I signori della cenere – Tersite Rossi

Titolo: I signori della cenere
Autore: Rossi Tersite
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Pendragon
Pagine: 397
Prezzo: 16.00

Il collettivo di scrittura dal significativo nome Tersite Rossi pubblica, presso l’editore Pendragon, il suo secondo libro dal titolo “I signori della cenere”. Prima di parlare del libro mi sembra doveroso dire due parole sul nome del collettivo. Tersite era un guerriero dell’esercito acheo durante la guerra di Troia, descritto da Omero oltre che brutto fisicamente (gobbo e zoppo) anche pavido e codardo rappresenta l’antitesi completa dell’eroe.

In questo romanzo gli autori che compongono il collettivo continuano nella loro opera di denuncia sociale ed economica. Credo che parlare dei problemi dei nostri tempi attraverso il romanzo sia un’arma efficace per informare il lettore senza annoiarlo. La nostra è una società caratterizzata da un cosi costante flusso di informazioni, ma spesso, o per noia o per disgusto delle continue cattive notizie, facciamo come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia.

Il libro è semplice e complesso assieme. Semplice perché ci descrive una lotta fra due forze opposte, una lotta che va avanti da secoli fra due modi diversi e contrapposti di concepire il mondo. Complesso perchè affronta temi spesso da addetti ai lavori come la crisi finanziaria del mercato finanziario e la speculazione di Wall Street sui famigerati fondi speculativi o hedge fund. L’eterna lotta che viene descritta nel libro è fra un mondo pacifico in cui i diversi non sono emarginati ed una realtà di darwinismo sociale in cui solo il più forte sopravvive.

Nel libro viene descritta la genesi della nostra attuale crisi economica e politica. Gli autori ci svelano l’antefatto della speculazione finanziaria come se dietro i crimini finanziari ci fosse una regia occulta che da moltissimo tempo muove le pedine per mettere il forte contro il debole. Una lotta perpetuata da secoli da una setta che ha il solo scopo di far si che non ci sia l’eguaglianza sociale, ma che una ristretta elite domini su una maggioranza di esclusi. Se una volta era la violenza delle armi la forza delle classi dominanti ora è la leva economica. Nel libro infatti diventa chiaro come l’uomo comune non agisce, ma viene indotto ad agire, pensa di avere dei bisogni, ma questi sono creati artificialmente per renderlo schiavo di una spirale (quasi da drogato economicamente) in cui sarà difficile uscirne. A questa setta si oppone la Grande Madre gruppo di matrice femminile  libertario e pacifico che precedette il patriarcato e da cui fu soppiantato.

In questa lotta eterna fra guerra e pace fra dominio e convivenza si innestano le storie di tre personaggi diversi fra di loro. Lorenzo rampante banchiere il cui unico scopo nella vita sembra essere quello di percorre la strada che porta al successo economico e sociale, Aldo un mediocre ragionere italiano la cui crisi economica, come uno tsunami, all’improvviso porta via tutto e tutti e Petra commessa per vivere, antropologa per passione in continua ricerca di se stessa.

Il romanzo ha la forza di una tragedia  classica con il taglio crudo della realtà contemporanea. Corre veloce tra passato remoto e presente, tra Creta e New York, con un ritmo incalzante che non da tregua al lettore. Il suggeguirsi di fatti collocati temporalmente e geograficamente rende molto vivo e reale il racconto. La narrazione è dura quanto la realtà dei nostri giorni, il crimine è volgare e spietato e chi lo commette non si muove per passione o rabbia, ma per un freddo e spietato piano. La spiegazione dei meccanismi economici è semplice tale da fa capire anche ai non addetti i meccanismi speculativi. Un libro che appassione e fa riflettere, apre sguardi nuovi alla nostra società e ci interroga sul nostro modo di vivere.

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