Evelina e le fate – Simona Baldelli

Titolo: Evelina e le fate

Autore: Simona Baldelli

Editore: Giunti

Genere: romanzo

Anno di pubblicazione: 2013

Pagine: 256

Prezzo di copertina: 12 € 

Evelina è una bimba di cinque anni che abita nel pesarese, in un casolare di Candelara, un piccolo paese di campagna. Vive con la sua famiglia composta dal padre, dalla madre molto malata “delicata come un mandorlo fiorito”, dalla nonna e dai suoi fratelli: Piero, Carla, Fulvio e la piccola Anna. Attraverso i suoi occhi vediamo gli ultimi mesi prima della fine della seconda guerra mondiale: una serie di avvenimenti legati alla guerra, ai partigiani, ai bombardamenti; conosciamo gli sfollati, una piccola ebrea fuggiasca e il suo vivere quotidiano, i giochi con i fratelli, il lavoro in campagna, la malattia della madre. Evelina ci  racconta in dialetto tutto ciò che avviene nella sua casa, nei campi, al fiume. E ci sono anche due fate, la Nera e la Scèpa, che l’accompagnano in tutto questo, proteggendola e  cercando di renderle il tutto meno difficile e doloroso. 

Evelina e le fate è un romanzo particolare che narra l’orrore e la miseria della guerra visti con la leggerezza e la magia che solo gli occhi di un bambino sono in grado di interpretare. La realtà e i sogni si fondono in un bel racconto. Si narra un pezzo della storia d’Italia, poco conosciuto ai più, una pagina molto triste, comunque, che non dovrebbe essere dimenticata. L’autrice, attraverso due scelte coraggiose, riporta alla luce i ricordi di chi ha vissuto quell’epoca: dare la voce narrante a una bambina, dedicando così particolare attenzione al rapporto guerra-bambini e utilizzare il dialetto per i dialoghi, non sempre facile da comprendere per chi non è del luogo, ma che li impreziosisce  e dona verosimiglianza alla storia.

Evelina è un personaggio da amare: incosciente, forte e coraggiosa. E’ una bambina sveglia per i suoi cinque anni, piccola ma già adulta, che si trova ad affrontare qualcosa di molto più grande di lei. Capisce che la madre non sta bene, capisce che sta succedendo qualcosa di strano, pare vivere nella spensieratezza, in realtà è preoccupata; molto sensibile, coglie i segnali del pericolo, così si costruisce un suo mondo in cui può evadere quando le situazioni attorno si fanno critiche, un mondo di fiaba, dove esistono le fate con cui parlare e le immagini brutte possono trasformarsi. Simona Baldelli ha saputo dar vita ad una figura molto intensa, dolce, commovente, a volte quasi straziante: una bambina che ti entra nel cuore. 

E ci sono le fate che la proteggono. Possono essere viste solo da lei e da qualche altro membro della  famiglia, una specie di angeli custodi. La Nera, figura scura, a tratti spaventa, in realtà è dotata di una bontà unica; la Scèpa, invece, bionda, con un vestito a fiori, sempre allegra, “però non aveva i denti davanti ed infatti quando rideva si copriva la faccia con la mano”(pag.24). La loro presenza è meravigliosa e non vengono raffigurate come solitamente le  si immagina. 

Tutti gli altri personaggi del romanzo sono ben caratterizzati. Risulta immediato immaginare la famigliola alle prese con i lavori della terra nelle varie stagioni; gli sfollati che arrivano nel podere di famiglia in cerca di un tetto; i partigiani che spuntano all’improvviso dalla campagna; Sara, una ragazzina ebrea poco più grande di Evelina che lei trova chiusa in una botola all’interno della sua stalla e crede essere una principessa; i soldati tedeschi. Ma tra tutti spicca la meravigliosa figura di Evelina. 

Finalista al Premio Calvino 2012, Evelina e le fate è un libro delizioso e coinvolgente, uno di quei libri che merita di non essere dimenticato tra tutte le uscite editoriali. Un romanzo storico in cui la superstizione e la fantasia si mescolano perfettamente, grazie a questa piccina che prende per mano il lettore per fargli leggere la Storia con un nuovo accento, da un punto di vista diverso, particolare e unico, in cui la realtà si unisce alla fantasia. 

Simona Baldelli ha saputo coniugare l’intera narrazione in uno stile diretto, essenziale, a volte ingenuo ma in linea con lo spirito di una bambina di quell’età, quindi credibile. Ha creato la figura di una bimba che non sa nulla della vita e della guerra, e che non perde mai la sua purezza neppure davanti agli episodi più raccapriccianti, grazie alle due fate. Per questa dolce creatura, per le emozioni che sa suscitare nel lettore e per le immagini vive e reali che la narrazione presenta, è sicuramente un romanzo che sa conquistare il lettore. 

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