I cigni della Quinta Strada – Benjamin Melanie

Titolo: I cigni della Quinta Strada
Autore: Benjamin Melanie
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Neri Pozza
Traduttore: Oddera F.
Pagine: 370
Prezzo: 18,00 €

Truman Capote riesce a entrare nel gruppo di donne più in vista di New York, da lui vezzosamente ribattezzate i Cigni della Quinta Strada. Bellissime, ricchissime e irraggiungibili, queste donne fanno dell’eleganza e della raffinatezza il fulcro centrale della loro esistenza. Capote, attratto irrimediabilmente da tutto ciò che è bello, svolazza come una farfalla variopinta intorno a loro, diventandone confidente ed intimo amico, specialmente di Babe Paley, la sua preferita, la più amata da tutte. Quello tra Babe e Truman diventa un rapporto di amicizia esclusivo, complice, profondo…fino al giorno in cui lo scrittore, ormai divenuto l’ombra del grande artista che era, pubblica un racconto dove svela tutti i segreti più oscuri dei Cigni, ed in particolare dei Paley. Perché lo ha fatto?

“L’ha uccisa. Punto e basta.» A Slim tremavano le mani, e rovesciò sul piatto l’intero contenuto del pacchetto di sigarette al mentolo. «Truman l’ha fatta fuori. E vorrei sapere chi diavolo è stata a fare amicizia per prima con quel nanerottolo.»” (p. 14)

Truman Capote, scrittore, omosessuale, solitario, entra a far parte del gruppo delle donne più in vista degli anni Sessanta: Slim Keith, Marella Agnelli, Pamela Harriman, Gloria Guinness e Babe Paley.

Donne eleganti, facoltose, abituate al lusso, ma che si sentono profondamente sole e che, per questo, quando riconoscono in Truman la sua capacità di vedere al di là delle maschere, il suo acume e la sua genialità, gli si affezionano a tal punto da rivelare i loro segreti, i loro pensieri più veri, iniziando finalmente ad essere loro stesse. Un giorno, però, questa fiducia viene tradita, proprio dall’unica persona da cui non se lo sarebbero mai aspettate.

“Un vero amico, l’unico che ti abbia mai parlato così. L’unico che ci tenga a te a sufficienza per dirti la verità. L’unico che voglia spingere lo sguardo al di là delle apparenze.” (p. 45)

I cigni della Quinta Strada racconta l’apparenza, il lusso estremo e le maschere che la società di quegli anni impone, specialmente alle donne: allevate allo scopo di fare il migliore matrimonio, educate al buon gusto e alla ricerca della bellezza, i Cigni sono destinati a fare da trofeo decorativo e da governanti di lusso ad uomini che non le amano, che le hanno sposate per il lignaggio e la bellezza, così come loro li hanno scelti per i soldi.

Il ritratto di una società dorata e indolente con troppo denaro e appetiti smisurati che si muove in un mondo artificioso e di potere. Malignità, falsità e pugnalate alle spalle sono all’ordine del giorno: in questa atmosfera, spicca ancora di più l’intenso personaggio di Babe Paley, bellissima tragica eroina della quale scopriamo man mano la gabbia dorata nella quale vive, la solitudine e il vuoto che prova dentro di sé, nascosti dal trucco e da bei vestiti che mantengono intatta l’apparenza richiesta.

“Notavano lei, la sua figura alta e snella, i seri occhi scuri, il modo in cui reggeva la borsetta nell’incavo del gomito, la semplice grazia con la quale sospingeva sui capelli gli occhiali da sole o si sbottonava la giacca con una sola mano, lasciandola scivolare elegantemente dalle spalle sulle braccia di un maître d’hotel sempre pronto ad accoglierla. Quello che non notavano era la solitudine che le aleggiava intorno, tra le note lievi ed erbose del suo profumo preferito, Vent Verd di Balmain. La solitudine, che nonostante la ricchezza leggendaria, le molte case, i figli, il marito più esuberante e di successo tra quelli di tutte le sue amiche, costituiva la sua compagna più fedele.” (p. 20).

Una donna incapace di vivere fino in fondo la vita e le relazioni, che recita con grazia un ruolo fino all’ultimo dei suoi giorni: un bellissimo cigno costretto allo splendore, e condannato alla solitudine.

“Sii perfetta. Perché è questo che tutti si aspettano da te. Perché altrimenti cosa sei? Chi sei?
Perfetta. Babe doveva essere perfetta da ogni punto di vista.” (p. 38)

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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