GIVEAWAY – IL GIOCATTOLAIO

GIVEAWAY

IL GIOCATTOLAIO

 


«Sta ancora piovendo?», chiede il ragazzo.
L’uomo anziano si affaccia alla finestra della baracca. Getta appena un’occhiata al cielo grigio e volta la testa verso di lui. «Solo quattro gocce».
Il ragazzo è seduto su una balla di fieno, lo zaino posato a terra. È molto giovane, avrà sedici anni al massimo, vestito con un paio di jeans stinti e una camicia a quadretti. Capelli biondi e ribelli, un viso affilato.
Si alza in piedi, con lentezza. «Provo a rimediare un passaggio».
Raccoglie lo zaino e se lo mette in spalla. Quando passa vicino all’uomo, questi gli allunga un pacchetto di sigarette. «Stammi bene, Jon, e buona fortuna».

(dall’incipit de “Il giocattolaio”, Stefano Pastor. Scheda libro)

 

 

COME SI VINCE?

Basta rispondere alla richiesta sotto riportata entro domenica 7 ottobre alle ore 21 commentando questo post.
La redazione sceglierà un vincitore tra i partecipanti, individuando chi ha formulato il post più originale e attinente alla richiesta (il giudizio è insindacabile). Dopo che avremo verificato l’iscrizione alla nostra newsletter, a questi sarà attribuita una copia del thriller “IL GIOCATTOLAIO” di STEFANO PASTOR – FAZI EDITORE.

* Il libro in palio è messo a disposizione dall’editore in forma di omaggio secondo la normativa prevista dal dpr 633 del 1972 che regolamenta i concorsi.

RISPONDI ALLA DOMANDA:

COME DESCRIVERESTI UN GIOCATTOLAIO DA THRILLER?  

LA TRAMA DEL LIBRO

Non si conosce molto del passato di Massimo, il bambino di 11 anni appena arrivato nel Quartiere. Accolto in casa dallo zio, un uomo alcolizzato e incline a lampi di violenza, a Massimo sembra di precipitare in un inferno. Ma il male, quello vero, non si annida tra le mura domestiche. E’ nascosto da qualche parte tra i palazzoni abbandonati e le strade semideserte di quest’area suburbana depressa e grigia, dove i bambini continuano a volatilizzarsi e nessun adulto si preoccupa di cercarli. Quando viene ritrovato il corpo di uno dei bambini scomparsi, i sospetti della comunità si concentrano su Peter, il titolare di un negozio di giocattoli. Nell’apatia e nell’indifferenza degli adulti, solo una ragazzina, Mina, e un gruppo di suoi coetanei cercano di capire cosa stia accadendo. Con un ritmo sincopato e una scrittura coinvolgente Pastor racconta la presenza del male che s’insinua tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli, creando una spaccatura insanabile.
BOOKTRAILER

L’AUTORE

Stefano Pastor è nato a Ventimiglia e vive in provincia di Ferrara. Dopo aver lavorato a lungo nel commercio di musica e film, ha deciso di dedicarsi alla scrittura.

IL LIBRO

Tra i vincitori del torneo letterario “Io Scrittore”, il romanzo di Stefano Pastor, ambientato nella periferia desolata di una grande città, indaga la frattura insanabile tra il mondo degli adulti e quello dei bambini e il fallimento della famiglia. In un quartiere che si sta progressivamente svuotando, a causa di un inarrestabile processo di speculazione edilizia, i genitori sono sempre assenti e i bambini abbandonati a loro stessi. Alcuni spariscono.

