Giornata della memoria – Leggere per non dimenticare

Quanto è importante un ricordo? Nella nostra società sembra essere essenziale grazie soprattutto all’utilizzo dei nostri smartphone che sono sempre pronti a scattare foto per non dimenticarci di quanto abbiamo mangiato bene quella sera. Qui però parliamo di ricordi diversi, ricordi che rischiano ogni anno di più di essere cancellati dalla superficialità perché in fondo “sono cose che si già si studiano a scuola!”.
Ricordare fenomeni come la Shoah non basta mai, è importante saperne il più possibile, per non commettere gli stessi errori del passato in cui è facile ricadere.

Leggere è sempre l’arma più potente che abbiamo per contrastare l’indifferenza, l’ignoranza e perché no anche il populismo, per questo vi proponiamo qui dieci libri (per adulti e per ragazzi) e cinque fumetti per non dimenticare. Siate lettori coraggiosi.

9788811688587_0_0_1561_80La sarta di Dachau di Mary Camberlain, Garzanti
Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno: stoffe preziose, tagli raffinati, ricami dorati. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all’unica cosa che le rimane, il suo sogno. L’unica cosa che la tiene in vita.

Un mondo senza noi di Manuela Dviri, Piemme9788856635904_0_0_328_80
“La ‘mia’ Shoah, quella di molti ebrei italiani, è mia madre ragazzina che non trova il suo nome nel tabellone dei voti a scuola, perché gli ebrei sono a parte. Che non può ricevere un otto, perché i voti degli ebrei non possono superare quelli degli ‘ariani’. È mio padre, che fino alla morte conserva il telegramma dell’amico Bruno, che gli dice di usare la sua casa, in caso di bisogno. La mia Shoah sono bambine che spariscono da scuola per sette anni e quando tornano nessuno gli chiede dove sono state. Prima delle leggi razziali, prima della Vergogna, mia madre, mio padre, i nonni, gli zii, i cugini, erano normali cittadini italiani. Finché non divennero ‘di razza ebraica’, e persero il lavoro, la dignità, la sicurezza, e infine rischiarono anche la vita: la scelta fu scappare, oppure morire. Qualcuno fu deportato. Qualcuno non tornò.

9788830442634_0_0_1543_80Gli invisibili di Mirella Serri, Longanesi
All’alba del 28 aprile 1945 alcuni pullman stracarichi si fermano all’entrata del paesino di Villabassa in Sudtirolo e ne scende un gruppo di 139 detenuti, tra cui donne e bambini. Sembrano venire dall’oltretomba, ma si tratta in realtà di alcuni dei più noti protagonisti della storia d’Europa dell’epoca: tra loro c’è l’ex cancelliere austriaco Kurt Schuschnigg, incarcerato dopo l’annessione dell’Austria, con la moglie e la figlia; l’ex vice cancelliere austriaco e sindaco di Vienna, Richard Schmitz; il generale greco Alexandros Papagos; l’ex presidente della banca centrale tedesca, Hjalmar Schacht; l’ex primo ministro francese Léon Blum; il famoso industriale Fritz Thyssen… Sono i cosiddetti “prigionieri d’onore” che sono stati detenuti in maniera segretissima in vari lager del Reich: Himmler, il potente ministro dell’Interno e capo delle SS e Kaltenbrunner, responsabile dei Servizi segreti tedeschi, in previsione della sconfitta vorrebbero utilizzarli nelle trattative di pace con gli Alleati…

9788876257742_0_0_1553_80Scorpion Dance di Shifra Horn, Fazi
La storia di Orion, un ragazzo che ha perso il padre durante la guerra dei Sei Giorni e che viene cresciuto da due donne nel quartiere di Old Katamon, è un viaggio di straordinaria intensità tra i suoni, i colori, i profumi e le ferite di Gerusalemme che dall’Olocausto giunge ai giorni nostri. Orion porta sulle spalle il peso di un padre che non ha mai conosciuto, il dolore per l’abbandono della madre che, rimasta vedova troppo giovane, vola in Australia per risposarsi, e soprattutto il ricordo di Johanna, la nonna tedesca che parla un pessimo ebraico e odia la Germania. Quando Orion incontrerà la sua Basherte, una cantante d’opera berlinese con cui vivrà un’appassionata storia d’amore, si troverà a fare i conti con la propria individualità, con il passato del popolo ebraico e con l’ultimo, essenziale, segreto di Johanna. E né Sarah, il pappagallo parlante dai sentimenti umani ereditato dalla nonna, né il glicine giapponese che avvolge con una forza soprannaturale la sua nuova casa, né Falada, il camioncino-biblioteca dotato di volontà propria e senso dell’umorismo, basteranno a salvarlo da un vortice di incertezza, sradicamento e lutto.

