La donna nella pioggia – Marina Visentin

Titolo: La donna della pioggia
Autore: Marina Visentin
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Piemme
Genere: thriller psicologico
Pagine: 420
Prezzo: 17,50 €

Quella di Stella Romano sembra una vita piacevole e soddisfacente: due bimbe allegre e vivaci, un bel marito, l’appartamento confortevole a Milano e un lavoro, quello di illustratrice di storie per bambini, che l’appassiona e la gratifica. Eppure, in Stella c’è qualcosa che non va. Una sottile inquietudine l’accompagna giorno dopo giorno, e Stella ha l’impressione di dimenticarsi non solo le cose, ma intere ore della sua giornata: “Mi avevano rubato un’ora di vita. E non riuscivo nemmeno a immaginare come poteva essere accaduto” (p. 32).

Non saprebbe dire quando il tempo ha incominciato a scomparire, ma quando se ne rende conto, giorno dopo giorno, la sensazione che prova è dapprima smarrimento, poi angoscia allo stato puro: nella vita quotidiana incominciano a susseguirsi situazioni di cui non ha alcun ricordo, momenti nei quali non ha coscienza di quello che fa, come se fosse un’altra persona a vivere la sua vita. Assalita da attacchi di panico, Stella incomincia a vivere in preda all’ossessione e alla paura di non potersi occupare più delle bambine, della casa, del lavoro: “Passavo gran parte delle giornate chiusa nello studio, concentrata e inquieta, in preda a un’ossessione infelice, una sorta di ipersensibilità malata che mi rendeva capace di sentire ogni muscolo, ogni singolo nervo, ogni centimetro di pelle” (p. 53).

Ormai è chiaro che non può più fingere, soprattutto con se stessa, che sia un malessere temporaneo. La situazione è grave e la protagonista deve reagire: “non era mio quel luogo, non era mia quella vita. Niente era mio. Solo la paura. Il terrore puro che ti prende quando non sai più chi sei. Una sensazione profonda che mi ha seguito dentro casa. Anche nel mio studio, dove sono andata a cercare riparo. E finalmente sono scoppiata a piangere” (p. 55). Mossa dalla volontà di riprendere in mano la propria vita, Stella capisce di dover affrontare i fantasmi del passato, perché è proprio lì che affondano le radici del suo malessere. Cresciuta dal padre adottivo, affettuoso ma di poche parole, Stella è ora determinata a scoprire cosa è realmente accaduto alla madre, morta in un misterioso incendio, e al padre naturale, che sembra essere morto suicida. Stella non può sapere cosa le riserverà la sua voglia di scoprire cosa è accaduto in passato, sa solo che stanca delle bugie e delle mezze verità che le sono state rifilate nel corso degli anni: ora finalmente ha il coraggio di partire “alla ricerca di una verità che potrebbe rivelarsi atroce. Un rischio che ha deciso di correre” (p. 278).

La donna nella pioggia è un affascinante thriller psicologico che indaga sul concetto di identità e sulla forza che ha il passato di influenzare il nostro presente. Chi sei davvero quando i ricordi sui quali hai costruito te stesso sono una menzogna? Marina Visentin, l’autrice del romanzo, è capace di grande introspezione e, con un’accurata costruzione psicologica, ci regala un personaggio intenso e complesso, una donna alle prese con un doloroso passato, tormentata e inquieta, ma decisa ad intraprendere un viaggio alla scoperta della storia della sua famiglia.  La narrazione scorre veloce, e il mistero si dipana pagina dopo pagina, anche grazie ai momenti di black out di Stella, capaci di aumentare la tensione narrativa: quello che la protagonista si trova ad affrontare è un labirinto fatto di segreti, bugie, misteri, un labirinto nel quale si muovono tutti gli altri personaggi, che per una ragione o per l’altra ostacolano la sua ricerca di verità. Un bel romanzo, ben costruito, che ci spinge anche a riflettere su quanto valore dare al nostro passato e sull’importanza di costruirsi una vita, nel presente, a misura nostra.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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