Filosofia per esploratori polari – Erling Kagge

Titolo: Filosofia per esploratori polari
Autore: Kagge Erling
Genere: Viaggio
Traduttore: Sara Culeddu
Pagine: 223
Prezzo: 15.00 €

Erling Kagge è uno dei più grandi avventurieri dei nostri tempi. Ho scelto la definizione “avventuriero” apposta, in quanto Kagge non è un semplice esploratore, ma ha sempre intrapreso i suoi viaggi con l’obiettivo di sfidare le sue paure, di lanciarsi in una vera e propria “avventura” ogni volta. Raggiungendo il Polo Sud a piedi, scalando l’Everest nonostante soffra di vertigini, veleggiando verso l’Africa a soli vent’anni, trascinando un peso di 120 kg nel suo cammino verso il Polo Nord, Kagge ha sempre desiderato realizzare i suoi sogni, consapevole che i risultati sarebbero potuti essere più o meno buoni, ma che certamente avrebbe avuto la soddisfazione di essere sicuro di averci provato sul serio. In questo libro Erling Kagge cerca di applicare le emozioni che ha provato nel corso dei suoi viaggi ai piccoli fatti della vita di tutti i giorni, tentando di infondere nel lettore alle prese con un’esistenza comune la stessa mistura di fiducia nelle proprie capacità e di timore che provava ogni mattina quando riprendeva il suo percorso nel freddo polare. Purtroppo il linguaggio utilizzato da Kagge è lo stesso che ci propinano le serie tv di scarso valore o la letteratura per ragazzi: “Solo chi sa portare un peso su di sé è libero”, “Puoi avere tutta la fortuna del mondo”, sono frasi a cui è difficile credere: troppo banali e leggere. Paradossalmente leggendo questo libro ci si rende conto che questo esploratore, che per realizzare i suoi obiettivi ha trascorso molto tempo nella più totale solitudine e ne ha quindi avuto altrettanto a disposizione per coltivare l’arte della meditazione, impieghi per esprimere i suoi pensieri la stessa terminologia mainstream dei prodotti creati a tavolino dalle produzioni televisive. In un certo senso concetti banali come quello di credere nei tuoi sogni acquistano finalmente valore e sono riscattati se a esprimerli è una persona che li ha effettivamente messi in pratica, ma il risultato è che per riuscire ad apprezzare fino alla fine questo libro è necessario tenere bene a mente chi scrive.

Kagge fa innumerevoli citazioni, paragoni, metafore che suonano ingenue e un po’ sempliciotte: con lui però hanno funzionato e lo hanno senza dubbio aiutato a raggiungere mete impensabili per chi, come noi, è invece preoccupato solo dal traffico eccessivo o dalle bollette da pagare. Accanto al racconto delle proprie imprese l’autore affianca quelle di altri grandi esploratori del passato, ma per raccontare quali sono i suoi valori e come è riuscito a individuarli e a separarli dagli altri bisogni non essenziali – perché, in fin dei conti, è questo l’obiettivo del libro, spiegare cosa conta veramente nella vita e cosa no, di cosa avere sul serio paura e cosa vale invece la pena affrontare- si affida anche a personaggi come Hillary Clinton, Paris Hilton, Lars Von Trier. Non bisogna tacciarlo di presuntuoso per aver intitolato l’opera “Filosofia per esploratori polari”: il fatto che abbia attribuito ai suoi pensieri la definizione di filosofia, che indignerebbe pedanti docenti universitari, ci conferma invece la genuinità e la sincerità di Kagge.

Il libro è da leggere come un manuale, come un’iniezione di fiducia da consultare quando si è un po’ giù, prima di partire per un viaggio o di affrontare un’impresa che si ritiene troppo difficile; le frasi più significative secondo l’autore sono sottolineate in grassetto, il tono è informale, quasi confidenziale, i riferimenti privi di qualsiasi spocchia: insomma, consigliato per gli adolescenti “arrabbiati” e sognatori, che potrebbero fare dell’aforisma “se tu dici che è impossibile e io dico che è possibile, probabilmente abbiamo ragioni entrambi. Bon voyage!” il loro motto per trovare la forza di andare avanti anche quando la vetta dell’Everest sembra ancora troppo lontana.

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Fabia Fleri

La vita di una persona non è abbastanza lunga per avere la possibilità di conoscere a fondo tutte le persone che si incontrano ogni giorno. I libri ti offrono questa opportunità: anche se non entrerai mai in contatto con i loro autori, se sono scritti bene, ti riveleranno quello che queste persone hanno di importante da dire. Credo che tutti abbiamo qualcosa di importante da dire, a prescindere che sia facile farlo o no. Per questo motivo, leggo. Per il resto, sono una ragazza di 28 anni che è da poco impazzita e si è trasferita nelle Filippine, a Bohol, un'isola ricoperta dal manto della giungla.

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