Il vitellino Teo, Nonno Toro e le formiche birichine -Silvano Bertaina, Chiara Camia

Titolo: Il vitellino Teo, Nonno Toro e le formiche birichine
Autore: Bertaina Silvano, Camia Chiara
Casa Editrice: Impressioni Grafiche
Genere: letteratura per bambini-strumento operativo
Pagine: 82
Prezzo: euro 15,00

Chi si approccia alla lettura di quest’opera sappia che si troverà a gustare una favola dolcissima che pone l’accento su una problematica attuale e sempre più emergente che, secondo alcuni ricercatori, colpisce fino al 10%  della popolazione in età scolare, la dislessia.

“PratoGioioso si trovava in una grande vallata verdeggiante a forma di Y. In mezzo c’era la Stalla Reale, alle estremità superiori il Bosco Umbroso e lo Stagno Putridino, in fondo il placido fiume Chiaretto”.  Lì viveva il vitellino Teo, ma vi abitavano anche molti altri animali, il più importante di tutti era nonno Toro. Teo era all’apparenza un vitellino come tutti gli altri, ma partecipava poco ai giochi dei compagni, li guardava perlopiù di sottecchi, era triste e aveva sempre gli occhi arrossati. Il motivo? Lui non riusciva a fare MOOUU come tutti gli altri. La sua mamma era preoccupata: lo aiutava, lo incoraggiava, lo coccolava, ma Teo diventava di giorno in giorno sempre più triste e nonostante i ripetuti esercizi il suo moouu era sempre imperfetto. Anche a scuola la  maestra Flora insisteva categorica, ma Teo scriveva e leggeva cose strane, esattamente quelle che avevano  visto i suoi occhi “lettere capovolte, ondeggianti, una sopra l’altra: lui ci provava, copiava e ricopiava, e a volte mancava una U o una O oppure la M somigliava ad una N o viceversa. Un guazzabuglio!” (pag.7).

La delicatissima storia scritta a quattro mani da Silvano Bertaina e Chiara Camia descrive i problemi che incontra il vitellino Teo nell’affrontare le sue difficoltà. Il progetto editoriale della casa editrice Impressioni Grafiche si propone attraverso questa favola di mettere in luce la problematica “dislessia” che spesso viene vissuta con paura e apprensione. Chi ne è affetto spesso rischia l’isolamento, quand’anche non incorra in autoemarginazione, in realtà ha un estremo bisogno di fiducia per far diventare normalità quello che invece è straordinarietà. Anche Teo “quando non ne poteva più si incamminava  lungo un sentierino che portava al bosco, assicurandosi di essere solo”. 

Per fortuna a PratoGioioso abitavano anche le Formiche Birichine e Teo un giorno si accorse che capiva perfettamente quello che  loro si dicevano, ma capiva anche  i discorsi delle cicale, il linguaggio delle mosche e quello delle api: non sapeva fare moouu ma sapeva comunicare con gli insetti. Ne fu stupita la sua mamma e tornò con il pensiero ai colloqui con la maestra Flora che così catalogava il povero vitellino: “non guarda quello che scrivo alla lavagna, copia sbagliato le lettere, è distratto, si inventa le risposte! Non è capace di fare MOOUU per bene. E’ un fannullone! Un pigro!”(pag.27). Spesso archiviato come ritardo e/o disturbo del comportamento, molti bambini hanno avuto la vita condizionata da questi giudizi e diagnosi sommarie, con conseguente perdita di autostima. E Teo stava per cadere in questa voragine. Ma Nonno Toro, da buon capo mandria, consultò un luminare della DisleMucchina e fu deciso che Teo d’ora in poi avrebbe dovuto seguire le lezioni della maestra ClaraBella. Fu così che “giorno dopo giorno Teo migliorava e sempre più il suo MOOUU si faceva simile a quello degli altri compagni, che ora lo accoglievano nei giochi come uno di loro”(pag.52). 

Con le illustrazioni di Ivano Antonazzo e una veste grafica molto accattivante, la storia del vitellino Teo fornisce un’affascinante chiave di lettura sulla dislessia, problema che coinvolge di conseguenza a macchia d’olio insegnanti e genitori. Con prefazione dei dottori Siri e Diotti del Centro Medico 75° il libro è un valido aiuto per scuole e famiglie al fine di intervenire adeguatamente evitando dispersione di energie e risorse. Infine, ma non da ultimo, è stato adottato in tutta la storia un accorgimento operativo. Per evitare al bambino dislessico che legge la confusione delle lettere m/n, lo stampato minuscolo della lettera m non si presenta nella sua forma classica.

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