IL VINCITORE…

Cristina

 (6 ottobre,12:40)

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  • Antonio Papini

    Alto 1.70. 90kg. Pancia enorme. Capelli e barba bianca ben curata. Età dai 70 in su ma potrebbe averne anche 60 portati male. Veste sempre con un completo e panciotto. Porta il cravattino. Orologio da tasca ereditato. Mangia sempre cioccolato. Scarpe vecchie e scricchiolanti. Cammina pendolando. Metodico. Casa – lavoro. Lavoro – casa. Tutti i giovedì sera si ferma nella stessa pizzeria e porta a casa una 4 stagioni. Asociale odia gli uomini, sopporta i cani, scalcia ai gatti. Unico divertimento rincorre i piccioni sotto il loggiato mentre va e torna dal lavoro. La compagnia dei bambini è l’unico momento di socialità obbligata. Ne farebbe a meno, ma sopporta i loro piagnistei in negozio perché gli danno di che vivere.

  • Filomena

    …un signore all’apparenza normalissimo…di mezza età…occhialetti sul naso…alto e dal fisico asciutto…ma qualcosa tradiva la sua apparente normalità…indossava sempre un papillon rosso…un colore stravagante e in contrasto con la sobrietà del resto del suo abbigliamento…

  • Paola

    Era un uomo molto alto, dall’aspetto quasi marfanoide.
    Il volto era scavato dagli anni, o forse dalla stanchezza, era difficile attribuigli un’età, che poteva oscillare tra i 40 e i 70 anni. Lo sguardo spento, in cui si poteva leggere quella che avrebbe potuto essere al contempo nostalgia del passato e ansia per il futuro.
    Un paio di grossi occhiali andavano a inquadrare il volto e a ombreggiare l’area delle guance, già di per sé molto scure, colore determinato dallo spessore della pelle.
    Le mani molto grandi, troppo in proporzione con l’esile corpo, sembravano raccontare un passato fondato sul lavoro e sul senso del dovere: nulla che avesse a che fare con il tranquillo lavoro che svolgeva adesso, nel piccolo negozio di giocattoli.
    Nulla nella sua figura sembrava ricercato, ma nemmeno sintomo di trascuratezza: tutto era lì per necessità, per assolvere a una funzione ben precisa.

  • Silvia

    L’odore acre di sudore, i pochi capelli attaccati alla fronte unta e quelle mani viscide, umide, gli adulti lo ripugnano mentre i bambini ne sono affascinati, vanno a trovarlo di nascosto con i risparmi in tasca, la sua voce carezzevole a descrivere le meraviglie di ogni giocattolo.

  • Una persona normale ma con gli occhi di ghiaccio

  • Chiara

    Assomiglierebbe sicuramente a Malcolm McDowell, un viso inquietante con occhi di ghiaccio. Magari con un monocolo per osservare i dettagli delle sue bambole. E un’ossessione per bambolotti mutilati e senza occhi.

  • http://libriepopcorn.blogspot.it/ Ladycooman

    Anziano, capelli un po ricci sul grigio/bianco, denti storti e alcuni mancanti, vestito con abiti eleganti quando sta al bancone. Sorride spesso. Adora mettere in mostra i giocattoli più belli (e quelli più strani) per vedere le reazioni di chi entra nel suo negozio. Ha un figlio abbastanza piccolo (sia di età ,circa 10 anni, che di corporatura).

  • Marisa

    UNO spaccato iperrealistico si un mondo Che ha rischiato Di essere cosi. Attraverso questo scritto e alter urla equivalenti traspare il tentativo di esorcizzare il contesto descritto con le sue caratteristiche più alienanti.
    Leggiamolo così: ciò che sta quasi per essere realtà ma che non sarà mai realtà per merito di quell umanità che popola il libro stesso

  • Antonella

    E’ un uomo anziano, sulla settantina, con pochi capelli sparsi bianchi, indossa degli occhialini legati ad una cordicella su un naso adunco, claudicante. La sua preorogativa è il cinismo verso il mondo e gli esseri umani, eco di una vita insoddisfatta e un’ infanzia infelice perchè vissuto in un istituto. Mostra ripugnanza e insofferenza nei confronti di clienti invadenti, che chiedono troppo. La sua unica dimensione appare essere quella del suo negozio di giocattoli, un luogo lugubre e isolato. Gli unici arredi sono un bancone e degli scaffali antichi in un legno mal conservato su cui sono accorpate bambole e pupazzi dagli occhi fissi e inquietanti.