9788823511989_0_0_1655_80Oltre la disperazione di Aharon Appeldeld, Guanda
Un bambino ebreo di soli otto anni, cresciuto nel calore di una famiglia benestante della Bucovina, antica provincia dell’Impero asburgico, viene strappato all’improvviso dal suo mondo, dalla sua lingua, dagli affetti più cari e conosce le atrocità di un campo di concentramento nazista, la fuga, anni di solitudine tra i boschi, per approdare infine in Israele, dove diventa scrittore: “uno scrittore profugo di una narrativa profuga, che ha fatto dello sradicamento e del disorientamento un argomento tutto suo”. Con le tre lezioni contenute in questo libro, presentate in forma definitiva alla Columbia University di New York, Aharon Appelfeld conduce il lettore al cuore della sua esperienza e della sua narrativa. Con lucidità estrema, e una prosa limpida e luminosa, affronta questioni cruciali, come il rapporto difficile eppure fecondo tra scrittura, memoria e immaginazione; tra arte e orrore; tra Shoah e fede religiosa.

Fino a quando la mia stella brillerà di Liliana Segre, Piemme9788856639490_0_0_314_80
La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Questa è la sua storia, per la prima volta raccontata in un libro dedicato ai ragazzi.

9788880575740_0_0_239_80La città che sussurrò di Jennifer Elvgren, Giuntina
A Gilleleye, un villaggio della Danimarca, nel 1943 vennero nascosti e salvati 1700 ebrei, grazia al coraggio di tutti gli abitanti. La storia commovente di un paese che sussurrando guidò tante persone verso la salvezza, raccontata da Anett, una bimba sveglia e intraprendente.
Per raccontare, oltre agli orrori della guerra, anche la solidarietà.

9788804617129_0_0_300_80Otto, autobiografia di un orsacchiotto di Tomi Ungerer, Mondadori
Questa è la storia dell’orsetto Otto e di due bambini: tre compagni di gioco inseparabili che solo una stella gialla cucita sul petto e la crudeltà della guerra riuscì a dividere. Ma non per sempre, perché un giocattolo amato non si abbandona mai davvero. Per fortuna Otto ha imparato a scrivere a macchina e può raccontare la sua storia di amicizia perduta e ritrovata, perché in un’imbottitura c’è spazio per tantissimi ricordi…

9788884511676_0_0_306_80Corri ragazzo corri di Uri Orlev, Salani
Una fuga senza fine e senza la nozione di un fine chiaro, certo, riposante. Solo per salvarsi la vita a tratti, per prendere respiro. Un bambino di otto anni, fuggito dal ghetto di Varsavia – dove ha visto sua madre sparire in un attimo come per una malefica magia – passa da un gruppo di ragazzi alla macchia, a case di contadini protettivi o malvagi e delatori, a soldati tedeschi spietati o umani; dorme sugli alberi, nelle tombe e, a forza di nasconderlo, arriva a dimenticare di essere ebreo. “Ti ordino di sopravvivere” gli aveva detto il padre prima di venire ucciso. E, per avere la forza di seguire quell’ordine, il ragazzo è costretto a cancellare il ricordo del suo passato, della madre e del paese della sua infanzia, come i continui addii del presente. Dimenticando, Yoram concentra tutta la sua energia nel momento in cui vive, povero, affamato, senza protezione, a un certo punto perfino senza un braccio, che il chirurgo si è rifiutato di curare, riconoscendolo ebreo.

