Incontro con… Enzo Miccio

Se martedì 22 novembre, circa all’ora dell’aperitivo, foste passati a Milano, nella centralissima galleria Vittorio Emanuele II, e foste entrati nella libreria Rizzoli, avreste incontrati un personaggio che sta acquistando notorietà con la sua professionalità, originalità e simpatia: Enzo Miccio, di professione stylist e wedding planner. Da quando conduce dei programmi su Real Time, il suo estro e il suo stile hanno conquistato editor, spettatori, addetti del settore e pubblicitari; per la Rizzoli ha pubblicato, insieme a Carla Gozzi, che conduce insieme a Enzo l’omonimo programma, Ma come ti vesti?, manuale in cui i due maestri di stile insegnano le regole per vestirsi in maniera perfetta in ogni occasione, attraverso una scuola illustrata. E’ proprio un manuale per conoscere e valorizzare la propria femminilità ed evitare finalmente di gridare ogni mattina “Ma come mi vestooooo?!”. Sempre dalla Rizzoli è appena stato pubblicato Matrimonio da favola, seconda fatica di Enzo, in cui dà fondo a tutti i segreti della sua professione, quella di wedding planner, e accompagna ogni futura sposa verso il “suo” giorno attraverso i racconti dei matrimoni più belli che ha organizzato.

Noi eravamo presenti quando Enzo ha presentato al pubblico della libreria Rizzoli questo suo ultimo libro, dialogando con la professionale e frizzante Cristina Parodi.

Cristina: ”Enzo, tu sei il weddding planner per eccellenza, hai importato questa professione, di matrice prevalentemente anglosassone, qui in Italia! E con questo libro è chiara la tua volontà di metterti al servizio di tutti!”

Enzo: “Certo, oltre che con la mie pubblicazioni sto cercando di far conoscere sempre di più la mia professione, e di creare degli ambiti di formazione, anche attraverso dei corsi intensivi che tengo io personalmente. E’ un lavoro molto faticoso, bisogna dedicare molto tempo alle spose, il tempo libero è ormai un ricordo lontano!!”

Cristina: “Mi sembra che tu, Enzo, abbia quasi un tocco magico!”

Enzo: “Dunque, innanzitutto per poter essere un wedding planner bisogna avere l’amore e la passione per questa professione. Poi bisogna essere creativi in modo innato, e cosa più importante, io considero il matrimonio delle mie spose come una missione da compiere! In quella giornata bisogna essere un po’ ovunque, e per poter fare ciò bisogna aver fatto una scaletta precisissima.”

Cristina: “Chi ti ha dato i primi insegnamenti in ambito organizzativo?”

Enzo: “Sicuramente mia mamma, quando organizzava le feste, ma mi sono reso conto di quanto siano stati importanti i suoi insegnamenti solo quando ero già un wedding planner affermato…diciamo che ho inconsciamente appreso le sue lezioni! Infatti il mio primo lavoro era nella moda…”

Cristina: “Quanto tempo ci si mette a organizzare un martimonio?”

Enzo: ”Mediamente 8 mesi, da un minimo di 6 a un massimo di 12 se la location è molto particolare. Infatti spesso ho molti problemi di logistica, in quanto le location dei vari matrimoni sono sparse per tutta l’Italia, e io devo continuamente spostarmi. Ma la cosa più difficile è entrare nella testa delle persone. Infatti deve scattare un feeling tra me e le clienti, quindi o scatta subito o c’è bisogno di vedersi un po’ più di volte per entrare in sintonia. Poi però, una volta che scatta il feeling, a quel punto il wedding-planner diventa un confidente, un amico, e le spose mi vengono a raccontare anche cose che non c’entrano niente col matrimonio o col mio lavoro. Poi dopo il matrimonio io e le spose rimaniamo sempre legatissimi e moooolto amici, infatti anche qui ne vedo un sacco di mie amiche-spose!!

Cristina: “Ma i matrimoni, tu che ne hai esperienza, durano??”

