I quindici – Marco Passeri

Titolo: I quindici

Autore: Marco Passeri

Casa editrice: Bietti

Genere: romanzo

Anno di pubblicazione: 2013

Pagine: 218

Prezzo: €. 17,00

La storia raccontata ne I quindici da Marco Passeri è quella di quindici militanti di sinistra scomparsi misteriosamente nei luoghi della memoria delle stragi compiute dai nazifascisti nel Verbano. Si tratta di una scomparsa del tutto particolare, in quanto questi uomini hanno tutti la stessa età, essendo nati nel 1964, e muoiono tutti nell’identico luogo e pare, nella medesima circostanza. Ma, presunta o reale, di sparizione si tratta ed un investigatore privato è chiamato a svolgere delle indagini.

Eric Adler è un investigatore sui generis: gran fumatore, assiduo frequentatore di un bar dove lavora una ragazza di cui si è invaghito, giovane inesperto e precario, vive ancora mantenuto dalla madre settantenne, con cui litiga spesso, perché non ha un lavoro fisso, insomma è“un fallito, uno sfaccendato, un depresso”(pag.12). Così quando gli viene proposta questa indagine “Un lavoretto, una piccola indagine. Un’indagine…breve” (pag.11) anche se è metà luglio,la accetta, quasi senza pensarci.

I quindici è ambientato sul lago di Mergozzo e non c’è niente di più suggestivo che una storia raccontata in riva ad un lago, soprattutto se lo immaginiamo avvolto nella nebbia mattutina che stende un velo di mistero. Ma il romanzo è anche ambientato a Milano, perché di là sono partiti gli scomparsi. Là sono rimasti gli anziani genitori, i fratelli e le sorelle, le mogli e i figli, gli amici, i vicini di casa e i famigliari  tutti, cercati e interrogati dall’investigatore. Il mistero comunque c’è e nel procedere del suo indagare Eric scopre sempre più zone buie, tanto da far sospettare che questi quindici uomini non siano mai esistiti.

Il romanzo incuriosisce. Non ci troviamo solo a  leggere una storia misteriosa, ma dalla connotazione di ognuno di questi uomini, narrata dalle parole di un familiare interrogato, emergono sofferenza, solitudine e smarrimento. Sono uomini che prima di sparire sono andati alla ricerca  di un senso della vita.

Chi si approccia a questa lettura rimane colpito, fin dalla prima pagina, da un uso (o un abuso) di puntini di sospensione, esagerato. E se questi segni di punteggiatura indicano le pause, l’intero romanzo è una pausa, perciò occorre procedere con lentezza, molta lentezza nel leggere. Tuttavia Marco Passeri ha saputo costruire un impianto piuttosto agile e scorrevole. Ne risulta un romanzo nuovo, anche se l’autore utilizza un’architettura già collaudata, quella della storia politica.

Oltre ad essere un romanzo giallo I quindici è anche il ritratto di una generazione. Infatti, tra le righe relative alle indagini del giovane Eric, leggiamo la condizione di anime immerse nel buio e che non sono state comprese da chi stava loro a fianco, dunque un affresco di uno spaccato sociale.

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