La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte – J.B. Morrison

Titolo: La fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte
Autore: J. B. Morrison
Data di pubbl.: 2014
Casa Editrice: Corbaccio
Genere: Romanzo
Traduttore: Giovanni Arduino
Pagine: 265
Prezzo: 14.90

Nel giorno del suo ottantunesimo compleanno, Frank Derrick fu investito dal furgone del lattaio. Avrebbe preferito un buono per l’acquisto di un libro o un paio di gemelli per la camicia, ma è il pensiero che conta.

Basta leggere la quarta di copertina per capire cosa ci si può aspettare scoprendo La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte. Un romanzo pervaso in ogni sua pagina da un umorismo tipicamente inglese. Ironia, sarcasmo, ma anche tanto acume in ognuno dei gesti e delle frasi che Frank si ritrova a raccontarci nell’arco di un anno, probabilmente uno degli ultimi, della sua vita. Questo vecchietto si annuncia al lettore come una specie di Walt Kowalski di Gran Torino, meno guerrafondaio ma altrettanto burbero e ben contento della sua solitudine, con anni passati ad affinare le tecniche più disparate per mantenerla tale. Una figlia oltreoceano, un unico amico, una casa singola con un solo gatto a riempire le sue giornate, e pochi spiccioli da parte. Figurarsi poi quando viene per l’appunto investito da un camioncino del latte; l’incedere della sua vita diventa in tutto e per tutto un trascinarsi. Finché arriva Kelly, la sua infermiera. Deciso a farle una pessima impressione per impedirne il ritorno…

..Frank si sorprese di quanto fosse dispiaciuto vedendola ripartire. La casa era piu’ vuota senza di lei C’era sempre stato quel silenzio di tomba? Accese la televisione per cercare di cancellarlo e fare svanire il propro riflesso. (p. 21)

Frank aveva solo bisogno di un motivo. Cambia look, rassetta casa, ringiovanisce di dieci anni, va persino all’ipermercato a fare la spesa, è un’altra persona. Si riappropria della sua vita, senza però abbandonare le caratteristiche che l’avevano portato fin li’. Kelly è una cometa, di passaggio, una sorta di Mary Poppins, che non fa nulla di particolare ma che restituisce a Frank la voglia di sognare, di fare, addirittura di nuotare, di cercare un lavoro e di costruire il cinema che da giovane aveva tanto desiderato.

Il romanzo diventa il romanzo del condizionale. Non molti dialoghi, Frank in fondo è un tipo taciturno, e nemmeno eventi sconvolgenti, ma pagine intere di immaginazione, di pura fantasia, di un vecchio che si sente avere tutta la vita davanti, e sa che forse non succederà mai, ma fantasticando la riempie e la allunga.

Lui e Puzzola sarebbero giunti a destinazione e avrebbero subito intrappolato un topo gigante. Avrebbero messo in fila i gettoni di Forza4 e costruito una torre piu’ alta della maggior parte delle abitazioni lungo Sea Lane, per poi vederla crollare mentre John urlava “Jenga!!” piu’ forte che mai. (p. 248)

La vita andrà avanti comunque, con o senza Kelly, ma Frank si ricorda nel giro di un anno che vale la pena viverla fino in fondo, anche a ottantadue anni (a fine libro) e in mezzo a tutti i vicini impiccioni di Fullwind. Mantenendo costantemente quel piglio da faccia di bronzo che fa si’ che Morrison lo renda davvero protagonista di un libro irresistibile (The Bookseller).

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Sono un viaggiatore, sia con la testa che per davvero. Un vagabondo che sproloquia di chimica aspirando a conoscere tutte le lingue del mondo, per crearsi amici dappertutto e storie da raccontare attorno a un fuoco. Ma in realtà il mio piccolo mondo antico di Bizzarone è il posto piu’ bello del mondo, e la parola che preferisco è quella distesa sulla carta, con la tastiera a far da tramite tra il bailamme nella mia testa e il mondo là fuori. Nella mia stanza troverete di tutto, Hobsbawm e Walt Disney, Calvino e Paolo Villaggio; ogni libro ha qualcosa da dirmi e da insegnarmi, ha voglia di giocare con me e farmi sognare. La fantasia, qualche birra, la mia bici, la mia ragazza e i miei amici: sono il papero disastro piu’ ricco del mondo, come dovremmo sentirci tutti piu’ spesso. Se 5 righe sono troppe ditemi che la accorcio...

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