Il sussurro di Vico Pensiero – Tina Cacciaglia

Titolo: Il sussurro di Vico Pensiero

Autore: Tina Cacciaglia

Editore: Runa editrice

Genere: giallo

Anno di pubblicazione: 2013

Pagine: 256

Prezzo: € 16

Tina Cacciaglia, nel suo libro Il sussurro di Vico Pensiero, edito da Runa editrice, ci presenta una Napoli che si rivela una vera scoperta per chi, come la sottoscritta, non la conosce che superficialmente. Ci apre le porte di una città oscura, misteriosa, piena di segreti e di fascino, una città che si racconta attraverso gli occhi della gente, ma anche attraverso i luoghi sotterranei e più nascosti imbevuti di superstizione, credenze popolari, leggende e forse ignoranza. Napoli è la vera protagonista del romanzo, ricca di misteri, così viva e traboccante di umanità da lasciare a quelli che dovrebbero essere in realtà i veri protagonisti (Adriana, Agnese e Carlo) un ruolo di comprimarietà.

Adriana, ragazza della Napoli bene, sta per discutere la tesi di laurea. Una sua amica, anch’essa alla vigilia della discussione, viene trovata assassinata, con un gomitolo di saggina in gola. La giovane aveva preparato una tesi dal titolo “La sopravvivenza degli antichi riti nel popolo napoletano contemporaneo” e, poiché la polizia brancola nel buio, questo può essere l’unico indizio da cui partire per la ricerca della verità. Adriana manifesta i suoi pensieri a Carlo, il fidanzato, che è anche commissario di polizia, ma la pista è poco credibile per le indagini ufficiali, così la donna si avventura da sola nei meandri del mistero.

Mistero, folklore, storia, leggende: un intreccio di creduloneria ed antica saggezza popolare ci svelano il fascino di Napoli con le sue mille contraddizioni. Adriana, non ha mai pensato  che leggende e superstizioni avessero un fondamento di verità, ma dovrà ricredersi perché si accorgerà che sul suo cammino vanno a braccetto. L’autrice mescola, in questa narrazione, personaggi di fantasia e personaggi leggendari in un sapiente gioco di credibilità. E le figure femminili vincono il confronto con il sesso “forte”: la stessa Adriana, la nonna Anita, benché invalida, Agnese la “janara” e Maria ‘a Putecara, facendo fare al protagonista maschile Carlo una magra figura.

Con pennellate sapienti, i colori, gli odori e i suoni di Napoli ci avvolgono; siamo anche noi lettori nelle strade della città, nei suoi reticoli sotterranei, partecipiamo attivamente alle indagini e ci lasciamo prendere dall’incanto di questa narrazione. Ci nascondiamo dietro il fantasma di Maria D’Avalos (famosissimo a Napoli) per giungere alla ricerca della soluzione. Chiacchieriamo con il custode del cimitero delle Fontanelle; spiamo le trame ammaliatrici di Agnese e i riti contro la malasorte praticati dalla Putecara; seguiamo il commissario Carlo nei suoi incontri di passione, impelagandoci in questa complessa indagine poliziesca. Così, attirati dalla curiosità, ci ritroviamo  a divorare le pagine di questo mistery, dove la Cacciaglia ha disseminato enigmi e tracce.

Il noir è avvincente, la scrittura è leggera, lo stile spigliato e scorrevole. La prosa è elegante; i dialoghi sono coloriti e caratterizzano i personaggi con immagini vivide; il linguaggio è arguto e fa del  Sussurro di Vico Pensiero  un’opera che si rivela schietta ma anche misteriosa, divertente pur nella serietà dei temi, godibilissima. L’intreccio che lega storia e leggenda, mistero e folklore, è stato creato in maniera sapientemente originale. L’indagine poliziesca costringe il lettore ad aprire bene occhi ed orecchie per ascoltare la voce dei fantasmi che popolano questa Napoli dalle mille contraddizioni. E dall’incanto della napoletanità che ne emerge, e da cui non vorremmo più staccarci, ecco comparire la soluzione dell’enigma. Così il personaggio-chiave di tutta l’opera, sfrontato, perverso, immorale, che ha tessuto la sua tela con maestria, da aguzzino diventa vittima e ci permette un sospiro di sollievo sciogliendo l’ansia che ci aveva governato fin dalle prime battute.

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