  • guttolo

    Una donna adulta con la faccia da bambina, la testa un po’ grossa rispetto al corpo.

  • cristina

    Contrariamente a quanto si possa immaginare, è un ragazzo giovane. Non ha ancora compiuto 24 anni. Dall’aspetto anonimo. Nè bello, nè brutto. Semplicemente insignificate. La sua presenza non viene mai percepita come un pericolo. Nessuno ha paura di lui, o lo vede come una minaccia. Per questo riesce ad agire. E’ uno che lavora nell’ombra. In silenzio. In apparente pace. Attende la notte per colpire. In realtà è perverso. Ossessionato dai giocattoli che non ha mai avuto. Dall’infanzia che gli è stata negata. Dalle atrocità che ha dovuto subire. Ora è rimasto solo al mondo. Finalmente. E la vendetta è diventata la sua ossessione….

  • Maria Antonietta

    Uno psicopatico con un’infanzia traumatica a causa della morbosità e della violenza materna.

  • Alessandra

    Un vero giocattolaio da thriller ama vivere al buio, sebbene la sua “professione” lo porti ad emergere di tanto in tanto dalla sua oscurità per commettere piccoli e grandi misfatti. Si presenta come un uomo smilzo, non troppo alto, con dei piccoli occhialini tondi poggiati sul naso. La sua espressione è quasi sempre contornata da un ghigno beffardo che talvolta può essere scambiato per un sorrisino di cortesia. Ma chi lo conosce bene sa di come è capace.

    • Alessandra

      ..un piccolo errore di battitura: “sa di COSA è capace”
      Sorry!

  • luisa

    Un uomo anziano coi baffoni, occhi azzurri nascosti dietro lenti spessissime. Mani nodose e aspetto un po’ trasandato.

  • Antonella Montesanti

    Una persona normalissima, con l’aria da nonnino buono ma con due occhi di un nero cupo che esprimano il male più nero e tremendo.

  • francesca

    Immagino un uomo sulla quarantina, solitario, insignificante. Ha ereditato il negozio di giocattoli dal padre che gli ha insegnato il mestiere. Sembra non avere una famiglia, sembra che la sua vita si riduca alla sola attività di negoziante di giocattoli.

  • maria

    un giocattolo non può essere mai da thriller :)

    in tutti i casi, un bambino con tanti segni sul volto, sfigurato e pieno di sangue… che al toccar del pancino, si stacca la testa e fuoriesce del sangue…

    opss, mi sa che è più da horror, questo giocattolo :)

  • Valeria

    la persona che meno ti aspetti, comune, sempre sorridente (anche troppo), apparentemente normale in facciata… all’interno è un districato labirinto in cui è difficile trovare l’uscita, perfezionista, occhi sorridenti ma all’occorrenza spaventosamente ipnotici

  • simona

    un pò come geppetto. un uomo solitario non più giovane dall’aspetto comune apparentemente normale

  • Stefania C.

    E’ un uomo sui 50 anni, sposato ma con una doppia vita. Un tipo qualunque, non troppo appariscente nè troppo alto. Un pò di pancia, dei baffetti simpatici e qualche capello bianco. Un uomo di cui all’apparenza ci si fida e di cui i bambini si innamorano attratti anche dai suoi gioccatoli.

  • Gianluca DT

    Il giocattolaio si levò l’impermeabile, era basso e di corporatura erobusta. Il suo faccione da bambino cresciuto lo faceva sembrare quasi grottesco. Era calmo mentre esaminava il suo laboratorio, pronto ad individuare tracce del loro passaggio, ma lui era furbo. I suoi occhi saettavano in ogni angolo, le sue mani grassocce controllavano i ripiani. Ero fiero di se, del suo aspetto da bamboccio che nascondeva però una mente lucida, fredda e calcolatrice.
    Mai farsi ingannare dall’aspetto, gli diceva sua madre e mai come ora aveva ragione.
    Le sue guance paffute si colorarono non appena i suoi piccoli occhi si posarono sull’ultima sua esca, il giocattolo perfetto…

  • Adriana

    magro magro come uno stecco, come consumato, pochi lunghi e unti capelli in testa, dentro un vestito di due taglie più grande che sembrava aver indossato da quando gli andava stretto. Il sorriso aleggiava finto su una bocca che testimoniava eccessi e si teneva ben alla larga dagli occhi freddi, dentro i quali si vedeva ardere una qualche incomprensibile fiamma.

