro il volere della famiglia che la spinge  a “far finta di niente”, decide di vendicarsi. Non si nega più nulla, prende in mano la sua vita e cerca qualsiasi situazione che le permetta di emanciparsi; prova esperienze di vario tipo e si concede tutte le occasioni libertine che le capitano, sia con uomini sia con donne, considerandoli esclusivamente “strumenti di piacere”. Monique raggiunge la sua piena indipendenza facendo l’allestitrice d’interni con successo e come rivincita nei confronti dell’uomo che aveva amato e della sua famiglia si trasforma totalmente: da ingenua e idealista diventa decisa e irriverente, modifica il suo aspetto fisico adottando un abbigliamento con pantaloni di stile maschile e con un taglio di capelli molto corto “Com’è diversa con quella pettinatura! Per le donne è diventata una specie di simbolo d’indipendenza, se non di forza. In altri tempi Dalila aveva privato Sansone della sua forza virile tagliandogli i capelli. Oggi loro credono di essere più virili accorciandoli come i maschi” (pag.108) . “Garconne” diventa la connotazione della ragazza maschiaccio, una donna che conduce una vita anticonformista e indipendente. Il romanzo mette in luce i profondi mutamenti negli usi e nei costumi durante i “folli” anni Trenta parigini sia nel codice comportamentale della donna sia nel suo abbigliamento.

Se le donne hanno cominciato a portare il taglio “à la garçonne” è grazie a questo romanzo. Il successo dell’opera di Victor Margueritte s’identifica con la garçonne quale soggetto sociale, figura estetica femminile, uno stile di moda androgino, quindi una donna che conduce la propria vita in modo anticonformista e indipendente. Monique assume quei tratti considerati maschili quale la spavalderia, l’audacia, l’autoritarismo che l’hanno fatta tanto soffrire. Trasforma la sua figura, grazie all’intensa attività sportiva, in un fisico longilineo, rifiuta legami sentimentali di lunga durata, si presenta elegante, libera, indipendente, battagliera alla ricerca di un amore sincero e vero, è il prototipo della donna moderna. E avrebbe desiderato un figlio appartenuto a lei sola “Un figlio naturale? Perchè no? Avrebbe portato a fronte alta il nome della madre che l’avrebbe liberato, fin dai primi anni, dalle costrizioni sociali”(pag.143).

Leggere La garconne significa incontrare pagine hard e immergersi nelle avventure sessuali della protagonista in modo molto esplicito.

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