Intervista a “SuiGeneris”, presente all’Incubatore del Salone del Libro di Torino

Siam alla seconda intervista alle neonate case dell’incubatore, progetto che nasche all’interno del Il Salone Internazionale del Libro di Torino che si prefigge di incoraggiare e accompagnare i nuovi editori nel mondo dell’editoria. Oggi abbiamo intervistato Oriana Conte di SuiGeneris edizioni, per rivolgergli qualche domanda sul progetto

1) Cosa ti ha spinto a voler fondare una nuova casa editrice? 

La convinzione che da giovani si ha una grande energia e idee nuove. Mi sono detta: ora o mai più.  Credo che il mercato viva un paradosso: si pubblicano più libri e si legge meno.

Sapevo che non avrei facilmente fatto fortuna – roulette, cocottes e aprirsi una casa editrice, scrive Calasso in L’impronta dell’editore, sono i modi più efficaci per un giovane per dissipare il proprio patrimonio – ma ho aperto perché amo la letteratura e vorrei pubblicare qualcosa di diverso, di ancora non visto.

Mi piace conoscere gli autori, intravederne il talento. Quando sono alle presentazioni dei libri di SuiGeneris e ascolto i miei autori parlare dei loro scritti mi sento felice e ancora mi meraviglio che si siano affidati a me, che abbiano pubblicato con me.

 

2) Verso che genere di libri vi orientate? Avete in mente un “tipo” di lettore particolare? 

Mi oriento, infatti, verso libri atipici. Non avrei motivo di pubblicare l’ennesimo romanzo rosa, forse anche godibile alla lettura ma duplicato, centuplicato in altri libri simili e senza alcun valore aggiunto. Da qui il motto della casa editrice “Ogni autore è un genere a sé”.

Prediligo i racconti brevi e gli scritti irriverenti e comici.

Ho in mente un autore incensurato che si rivolge a un lettore attento. Autori non pedagogici con il lettore e consapevoli che il lettore ti fa le scarpe, ti legge cose che tu non sapevi di aver messo, ti dà interpretazioni che non ti aspettavi. Perciò ci mettono tutto, la partita se la giocano fino in fondo. Non parandosi e non parando, non “barandosi” e non barando.


3) Quali sono le difficoltà che incontra una casa editrice alle prime mosse? Qualche consiglio che ti senti di dare ad altri giovani editori? 

Sono molte le cose da valutare all’inizio.

Consiglio di procedere con tirature basse per la prima stampa, per avere la possibilità di intervenire su eventuali errori, mi permetto un luogo comune: i refusi sono come i rotoli Regina, non finiscono mai.

Consiglio di dedicare molto tempo allo studio di una grafica efficace, è quello su cui mi sto concentrando adesso.

Ricordo con piacere una frase detta dall’insegnante di Storia dell’editoria Gabriella D’Ina: «Un editore non smette mai di studiare. Leggete, leggete, leggete!»


4) Quali sono le prossime pubblicazioni in arrivo? 

Arriva al Salone fresco di stampa ad aprile Storia della filosofia a sonetti di Francesco Deiana. Sono i grandi filosofi sotto forma di sonetto. È una maniera originale di sentire rielaborato e riassunto il pensiero dei filosofi. Siamo tornati all’oralità di una poesia che letta ad alta voce o recitata, grazie al suono e alle rime, resta impressa nella memoria. Storia della filosofia a sonetti una bella trovata curiosa da spulciare, ma anche un ottimo strumento per tenere a mente i concetti filosofici. Atteso per maggio il libro di Davide di Rosolini. Si definisce un cantAttore, cantAutore, CreAtivo, CreAtino. Nel suo nuovo libro c’è di tutto: dal monologo comico, alla canzone trasposta, poesie, illustrazioni e oggetti futili (il grattaculo 2000, il  porta portachiavi, il pompinatore, il kit dell’uomo solo, l’apple I-I , il condom gusto calamaro fritto, la sigaretta elettrica). Tutte forme d’arte accomunate dalla sofferenza e dalle due malattie di Davide: ipocondria e amore.

Il titolo è ancora provvisorio, ma lo scoprirete a maggio!
5) L’O studente fuori (sede). Un concorso letterario destinato agli studenti universitari fuorisede: ci racconti come nasce?

Il concorso l’O studente (fuori) sede nasce nel momento in cui da siciliana, studentessa a Milano, mi viene chiesto: «Ma te la schiscetta te la sei preparata?», e io da buona abitante del Sud avevo visto il cibo inscatolato solo per i pranzi estivi in contenitori plurimi grandi come vasche.

«Cos’è la schiscetta?» avevo chiesto.

«Ma come non lo sai?»

C’era tutta una cultura dietro, a me ignota.

Ho scoperto così che all’homo sapiens si affianca una sua evoluzione, l’O studente (fuori) sede, una specie sempre più in espansione.

Mi sorprende che ancora non siano state approfondite le sue peculiari abitudini: comprare in supermercati di catena valanghe di toast, avere la proverbiale scatoletta di tonno d’emergenza in frigo, ricevere il pacco terrone, insomma il trovarsi in un ecosistema-città porta lo studente a sviluppare lo spirito di sopravvivenza e adattamento.

Il concorso è alla ricerca di racconti scanzonati e picareschi, che fotografino la vita di uno studente che vede una città per la prima volta, impara i modi di dire, scopre i dialetti, si relaziona con la nuova fauna.

È previsto un premio in denaro per i premi tre classificati e la possibilità di una pubblicazione dei migliori racconti.

 

Per partecipare al concorso basta inviare una mail a edizionisuigeneris@gmail.com

 

 

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