Un libro per Hanna di Mirjam Pressler, Il Castoro9788880337768_0_0_753_80
Germania, 1939. Hanna, 14 anni, è ebrea. Con le leggi razziali in vigore non ha una vita facile. Ma c’è una speranza: la possibilità di emigrare in Palestina grazie a un’organizzazione sionista. Insieme ad altre ragazze della sua età, parte così per la Danimarca, tappa intermedia del viaggio verso la salvezza. Hanna crede di essere ormai al sicuro dai nazisti, ma di lì a poco Hitler invade la Danimarca. È l’inizio della sua odissea: Hanna e le amiche Mira, Bella, Rosa, Rachel e Sarah sono deportate nel campo di concentramento di Theresienstadt. Insieme, le sei ragazze fondano una piccola comunità solidale, con una sola regola: non arrendersi mai.

mausMaus di Art Spiegelman, Einaudi
La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all’Olocausto, una madre che non c’è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

La seconda generazione di Michael Kichka, Rizzoli Lizard9788817071970_0_0_754_80
Henri ha due figli maschi, Michel e Charly, ed è l’unico membro della famiglia d’origine sopravvissuto alla Shoah. Il ricordo l’ha reso muto, schiacciato da un dolore profondo, logorroico e assordante. Fino al 1988, quando tocca a lui scoprire il cadavere del figlio minore, morto suicida. Dopo la cerimonia funebre, qualcosa dentro Henri si rompe, come una diga che cede alla pressione dell’acqua, e i ricordi dell’Olocausto divengono un inarrestabile fiume di parole che investe chiunque gli si trovi davanti. Henri si trasforma in un “eroe della Shoah” e diventa uno scrittore famoso. Il trauma più recente gli ha restituito una voce, ma non la libertà di vivere un’esistenza normale, lasciando intatto quel buco nero nell’animo che impedisce a suo figlio maggiore Michel di avvicinarsi realmente all’amato/odiato padre.

9788868732967_0_0_1537_80Yossel di Joe Kubert, Lion
Un toccante racconto del trionfo dello spirito umano, nel ricordo della rivolta del ghetto di Varsavia, da una delle leggende del fumetto mondiale. La fedele riproduzione delle matite intenzionalmente abbozzate di Joe Kubert ha come risultato un’intensità emotiva che rievoca le disperate urla dell’Olocausto stesso. Questa graphic novel é una vera e propria pietra miliare, con tutta l’irresistibile forza e passione di un racconto profondamente personale, eppure universale.

Noi non andremo a vedere Auschwitz di Jeremie Dres, Coccoino Pressnoinonadremo
“Auschwitz: cinque anni di annientamento, di fronte a più di un millennio di vita e storia degli ebrei polacchi. Un trauma ancora così vivo e presente che fa dimenticare tutto il resto. Ma è proprio il resto che sono andato a cercare”. Jérémie Dres e suo fratello non hanno vissuto direttamente il dramma di Shoah ma decidono di affrontare insieme un viaggio da Parigi per la Polonia sulle tracce della nonna scomparsa. Un viaggio che li porterà a Varsavia e ad ampliare la loro ricerca indagando sulla proprie radici. Quello che ne esce è un’interessante inchiesta sugli ebrei di oggi in Polonia, sulla pesante eredità dell’Olocausto, sulle loro aspirazione e sulle loro contraddizioni.

estherLa stella di Eshter di Eric Heuvel, Ruud van der Rol e Lies Shipper, DeAgostini
Ideato e prodotto dalla Fondazione Anne Frank di Amsterdam, La Stella di Esther narra le vicende di un persona non realmente esistita ma in un contesto, purtroppo, reale e drammatico come quello della Shoah. Esther visita dopo molti anni la fattoria in cui si era rifugiata durante la II Guerra Mondiale per sfuggire alla persecuzione nazista. Utilizzando un tratto che vuole omaggiare quello di Hergé, papà di Tintin, Eric Heuvel, Ruud van der Rol e Lies Shippers utilizzano il fumetto come medium didattico per far conoscere ai ragazzi una pagina oscura di Storia che non deve essere dimenticata.

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