Eterni secondi – Luca Bonaffini

Titolo: Eterni secondi
Autore: Luca Bonaffini
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Gilgamesh edizioni
Genere: Noir, Raccolta di racconti
Pagine: 120
Prezzo: 12,75€

“Stavo male, molto male. Mi sentivo la pelle bollente e la testa in balla.  Il capolinea, la fine, il miglio verde, dead man walking.  Poi, come accade nelle favole, ecco l’eroe: il grande SER.D. Per chi non lo sapesse, SER.D. è un gioioso acronimo che significa Servizio Dipendenze, è pubblico e a disposizione di persone affette da patologie assai sofisticate. Speravo si trattasse di alcolismo, droga, ludo patia, sessuomania o di qualche fragilità assoggettata ai poteri manipolatori del Grande Fratello o del Piccolo Principe!  Invece no. Dopo oltre trent’anni di nomadismo letterario e musicale, indispettendo spesso intellettuali e operatori culturali d’alto lignaggio, i medici e gli psicologi della struttura locale hanno trovato la soluzione: farmi scrivere un romanzo non breve.”

Ironico e autoironico, virtuosista delle parole e argento olimpico in voli pindarici – per non interrompere la sua metafora più cara, quella degli eterni secondi – Luca Bonaffini introduce la sua ultima opera letteraria come uno dei suo dischi: un dato di fatto, più di cronaca nera, a metà fra il ‘era necessario‘ e il ‘mi hanno costretto‘.

Ma non lasciatevi ingannare: nessuna delle sue parole è scelta a caso.

Cantautore mantovano con trent’anni d’esperienza, 10 dischi, e una collaborazione con Pierangelo Bertoli dei tempi d’oro, Luca è un autore eclettico, perennemente irrequieto e, per sua definizione, “eterno secondo“. Come scrittore viene “preso in carico” da Dario Bellini, della Gilgamesh edizioni, “quell’editore integerrimo, spietato nei giudizi e dotato di un inconsueto (almeno nei tempi correnti) senso critico” grazie a cui oggi pubblica il suo romanzo d’esordio il cui casus belli è proprio la sua dichiarata insanità mentale.

Prende così vita un trittico di racconti brevi, tra voli pindarici e cronaca grigia, discese ad inferos e autobiografia.

Il primo, “Cattivi Romantici”, è una riflessione sociale di una generazione degenere, quella degli anni ’70/’80, che prende il La dal ritrovo di due vecchi amici in eterna contrapposizione e riuniti dalla morte di un comune amico. Dallo spunto in stile “Chiedimi se son felice” di Aldo Giovanni e Giacomo” nasce un ritratto fra tenero e l’impietoso di due anime bloccate ai tempi d’oro del marxismo e del nichilismo.

“L’internauta” è un involontario viaggio fra realtà e fate morgane di un web manager il cui computer compie un inaspettato suicidio; costretto a sopravvivere a un non richiesto detox tecnologico affronterà una discesa ad inferos che cambierà la sua prospettiva di vita.

“La notte che spuntò la luna dal monte”, il più autobiografico dei tre, raccoglie una perla: il racconto di quando,  dalle 21 del 6 gennaio 1991 alle 5 del giorno successivo, nacque la canzone che Pierangelo Bertoli portò a San Remo. Un momento mistico, svelato in tutta la sua umanità, anche quella più impietosa: ““Allora? Trovata l’ispirazione?” “No. Ho pisciato e basta.” Raffinatissimo. Piazzato con le possenti braccia sul tavolone dello studio, traccia alcuni disegni orribili, pensando. E quando pensa c’è da tremare. “Sai Luca… stavo pensando”.  Ecco, appunto. “Quando ero bambino… “  Porca zia. Si parte da lontano, questa volta, e il 7 gennaio è tra un’ora.

Breve ma intenso, come da proverbio, il romanzo riesce ad essere leggero senza scadere mai nel superficiale. Lo stile è scorrevole, ritmato come il testo di una canzone, di cui riprende gli ‘a capo’ frequenti e le frasi brevi, come versi, o i paragrafi staccati l’uno dall’altro, come strofe. La sensibilità di cantautore è evidente nella musicalità del testo, quella di artista, nella scelta dei vocaboli, nelle continue metafore e giochi di parole. Il complesso regala una narrazione fluida, punteggiata di pensieri, battute fra il serio e il faceto e lirismo drammatico in una miscela in grado di farsi seguire senza annoiare.

Il romanzo d’esordio di Luca Bonaffini è un piccolo gioiello confezionato per raccontare e raccontarsi senza la pretesa di piacere, come nel suo stile, forse anzi con la voglia di suscitare emozioni contrastanti. Momenti congelati nel tempo (secondi eterni) per una Storia fatta di non eroi (eterni secondi).

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