I fiori sopra l’inferno – Ilaria Tuti

Titolo: I fiori sopra l'inferno
Autore: Ilaria Turi
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Longanesi
Genere: thriller
Pagine: 368
Prezzo: 14.36

Il male ha molte forme e molte capacità. Il male è mutevole, si adegua a tutto e si annida ovunque. Tra le nostre città, in mezzo alle persone, in luoghi remoti. Come una pianta cresce da un seme, anche la tenebra violenta si insinua nella mente e nel cuore degli uomini. E lì, cresce lentamente fino a maturare e a portare scompiglio nelle nostre esistenze con i propri frutti maledetti. Accade così anche in un remoto paesino di Tavernì, una località del friuli vicina al confine austriaco, quando, una gelida mattina d’inverno, il corpo di un padre di famiglia viene ritrovato nel bosco barbaramente brutalizzato e privo degli occhi. Due cose colpiscono le forze dell’ordine. In primo luogo, il corpo è stato sistemato perché fosse facile il ritrovo, una sorta di sfida alle forze dell’ordine. In secondo luogo c’è una strana, inquietantissima, bambola a vegliare sul corpo martoriato. Mentre il commissario Teresa Battaglia indaga per trovare il colpevole, le vittime del misterioso killer iniziano ad aumentare. Chi è il misterioso assassino? Cosa si nasconde nella foresta vicina alla città? E perchè solo i bambini sembrano in grado di vederlo? Per trovare una risposta occorrerà scavare a fondo, fino ad arrivare ad aprire le porte di un misterioso orfanotrofio dove sono accadute le cose più terribili mai concepite dalla mente dell’uomo.

“Secondo te chi è stato a fare male alla tua mamma?” le chiese infine. Lucia non ebbe dubbi. “Il fantasma che vive nel bosco” “ah, il fantasma. E tu ci hai parlato?”. La bambina scosse la testa. “lui mi guarda ma non si avvicina mai. Forse non vuole parlare perché non ne è capace. Tranne ieri notte. È lui che ha suonato il campanello”. Teresa sentì qualcosa scattarle dentro. “il fantasma che vive nel bosco è lo stesso che ieri è venuto a casa tua?” chiese per conferma. La bambina annuii. “ e che aspetto ha?” le domandò “me lo puoi descrivere?” “ha un teschio al posto della testa” (Teresa e Lucia pag. 171)

Il 2018 è appena cominciato e già si preannuncia ricco di sorprese e di gradevolissime scoperte. È il caso del romanzo della giovane esordiente Ilaria Tuti, I fiori sopra l’Inferno il libro di cui ci occuperemo in questa recensione. Mentre leggevo questo romanzo, passando da una pagina all’altra con una rapidità che ha sorpreso persino il sottoscritto, non riuscivo a pensare a nessun’altra parola se non “incredibile”. Forse vi sembrerà esagerato o poco professionale, magari questa esclamazione è pure un po’ infantile. Non me ne pento. Il libro della Tuti è dinamite allo stato puro. Se si aggiunge il piccolo, ma non trascurabile dettaglio che questo libro è stato scritto da una giovane esordiente si resta sbalorditi. Forse in molti mi chiederanno cosa ci sia di tanto sensazionale nel fatto che questa storia, così bella e avvincente, si stata scritta da una esordiente. È vero, gli scrittori esordienti sono spesso delle vere e proprie rivelazioni, hanno uno stile fresco e delle idee geniali. Ma la Tuti va ben oltre questo. Lei scrive come se non avesse fatto altro fino ad ora. Il suo stile è maturo, intenso e magnetico come se ci si ritrovasse a leggere un romanzo composto da un affermato e navigato giallista e non l’opera di esordio, l’inizio di una carriera. È come andare ad un incontro di lotta e vedere quel giovane e mingherlino partecipante, che sale per la prima volta sul tappeto, muoversi come un micidiale pugile esperto.

La cosa che mi ha affascinato oltre ogni limite, è stata la figura complessa del serial killer. È difficile potervene parlare così, senza rivelarvi qualche dettaglio di troppo e rovinandovi il piacere della lettura, ma vi garantisco (e io di thriller ne ho letti e ne leggo moltissimi) che un personaggio del genere non lo troverete assolutamente altrove. La storia che lo ha caratterizzato è incredibile e struggente e fa molto riflettere sui concetti di di bene e di male.

Intenso anche il personaggio del commissario Teresa Battaglia. Acuta, brillante e incredibilmente umana, vi terrà col fiato sospeso fino al grande, sensazionale finale.

Un libro che non potete assolutamente NON leggere.

Consigliatissimo.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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