Incubatore 2014 – Sillabe di Sale Editore

Sillabe di Sale nasce come realtà editoriale non a pagamento, volta a far emergere scrittori esordienti che sognano di fare questo mestiere ma che spesso si ritrovano porte chiuse o strade che all’apparenza paiono facili per poi rivelarsi sogni irraggiungibili. La casa editrice è inoltre impegnata in ambito culturale sul territorio della Val di Susa con caffè letterari, mostre di fotografia, di pittura e in molte altre iniziative 

Come è nato il vostro progetto editoriale?

Nasce dalla passione della scrittura, siamo scrittori e amiamo l’arte. Prima abbiamo fondato un’associazione culturale poi la casa editrice.

E da cosa deriva il vostro nome?

Il sale ha un valore nascosto: dà sapore al cibo. Le parole, se valgono, dicono molto. Come il sale insaporisce il cibo, noi vogliamo essere coloro che spargono il sale sulle parole, dando così ai libri un tocco di vita.

Cosa vi aspettate dalla partecipazione all’Incubatore?

È la prima volta che partecipiamo. Ci aspettiamo di avere visibilità e, soprattutto, di portare avanti la battaglia comune dell’Incubatore di garantire una editoria non a pagamento. È un tema importante. Noi vogliamo portare avanti un discorso di qualità, infatti dedichiamo molto tempo alle lettura degli scritti e solo quando siamo certi del valore dell’opera la pubblichiamo.

Quali progetti avete per il futuro e cosa si sta già realizzando?

La casa editrice propone generi diversi e pubblica soprattutto romanzi come il recentissimo Bastone di Esculapio di Marco Gaddi, Infinite memorie dei luoghi di Alessio Barettini, Damnatio di Luca Mastinu e Jacaranda di Nini Sanna, e racconti come Caleidoscopio di Alessandra Simona Columbaro. Cinque le collane in catalogo: Romanzi, Saggi, Poesie, Racconti, Antologie. Abbiamo un’idea in fase di studio: vorremmo creare una nostra rete di distribuzione allargata, appoggiandoci ad altri editori indipendenti e non a pagamento. Come si dice… l’unione fa la forza e sarebbe un’opportunità di crescita per tutti.

Ci sono punti positivi o negativi dell’essere una piccola casa editrice che si sta affermando in questo periodo nel panorama editoriale affetto dalla crisi?

In questo momento essere piccoli è un fattore positivo, perchè permette di avere una identità ben definita, di avere una collaborazione continua con l’autore sotto tutti i punti di vista dall’editing alla distribuzione. È una crescita collettiva e la riteniamo fondamentale. La casa editrice grande è ingabbiata, ha un catalogo troppo grande e non riesce a seguire tutti gli autori, se non fino a un certo punto.

Quali sono le peculiarità della vostra linea editoriale?

Accettiamo tutti i generi, purchè siano di qualità. Siamo più restii sulla poesia, perchè purtroppo sappiamo tutti che non è apprezzata come dovrebbe essere e non vogliamo lanciarci in imprese troppo rischiose.

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