Incarceron. La prigione vivente – Catherine Fisher

Autore:Catherine Fisher
Titolo: Incarceron. La prigione vivente
Editore: Fazi Editore
Traduzione: a cura di Simona Pisauri
Pagine: 374
Anno pubblicazione: 2012
Prezzo:  € 14.90

Una domanda che non mi hanno mai fatto prima. Voglio che tu mi dica com’è Fuori. Sapphique promise con lealtà che sarebbe ritornato a dirmelo, ma non l’ha mai fatto. Tuo padre non ne parla. Inizio a chiedermi se, nel profondo, se addirittura esista un Fuori o se invece Sapphique non sia soltanto morto e tu non viva da qualche parte in un luogo che non riesco ad individuare. Ho migliaia di occhi e sensori ma non posso vedere Fuori. Non sono soltanto i reclusi a sognare la fuga, Claudia. Ma come posso fuggire da me stesso?”

Una guerra o un periodo violento sono andati concludendosi. Un nuovo regno si è costruito e tutti quelle persone che sono state considerate come criminali o soggetti potenzialmente pericolosi sono stati rinchiusi all’interno di una prigione chiamata Incarceron, una sorta di grande fratello crudele e spietato che tutto vede, tutto può e su tutto tiranneggia. Incarceron è un luogo immenso che contiene al suo interno città, mari e boschi. Sono passati molti anni da quando il suo accesso è stato sigillato e al suo interno i discendenti degli antichi prigionieri vivono in una società primitiva e violenta. È proprio tra questi ultimi che vive Finn, un giovane ossessionato da visioni che gli parlano di un altro mondo, fuori dalla prigione, e che egli desidera raggiungere ripercorrendo le orme di un leggendario personaggio che nel passato era riuscito ad evadere. Ma il mondo esterno, che per Finn dovrebbe rappresentare la libertà, è solo una prigione differente. Lo sa bene Claudia, una giovane coetanea di Finn, figlia del guardiano di Incarceron. Costretta a vivere in una società che ha ripristinato i costumi del diciassettesimo secolo e ha bandito ogni progresso tecnologico, Claudia sta per sposarsi con il violento erede al trono. Un giorno, riuscendo ad eludere la sorveglianza del padre, scopre la chiave di Incarceron che le permette di entrare in contatto con Finn. Mentre è impegnata ad aiutare il giovane nella sua incredibile impresa la ragazza si ritroverà coinvolta in un oscuro e terribile complotto.

Il romanzo appartiene al genere fantasy con influenze fantascientifiche ed è adatto ad un pubblico di qualsiasi età. La narrazione è abbastanza scorrevole,  forse un tantino ripetitiva in alcuni punti. Le situazioni e gli eventi sono mescolati in modo poco chiaro creando talvolta una leggera confusione nel lettore. Malgrado l’idea di base sia molto originale e mi abbia incuriosito alquanto, non posso pienamente dirmi soddisfatto della stesura dell’opera. I personaggi sono statici e immobili, non hanno una vera evoluzione. Alcuni episodi sono molto scontati e si può immaginare con largo anticipo come si concluderanno; il finale risulta  un po’ banale. Se l’autrice avesse modificato qualcosa questo libro avrebbe potuto essere davvero bello e non solamente carino.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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