Gli Eredi – Wulf Dorn

Titolo: Gli Eredi
Autore: Dorn Wulf
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Corbaccio
Genere: thriller
Traduttore: Alessandra Petrelli
Pagine: 324
Prezzo: 17.60

È una notte buia e tempestosa e il dottor Patrick Larsen sta guidando a bordo della sua automobile per raggiunger la sua ex moglie. Della donna, che vive assieme alla loro figlia Mia, non ha più notizie da troppo tempo. Proprio quando la bufera si è fatta più intensa, il dottor Larsen nota una macchia uscita dalla carreggiata. Desideroso di aiutare il malcapitato autista, Larsen interrompe il suo viaggio, accosta la sua auto e si dirige verso la vettura ferma. Con suo grande stupore, dentro l’automobile, Patrick Larsen trova Laura, la sorella della sua ex moglie, gravemente ferita e priva di sensi e, nel bagagliaio della macchina della donna, il corpo senza vita della piccola Mia. Le parole sussurrate da Laura, poco prima di perdere i sensi, convinceranno il dottor Larsen a proseguire nel suo viaggio per cercare di capire cosa sia successo. Nel frattempo Laura, recuperata e soccorsa grazie a una telefonata fatta dal dottor Larsen poco prima di ripartire, si sveglia nel reparto di psichiatria dove ad attenderla ci sarà il dottor Robert Winter, stimato psicologo che già in precedenza aveva collaborato attivamente con la polizia. Winter è preparato e pronto a tutto. Ha sentito le storie più assurde e visto le cose più incredibili. Ma quello che racconterà a lui Laura sarà la storia più agghiacciante e terribile che si possa udire. Dietro la morte della piccola Mia e la scomparsa di numerose persone si cela una terribile minaccia da cui nessuno è al sicuro.

“Lei vorrebbe che il commissario capo arrivasse qui e concludesse qui la cosa, vero?” “è vero” confermò lui. “sono stanco. E deve esserlo anche lei.” “è sicuro che lui sia ancora qui?” domandò Laura “forse, nel frattempo, la cosa si è già messa in moto anche qui in città. Anzi, di sicuro. Allora sarebbe una fortuna che lei sia qui rinchiuso e che la porta abbia un codice di sicurezza” [..] “vorrei non succedesse. Ma né lei né io potremmo impedirlo. La differenza è che lei ha ancora la possibilità di togliersi la vita da solo. Mentre io…”  (Laura e Robert pag286)

Il mio primo incontro con Wulf Dorn è avvenuto con la lettura del romanzo “Phobia”, pubblicato da Corbaccio nel 2014. Un libro interessante che mi aveva colpito profondamente, sia per la tematica trattata, sia per lo stile con cui l’autore intratteneva il suo lettore. Quando ho preso tra le mani “Gli eredi” mi aspettavo qualcosa di simile. Un thriller mozzafiato, una spietata caccia all’uomo, una storia avvincente con un finale “classico” dove il cattivo viene arrestato o almeno dove si fa definitivamente luce sui misteri che si sono precedentemente incontrati. Non è stato così. Attenzione. Non sto dicendo che il libro sia brutto, o illeggibile, al contrario ho trovato questo libro assai bello. Sto dicendo che non ho ottenuto nulla di quanto aspettavo. Dorn, che nel corso del tempo sembra aver intrapreso una strada narrativa più simile a quella di Stephen King che a quella dei classici autori di thriller tedeschi, ha creato un libro sconvolgente e allucinante che, oltre a incantare e raggelare il proprio lettore, lo porta a porsi delle domande importanti e a riflettere su diverse tematiche. Vorrei potervi dire di più, avrei molto da scrivere su questo libro, ma per fare ciò dovrei scendere molto nei dettagli e vi rovinerei, di sicuro, la sorpresa che questa interessantissima lettura vi offrirebbe.

Posso concludere questa breve recensione dicendovi che questo non è un romanzo come altri. È un brivido fatto libro.

Splendido.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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