Julian Assange – D. Morgante e G. Costantini

Titolo: Julian Assange
Autore: Costantini Gianluca, Morganti Dario
Casa Editrice: Becco Giallo
Genere: Graphic novel / Fumetti
Pagine: 144
Prezzo: 15

“E’ giusto che i governi, le corporation e l’apparato militare sappiano che esiste una morale superiore al loro potere” (pag 64): così, Julian Assange motiva la libertà di informazione che anima WikiLeaks ed è questo il tema portante della graphic novel intitolata proprio Julian Assange ed edita da BeccoGiallo.

Il volume, uscito un paio di settimane fa, ha un sottotitolo che indica la chiave di lettura e lo stesso percorso che ha animato il protagonista: “Dall’etica hacker a Wikileaks”. Lo scrittore Dario Morgante ha curato la sceneggiatura mentre l’illustratore Gianluca Costantini ha dato forma al racconto che corre avanti e indietro sui ricordi di Assange coprendo un ventennio. La graphic si apre e si chiude con una serie di vedute sul cielo che rappresentano quasi una metafora: dal bianco terso delle prime scene al nuvoloso cupo dell’ultima pagina; allo stesso tempo, inframmezzando la storia, le nuvole giocano come un ritornello che detta lo scorrere del tempo e il fluire dei pensieri.

Il primo capitolo parte… mostrando la sequenza dell’assassinio di dodici civili iracheni – tra cui due giornalisti della Reuters – ad opera di due elicotteri Apache americani: con il video di queste violenze Assange ha aperto la conferenza stampa a Washington del 5 aprile 2010. Un momento ripreso nel racconto come occasione in cui dare voce alle domande che da allora aleggiano intorno a Wikileaks: chi c’è dietro il sito? Chi lo finanzia? Perché WikiLeaks odia tanto la libertà? Ma Assange ribatte: “Il nostro mestiere è divulgare i fatti” (pag 30). Ciò che il programmatore hacker è diventato è frutto indubbiamente del suo vissuto, famigliare e di maturazione ideologica: “Sì, a volte penso che tutto quello che ho fatto dipende da quegli anni con mamma, a scappare da una parte all’altra cambiando nomi, indirizzi e identità” e ancora: “Volevo essere libero, e volevo che anche gli altri lo fossero” (pag 91). Impossibile quindi non rievocare vicende personali accanto a quelle più professionali. Il capitolo che illustra l’adolescenza di Assange è introdotto da una filastrocca australiana – riportata in inglese con traduzione a fondo pagina – che dà un tocco fiabesco all’ambientazione e spezza con i numerosi riferimenti testuali e grafici legati al mondo informatico. Il 40enne giornalista e programmatore australiano, che già negli anni ’80 era un attivista hacker con il nickname Mendax, è disegnato con ciuffo ribelle e sguardo attento e deciso. La filosofia hacker è ben delineata per bocca dello stesso giovane Assange che si trova di fronte al giudice con l’accusa di violazione informatica quando ancora viveva in Australia con la moglie ed un figlio piccolo, il cui ritratto chiude la graphic. “Essere un hacker vuol dire interrogare continuamente il grado di libertà che la società è in grado di esprimere” (pag 59). Ci sono scene molto particolareggiate, su cui con piacere si ferma l’occhio del lettore per tentare di cogliere riferimenti e dettagli: ad esempio, la sequenza di pagina 48 colpisce per la solitudine dell’uomo Assange che, costretto a staccare le prese del proprio pc per tentare di non essere rintracciato dopo un’infiltrazione informatica, abbandona i propri pensieri a una notte stellata. Inoltre, sono caratterizzanti il gioco delle ombre con le mani utilizzato per dar voce ai suoi pensieri e il dialogo con in primo piano i cellulari al posto dei personaggi. Anche questo aiuta la contestualizzazione.

Per ricomporre l’intero mosaico sulla figura del pirata informatico più temuto, non poteva mancare la ricostruzione del suo arresto per l’accusa di stupro o, più esattamente, di rapporti sessuali consenzienti ma non protetti. In appendice al libro, si trova la “Cronistoria dell’era dell’informazione”; i testi BeccoGiallo sono sempre corredati da alcune pagine che ripercorrono i fatti cronologicamente, in questo caso però anziché dettagliare la vita di Assange si ripercorre la storia delle invenzioni dal telegrafo fino ai giorni nostri (o quasi), quando nel 1999 si è raggiunto il numero di 10 milioni di siti web. Infine, al posto dell’intervista alle fonti presente in molte pubblicazioni della BeccoGiallo, sono riportati in inglese tre cablogrammi selezionati dal sito www.kikileaks.org che affrontano scottanti problematiche italiane: l’immigrazione, la questione del nucleare e le relazioni tra Italia e Usa; per ognuno di questi temi scottanti è stato tradotto in italiano solo un passo per offrire al lettore (anche a chi non conosce bene l’inglese) la possibilità di centrare l’argomento. Così, passando dal racconto al documento non mediato, si può definire l’esatto significato di informazione che sta alla base di WikiLeaks.

Il nostro sito ha già pubblicato la recensione di un altro libro che ha come coprotagonista Julian Assange, Wikileaks di Daniel Domscheit – Berg (edizioni Marsilio, 2011): l’autore è stato uno dei più stretti collaboratori di Assange ma recentemente ha preso le distanze per fondare la piattaforma OpenLeaks, partendo da alcuni punti che considerava critici nella gestione del portale creato dall’australiano. E proprio il testo di Domscheit – Berg rientra nella ricca biografia consigliata al fondo del volume BeccoGiallo e divisa in tre parti: libri su Julian Assange, libri su Wikileaks e libri sul movimento hacker. Infatti, scorrendo le tavole del fumetto si nota come lo sceneggiatore abbia attinto ad un ricco e variegato corpus di fonti senza dover per questo rinunciare alla coerenza strutturale del testo. Al termine della lettura viene voglia di tornare su alcune pagine, approfondire degli aspetti e soffermarsi sul flusso di pensieri di Assange. Con Julian Assange la BeccoGiallo ha sfornato un altro bell’esempio di giornalismo a fumetti che offre diversi spunti di riflessione: un testo ricco, scorrevole e dinamico.

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