Focus on… Blonk

Nuova realtà da conoscere, arriva Blonk! La casa editrice di Pavia mossa dalla “consapevolezza che l’era di internet ha cambiato radicalmente il modo di fruire i contenuti, e noi ci siamo adeguati. Le parole d’ordine sono continuità e sperimentazione”. Ed è proprio con questi presupposti che ci hanno incuriosito e abbiamo deciso di approfondire la loro conoscenza.

La prima domanda che mi piacerebbe farle riguarda la nascita della vostra casa editrice. Com’è nato questo progetto? Nella vostra presentazione leggo che siete una casa editrice digitale, “Distribuire “libri senza attrito” e superare la fisicità delle cose, perché l’inchiostro di bit è il futuro” spieghiamo meglio ai nostri lettori il significato di questa nuova realtà?

Pensiamo che internet possa essere una grande risorsa. Pensiamo che per alcune cose la fisicità possa essere superata, e i libri sono una di queste cose. Tutte le volte che sono in treno con in borsa il mio reader che pesa quasi niente, con dentro l’equivalente di svariati quintali di storie (leggasi diverse centinaia di libri) penso che l’intuizione sia giusta. Inoltre scegliere i nostri autori, sperimentare i progetti, proponendoli direttamente ai lettori, saltando tutti i passaggi complicati della distribuzione fisica ci permette di essere molto liberi. E’ molto eccitante essere in un’era simile a quella delle radio private, metterci la nostra visione, costruire opportunità, incontrare autori da un lato e il pubblico dall’altro dentro una nuvola di bit. Ci piace molto.

C’è una cosa che mi incuriosisce molto, e che chiedo a tutti i nuovi editori che incontro, come avete trovato il nome? Da dove ha origine “Blonk”? Che significato ha?

Quando abbiamo deciso di costituire la casa editrice abbiamo cominciato a pensare al nome. Dal momento che il nostro mercato è il web e i nostri libri escono in varie lingue abbiamo scartato un nome italiano. Non volevamo nemmeno un nome inglese. Ci siamo concentrati su qualcosa che fosse breve, facile da ricordare e facile da trovare sul web.

Blonk, come onomatopea ci sembrava raccontasse bene il cambiamento che sta avvenendo, è facile, corto, suona bene. Lo abbiamo scelto per questo.

Sempre nella vostra presentazione ho letto che Blonk “lavora per offrire un’esperienza di lettura sempre più soddisfacente” , che cos’è l’esperienza di lettura? Come la intendete voi di Blonk? Si sta trasformando?

Abbiamo ritenuto di interpretare questo momento di cambiamento offrendo ai nostri lettori una esperienza d’uso dei nostri libri che si avvicinasse il più possibile alla fruizione a cui erano abituati. Riteniamo che, soprattutto in questa fase sia necessario accompagnare i lettori nella transizione offrendo un’esperienza d’uso facilitante. Per questo i nostri libri hanno pochi fronzoli. Non manca mai però una TOC (Table Of Contents) perfettamente funzionante ed una eccellente navigabilità. Chi compra i nostri libri massimizza i vantaggi di leggere in digitale senza perdere i vantaggi della carta. La trasformazione in effetti è in corso. Sempre più spesso ci troviamo a leggere digitale e a scrivere digitale. Non so se la carta è finita, sono certo che lo spazio per i bit nella vita di ciascuno di noi si sta ampliando a dismisura.

Altra domanda ormai di rito a una giovane realtà. Essendo degli editori ora, avete una nuova prospettiva. Com’è dall’interno? Ci sono delle difficoltà che avete riscontrato in questo mondo? Aspetti che prima non pensavate esistessero? Quali? Entrando nello specifico del vostro caso, cosa cambia nella filiera tradizionale di produzione del libro?

Prima di intraprendere questa avventura abbiamo intervistato molti addetti ai lavori. Molti di noi, a vario titolo hanno esperienza del mondo dei libri. Paradossalmente la cosa più difficile è stare dentro un mercato del tutto nuovo che ogni tanto fatica a dialogare con il resto del mondo (Notaio e Commercialista ci hanno messo un po’ ad armonizzare quello che volevamo fare con le norme vigenti, tanto per fare un esempio). In questo momento il mercato è abbastanza poco definito e ci sono ancora cose da capire ma siamo molto contenti di quello che succede. L’unica cosa che concretamente cambia nella filiera di distribuzione è che i libri sono sempre disponibili, non vanno esauriti , si trovano su tutti gli store in contemporanea. Il nostro lettore può cominciare a leggere il nostro libro pochi istanti dopo avere deciso di acquistarlo. E’ bellissimo quando comodamente seduto sul divano ho bisogno di un testo e posso comprarlo immediatamente, senza dover attendere l’apertura della libreria. Nella filiera della produzione del libro non cambia nulla, c’è una fase di lettura dei manoscritti (nel nostro caso spesso andiamo a cacci di autori sul web) l’editing e il lavoro di revisione con l’autore. Nel frattempo il nostro creativo confeziona le copertine. Terminata questa parte creativa c’è il lavoro di stampa dell’epub (stampa digitale, ovviamente) che avviene attraverso uno strumento che abbiamo scritto internamente. Una volta che l’epub è impacchettato viene inviato agli store e messo in vendita. Da quel momento è disponibile per tutti i nostri lettori.

Forse la domanda è un po’ azzardata, data la breve vita del vostro progetto, ma sicuramente ci avrete pensato. Come riuscire a farcela in un contesto così ricco di realtà editoriale e soprattutto di grande dimensioni? Ci sono delle carte vincenti che pensate di avere o che volete adottare?

Non abbiamo ricette particolari. E non ci spaventano i concorrenti. I grandi colossi dell’editoria stanno cercando di capire cosa succede tanto quanto noi, con tutta la difficoltà di una struttura pesante alle spalle. Noi abbiamo deciso di stare in questo mercato cercando contenuti che ci convincessero, lavorando molto con gli autori e ascoltando molto il nostro pubblico. Le nostre dimensioni ci permettono di essere molto agili ricettivi e reattivi. I nostri autori e i nostri traduttori sono di grande valore, il web ci permette di ottimizzare costi e ricavi, stiamo avendo grandi soddisfazioni. Lavorare con gli autori, che nel nostro caso spesso sono emergenti, è una esperienza interessantissima. Ci piace lavorare sulla scrittura, cercare di intercettare l’attenzione del pubblico. Se dovessimo fare oggi un bilancio direi che meglio di così non sarebbe potuta andare.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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