Girl runner – Carrie Snyder

Titolo: Girl runner
Autore: Snyder Carrie
Casa Editrice: Sonzogno
Genere: Romanzo
Traduttore: Gioia Guerzoni
Pagine: 277
Prezzo: 16,50

Girl runner è la storia dell’infinita forza di una donna. Prendendo spunto da un fatto realmente accaduto, l’autrice Carrie Snyder ha elaborato una narrazione che si ispira alle famose “Imbattibili sei”, ovvero le Matchless six, come furono chiamate le ragazze della squadra di atletica canadese che parteciparono alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928, anno in cui per la prima volta le donne poterono partecipare ad alcune gare.

La protagonista di questo romanzo è Aganetha Smart, detta Aggie. Si tratta di un personaggio di fantasia, in quanto il suo nome non compare tra quelli delle atlete ma in qualche modo le rappresenta, un mix di queste ragazze, moderne e anticipatrici dei tempi. Noi la incontriamo quando la sua esistenza è ormai sul viale del tramonto, a 104 anni, ricoverata in una casa per anziani, non più lucida di mente e con le gambe che da anni non stanno più su da sole. Un giorno arrivano due ragazzi per condurla nei luoghi dei ricordi con l’intento di filmare un documentario sulla sua carriera. La donna è lei stessa voce narrante del romanzo e ci racconta la corsa di una vita. Durante il viaggio in macchina i ricordi riaffiorano nella sua mente e si accavallano. Dai continui flashback conosciamo una vita movimentata ed intensa. L’autrice intervalla, capitolo dopo capitolo, il racconto del presente e del passato e da quest’ultimo appaiono uno ad uno i numerosi personaggi che hanno colorato l’esistenza di Aganetha. Ad essi dà voce e corpo e ci racconta di tutte le vite che inevitabilmente si sono incrociate con quella della protagonista. Conosciamo la sua famiglia, originaria dell’Ontario, un nucleo allargato: il padre Robert, la madre Jessica e poi i fratelli e le sorelle della prima (e defunta) moglie del padre, alcuni morti in tenera età, altri con cui ha compiuto un più lungo cammino, Fannie la sorellastra cui era molto affezionata e George il fratellastro amato e detestato per il carattere troppo spavaldo. Poi le sorelle Olive e Cora con cui intratterrà sempre rapporti conflittuali per diversità caratteriali e divergenze d’opinione. Ci sono le amicizie e gli amori di gioventù e i tormenti che li accompagnano. Grazie a tutti questi personaggi prende forma l’impianto narrativo dell’opera.

La trama è ricca di colpi di scena, ma solo quando il viaggio sta per concludersi Aganetha scopre la vera identità dei due giovani, custodi di un segreto che lei non aveva mai rivelato a nessuno. Il flusso dei ricordi è impetuoso e continuo, quasi senza continuità temporale; i vari periodi si aggrovigliano: l’abbandono della famiglia per inseguire la passione della corsa, la fuga dalla campagna, la città, i primi allenamenti, l’improvvisa popolarità per l’oro olimpico negli 800 metri, le copertine dei giornali, l’intensa amicizia con la collega-rivale e l’amore. Tutti questi ricordi sono sfumati, delineati in modo confuso come è tipico degli anziani. Tuttavia man mano che si procede nel viaggio verso i luoghi dell’infanzia i ricordi della donna prendono forma e corpo con sempre maggior forza, in un passato ormai lontano negli anni ma ancora nitido nella sua mente.

La storia narrata è triste, il passato della donna pieno di solitudine e rimpianti ma il romanzo, benché intriso di tristezza e malinconia, non è mai noioso. In tutte le traversie della lunga vita di Aganetha conosciamo una donna all’apparenza forte ma fragile e sofferente per la solitudine creata da una famiglia che si va pian piano sgretolando pur restando per lei sempre punto di riferimento. Le pagine scorrono senza fatica in una maratona nostalgica in cui anche il lettore diventa maratoneta. La scrittura ha una vena poetica capace di catturare qualsiasi animo. In ultima analisi ritengo che Girl runner possa essere considerato un affresco della società canadese del secolo scorso.

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