  • MMM

    di solito allestisce la sua bancarella al mercato del sabato, si infila anche il gilet nei pantaloni e stringe la cintura. Mette i suoi giocattoli in bella mostra per attrarre soprattutto i bambini. Si tira il ciuffo biondo via dagli occhi. Fa fatica con alcuni pezzi più grandi, suda quando li pulisce e poi con le mani grassocce non arriva bene ovunque ma ha le sue tecniche. Se fa caldo mette la coppola per coprire la pelata e spesso, dato che è molto alto, ha il mal di schiena perchè insiste a non piegarsi correttamente ma in fondo è giovane e forte. I bambini guardano i suoi giocattoli estasiati e costringono i genitori ad accontentarli, che va bene, perchè ha prezzi accessibili. A volte i ragazzini lo sfottono perchè è basso e oramai avanti con l’età ma lui la prende bonariamente, in fondo sono solo ragazzini…

  • Rosa

    sedeva dietro ad un tavolo di legno, stava riparando una vecchia bambola di stoffa con ago e filo, ma i suoi problemi di vista gli rendevano complicata l’operazione. Non era più un ragazzino, anzi aveva compiuto 70 anni proprio da qualche giorno nella più assoluta solitudine. Nei suoi occhi scuri, intenti a infilare l’ago nella stoffa, si intravedeva uno strano senso di smarrimento, come di ricordi persi e mai più ritrovati. La stanza buia, illuminata soltanto con una piccola lampada da tavolo, rendeva ancora più difficile il suo lavoro, decise di smettere, si alzò con fatica per via dei dolori alla schiena che lo perseguitavano da tempo e posizionò la bambola ancora rotta su uno scaffale insieme a decine di altri vecchi giocattoli, poi il suo sguardo fu attirato da una foto attaccata al muro, raffigurava una famiglia felice ed una bambina che sorrideva all’obiettivo. Una lacrima gli solcò il viso, l’asciugò in fretta e riprese la bambola di stoffa per continuare la riparazione, un finto sorriso apparve sul suo volto….non gli piaceva lasciare il lavoro a metà, nessun tipo di lavoro…

  • Lavinia

    Un uomo normale

  • Faby

    Un uomo comune ma con un’ombra negli occhi quasi impercettibile

  • daniela

    piccolo, occhiali tondi, vestito con giacca e papillon, con la carnagione molto chiara e capelli rossicci

  • Maria Giovanna

    Sulla sinistra, appena varcata la soglia del negozio di giocattoli, s’intravede un piccolo bancone intagliato…La campanellina attaccata alla porta continua a suonare..”Un attimo”,si sente provenire dal fondo ed un secondo dopo ecco uscire da un’apertura dietro al bancone il proprietario del negozio. Alto nella media, magro ma in forma…Il viso è scavato,dimostra una cinquantina d’anni.Gli occhi vitrei hanno un piccolo riflesso nascosto dalle lenti, piccole e tonde, degli occhiali da vista. La fronte è alta con pochi capelli ormai grigi, così come grigi sono i suoi baffi dritti e rigidi,talmente rigidi da sembrar essere stati cosparsi di colla ormai asciutta. Veste “all’antica”: pantaloni a vita alta color cachi, camicia bianca con un un maglioncino in tinta col pantalone, papillon rosso. Un sorriso impostato attraversa il suo volto, sembra quasi sia fatto di porcellana.

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