Infanzia di guerra in Valle Cervo – Elena Accati

Titolo: Infanzia di guerra in Valle Cervo
Autore: Accati Elena
Casa Editrice: L'Artistica Editrice
Genere: Autobiografia
Pagine: 149
Prezzo: 16,00 euro

Infanzia di guerra in Valle Cervo è l’ultima opera di Elena Accati. L’autrice ci conduce in questa valle del Biellese per farci rivivere le storie della sua terra, così come lei bambina le ha vissute, durante gli anni della Seconda guerra mondiale dal 1942 al ’45.

In seguito al terribile bombardamento di Torino del 20 novembre 1942, la famiglia della Accati lascia la città in fretta e furia per “sfollare” sulle montagne della Valle Cervo, nella frazione di Bariola Superiore di San Paolo Cervo, dove è la casa dei nonni paterni. Una valle piccola, stretta che “confina a nord con la valle di Gressoney e a ovest con la Val Sesia” (pag.90) che in brevissimo tempo raccoglie sfollati da Torino, Genova, Milano fino a raggiungere 8000 abitanti.

Chi parla in prima persona è Elena bambina. Ci fa rivivere con delicatezza le vicende di quel tragico periodo e, attraverso numerose testimonianze, veniamo a conoscenza delle sofferenze che dovettero affrontare sia l’autrice sia i suoi compaesani. La sua testimonianza è ricca di spunti e riflessioni.

Il libro si snoda attraverso dodici capitoli. Ognuno ha come filo conduttore una specie vegetale, di qui il sottotitolo “Un giardino di ricordi”, non solo metaforico, ma proprio ricordi riportati alla mente, prima ancora che da fatti, persone e luoghi, proprio dall’espressività del mondo vegetale che fa da sfondo agli episodi raccontati e ne costituisce l’elemento simbolico. “Era però un pioppo bianco ad attirare la nostra attenzione […] Io lo trovavo bellissimo con la corteccia bianco-grigia su cui c’erano piccoli segni a forma di diamante. Le foglie di un bel colore verde brillante nella parte superiore e biancastro in quella inferiore fremevano al minimo soffio di vento. I fiori poi erano una delizia. […] Erano fatti di una lanugine chiara e volavano felici nell’aria. Piacevano anche molto alle cince che li raccoglievano per costruire minuscoli, vellutati soffici nidi per proteggere i loro piccoli nelle prime ore di vita” (pag.50). Per Elena Accati il mondo vegetale non è solo suggestione nei ricordi ma ha condizionato la sua scelta di vita professionale, infatti  si è dedicata allo studio dei parchi e dei giardini di tutto il mondo, in qualità di docente universitaria di floricoltura. E tutto ha inizio proprio nella natura del Biellese: una terra da ascoltare, costituita da una natura particolare, aspra e difficile, bellissima, con fioriture meravigliose.

Gli episodi sono narrati con garbo e delicatezza. La lettura è piacevole perché ogni pagina ci regala emozioni e suggestioni sempre nuove. La natura è testimone silenziosa di tutti gli eventi: dalla vita in Valle delle famiglie ebree sfuggite alla deportazione grazie alla generosità dei “valit”, ai profughi neozelandesi che lì vi si erano rifugiati, alla storia delle operaie delle fabbriche tessili divenute staffette partigiane. L’autrice ha saputo intrecciare i drammi della guerra con la descrizione del territorio, aspro e povero ma allo stesso tempo ricco di umanità e di meraviglie della natura.

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