Il cacciatore di tenebre – Femi Kayode

Titolo: Il cacciatore di tenebre
Autore: Femi Kayode
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Longanesi
Genere: Noir, thriller
Traduttore: Andrea Carlo Cappi
Pagine: 400
Prezzo: 17.50

Dopo una vita trascorsa in America, dove si è specializzato in psicologia, Philipe Taiwo e sua moglie sono tornati in Nigeria, patria originaria delle loro famiglie. Le discussioni tra i due coniugi, il cui rapporto sembra essere incrinato da qualcosa, non hanno fine con il loro ritorno al paese africano, anzi tra i due sembrano continuare ad aumentare le distanze. Philippe vorrebbe ricucire il rapporto con la moglie ma improvvisamente viene assunto da un banchiere, Eemeka Nwamadi per fare luce su un misterioso caso di violenza di folla. Il figlio di Nwamadi era uno dei tre ragazzi che vennero presi dalla folla della città di Okriki e barbaramente trucidati dietro una accusa di tentato furto. Taiwo non è un investigatore ma un semplice psicologo forense eppure Nwamadi è assolutamente convinto che lo studioso possa risolvere il mistero. Inizia così il viaggio di Taiwo attraverso l’entroterra della Nigeria, nei paesi più piccoli fino ad arrivare a Okriki dove ad attenderlo c’è un mondo molto diverso rispetto a quello che lo stesso Philippe consoce e si immagina e dove la vita di Philippe non è mai stata tanto in pericolo.

Il romanzo parte con la descrizione di alcune scene avvenute realmente. Un video diffuso in rete e diventato noto mostra la folla linciare tre ragazzi senza che si capisca quali motivazioni muovono questa furia sanguinaria.

Come il dr Taiwo anche il lettore resta spiazzato da quella violenza feroce e inconcepibile. Il bello di questo romanzo (che resta anche la sua difficoltà, o almeno la mia difficoltà nel leggerlo) è proprio cercare di fare luce sulla cultura africana e sulle sue sfacettature, le sue ombre e le sue difficoltà che rappresentano qualcosa di estremamente lontano per noi. Nei trhiller ho potuto leggere diversi tipi di storie. Il male si incarna con diverse maschere e usa diverse forme di astuzia; il pericolo che si annida in queste pagine, i misteri, le complessità sociali (la reticenza delle persone, i personaggi ambigui, la polizia corrotta e molto altro) rappresentano uno spaccato di un mondo che sembriamo conoscere invece è molto lontano da noi.

Mi ha interessato la figura del protagonista di questo libro. Uno psicologo brillante e molto umano che, forse per spirito accademico o forse per curiosità, decide di portare a galla quelle che sono delle verità complesse su una vicenda che ha del disumano.

Ho apprezzato molto i personaggi che si muovono sulla scena, dietro questo protagonista estremamente vivace e intenso.

Leggere questo romanzo è stata una vera goduria, non sempre facile perchè mi ha fatto capire quanto possa essere distante la vita, il mondo e il modo di intere le cose in un paese come la Nigeria che mescola elementi della cultura occidentale alla pura tradizione africana.

Anche lo stile narrativo è stato notevole. In alcuni momenti la scrittura sembra “inciampare” o rallentare la sua fluidità ma non sono riuscito a capire se era per la mia difficoltà personale a capire certe situazioni o se era un artificio voluto dall’autore.

Insomma: un mistero accanto a un mistero.

Il finale mi ha lasciato con un senso di sospeso (sadicamente) piacevole. Per qualche strana ragione volevo saperne di più, volevo altre storie di questo autore così interessante di cui non riuscirò a scordare la narrazione.

Complimenti Femi Kayode

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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