Il giorno dei Lord – Michael Dobbs

Titolo: Il giorno dei Lord
Autore: Michael Dobbs
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Fazi
Genere: Giallo e thriller
Pagine: 375
Prezzo: 16,00 €

Per chi non lo sapesse, Michael Dobbs è l’autore della fortunata trilogia House of cards e ha alle spalle una lunga carriera politica di successo. Il giorno dei Lord rappresenta il primo capitolo dedicato a un nuovo, intrigante personaggio: Harry Jones, un misto fra James Bond e qualcuno di meno letale, più umano e accessibile. Qualcuno nel quale, per chi legge, è forse meno complicato identificarsi. Vedovo della prima moglie Giulia morta in un incidente di sci, ora sposato con la bella e dispotica Melanie dalla quale rischia il divorzio, Harry Jones ha fatto carriera nell’esercito britannico fino a diventare una delle guardie della Regina e a entrare, infine, nel Ministero della Difesa dove al momento è però persona non grata, visto il carattere schietto e spigoloso e la lingua tagliente di cui dispone:

Harry…aveva più di quarant’anni ma ne dimostrava di meno, atletico com’era; aveva un fisico slanciato, con le spalle larghe nascoste sotto una bella giacca di Jermyn Street, e il passo sicuro e misurato che suggeriva una gran determinazione. L’effetto era sottolineato dagli occhi, straordinariamente luminosi, che si muovevano con lentezza, come quelli di un animale che studia la preda a distanza.” (p.33)

Il 5 novembre di un anno non specificato ma abbastanza vicino a noi, Harry James si troverà al centro di un intrigo internazionale ad alto tasso di adrenalina. In quel giorno, infatti, si celebra nella Camera dei Lord, alla presenza della Regina d’Inghilterra, l’apertura del Parlamento alla quale partecipano non solo i parlamentari, ma anche una gran folla di personaggi di grosso e medio calibro. E’ il giorno che gli inglesi chiamano di Guy Fawkes dal nome dell’uomo che quattrocento anni fa tentò di far saltare in aria i massimi rappresentanti della monarchia britannica. Dunque, quale momento migliore per ripetere una simile impresa? E se a farlo, questa volta, fosse un gruppo di spietati terroristi dell’estremo oriente capaci di prendere in ostaggio non solo la maggior parte dei lord, ma la Regina stessa? E se fra gli ostaggi ci fosse anche, per puro caso, il figlio ventenne della Signora Presidente degli Stati Uniti d’America?

Michael Dobbs ci racconta, in modo preciso e dettagliato, con vera maestria e profonda conoscenza, i meccanismi che regolano la cerimonia di apertura del Parlamento inglese e quanto ruota intorno a essa in termini di sicurezza e protocollo.

L’ispirazione per questo libro è nata da una visita che feci molti anni fa alla Camera dei Lord. Era una visita privata, e restai affascinato dalle meraviglie architettoniche del luogo. Ma un’anomalia mi saltò agli occhi. …notai una porta ben nascosta, che si apriva insieme a un’altra sulla parete del baldacchino d’oro dietro al trono. …ma quando mi fu consentito di sbirciare all’interno, scoprii che nascondevano qualcosa di assolutamente inaspettato.” (p.371)

Un’ispirazione che gli ha permesso di costruire una storia complessa e plausibile, ricca del personale sottofondo di tutti gli attori in gioco. Da ricordare in proposito i gradevolissimi e realistici dialoghi fra la Regina e suo figlio Carlo, presente in sostituzione del principe Filippo costretto a letto da una banale influenza. Madre e figlio intrappolati al centro della tensione, ma pur sempre consci del ruolo che rivestono, di ciò che il mondo si aspetta da loro, eppure incapaci di rinunciare ai consueti battibecchi benché espressi a fior di labbra e con lievissime espressioni facciali. O ancora i concitati e taglienti scambi fra il Ministro degli Interni Tricia Willcocks – unica a non essere prigioniera dei terroristi – e la presidente americana, entrambe decise a giocare un ruolo primario nello scioglimento del dramma.

Una storia ricca di dettagli intriganti e di una serie infinita di colpi di scena fino al rocambolesco finale.

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