Grammatica italiana: ecco gli errori più comuni

B0JfYmFCAAE2_neIl 20 ottobre è stata la giornata ProGrammatica, promossa da Rai3, Miur ed Accademia della Crusca ed inserita all’interno della settimana internazionale della lingua italiana nel mondo. L’iniziativa era volta a promuovere il corretto utilizzo della lingua italiana, troppo spesso maltrattata e abusata, anche e soprattutto proprio da noi italiani.

Sì, perché l’italiano può sembrare una lingua semplice e facile da usare. Sembra appunto, ma non lo è. Quotidianamente migliaia di cittadini vengono afflitti da dilemmi quali “ma qual è si scrive con o senza apostrofo?”, “la virgola dove la metto?”, “si dice a me mi piace o a me piace?”. Errori di grammatica che possono far storcere il naso e tappare le orecchie a qualcuno, ma che purtroppo sono realmente esistenti nella vita di tutti i giorni.

Secondo la classifica di libreriamo.it al primo posto fra gli strafalcioni più comuni si colloca l’apostrofo(71%): è bene ricordare che ‘questo sconosciuto’ va utilizzato per nomi femminili e parole tronche, in tutto il resto non serve. Altro dilemma già citato quello del qual è – qual’è(68%), locuzione la cui forma corretta è la prima. Un’oscenità – sentita e risentita soprattutto dalle star televisive e dello spettacolo – è l’utilizzo del congiuntivo(65%): per quello basta un ripasso delle regole base della grammatica italiana.

La confusione poi fra uomini e donne è sempre in agguato: dove va il gli e dove va il le? Semplice, per le femmine si usa il ‘le’, per i maschi il ‘gli’. Il po’ vuole l’apostrofo, l’accento aboliamolo. La c non è la q e parole come evaquare, profiquo, innoquo non esistono. Un accorgimento particolare va poi per le parole che iniziano per vocale e sono precedute da ‘e’ o ‘a': a queste ultime va aggiunta la consonante ‘d’ secondo le regole della nostra lingua. Infine chiude la classifica la ben odiata punteggiatura, con la virgola che serve a dare ritmo e cadenza alle frasi e i due punti che non si usano in una frase come “salve: mi chiamo…” ma per un elenco o un discorso diretto.

Dette queste poche, semplici e basilari regole per salvaguardare la nostra bella lingua e la sua grammatica…buon italiano a tutti!

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