Enzo: “Se me lo avessi chiesto due anni fa ti avrei risposto entusiasta che sì, durano, ma da due anni a questa parte un po’ di mie clienti si stanno separando, purtroppo…e io mi sto preparando per le seconde nozze!!ahah!!

Cristina: “Dunque, parliamo dell’abito da sposa. Visto che tu sei anche uno stylist affermato e conduci Ma come ti vesti, da cui hai tratto anche un libro, come ti comporti con l’abito da sposa?”

Enzo:”Allora, se la sposa ha già comprato l’abito, anche se non mi piace me ne devo stare zitto e farmelo piacere, perché non è giusto infrangere i sogni di una persona! Al massimo si possono concordare insieme degli aggiustamenti, per esempio un drappo qui, tiogliamo questo fiore qua, ecc… Se invece andiamo insieme a scegliere il vestito sono molto più schietto, se un abito non mi piace dico subito alla mia sposa: ‘levati immediatamente quella schifezza!’”

Cristina: “Qual è la persona più difficile da gestire in un matrimonio?”

Enzo: “Ma chi paga, ovviamente!! E se pagano più persone, la più difficile da gestire è sempre comunque chi ha il peso economico maggiore.”

Cristina: “Se seguissimo il manuale riusciremmo a organizzare un matrimonio anche senza un wedding planner?”

Enzo: “Sì, certo, sono stato molto chiaro e molto onesto, ho scritto tutti i miei segreti e i miei consigli più preziosi!”

Cristina: “Qual è la cosa imprescindibile, nell’organizzazione?”

Enzo: “La cosa più importante è strutturare bene e con attenzione tutto, non credere che il matrimono si esaurisca in chiesa o nell’abbuffata al ristorante; è importante tutto, i particolari di ogni momento sono importanti e concorrono alla buona o cattiva riuscita di un matrimonio.

Oltretutto ai matrimoni è importante divertirsi! Io mi diverto sempre per esempio! Si fa del sano gossip!!”

Cristina: “Cosa hai tra le mani al momento?”

Enzo: “Ora sto preparando un matrimonio invernale, a febbraio. E’ molto più difficile, perché bisogna rinunciare al giardino, alla piscina, agli esterni, al mare, e a tutti questi soliti elementi. Però sono interessanti perché ci si può sbizzarrire con gli elementi invernali, particolarmente suggestivi perché inusuali in un matrimonio, come la neve, il camino, il fuoco, le tonalità del legno e dei colori invernali, l’atmosfera calda.”

Cristina: ”Immagino che non sia facile trovare il fil rouge per ogni matrimonio!”

Enzo: “Io trovo facilemente ispirazione nella location. Per esempio, quando ho preparato un matrimonio ad Ischia, l’isola  mi ha molto ispirato!”

Crsitina: “Ma cosa ti rimane alla fine di un matrimonio?”

Enzo: “Alla fine ciò che mi rimane sono le persone, le coppie, le spose. Come ho già detto, tutte le mie clienti diventano mie amiche!! Pensa che alla mia festa dei 40 anni, che ho organizzato in due settimane (stavo impazzendo!!!) c’erano tantissime mie amiche-spose!”

Cristina: “Ma fai tutto da solo?”

Enzo: “No, ovviamente ho un sacco di collaboratori e di fornitori, ma tutto deve passare da me.”

Cristina: “Qual è l’aspetto del matrimono su cui si può esagerare?”

Enzo: “La torta, direi, che può anche essere molto esagerata, pacchiana, un’americanata insomma!”

Cristina: “Qual è il confine tra il lusso e la pacchianeria?”

Enzo: “Dunque, come regola generale direi che è meglio togliere piuttosto che aggiungere. Io tra l’altro non sono per niente minimalista, anzi parteggio per l’opulenza e il lusso, non ho mai fatto un matrimonio minimale, ma comunque anche l’opulenza e la ricchezza devono essere ordinate. L’altra regola generale è che non si improvvisa mai. Mai. Mai. Le scenografie sono frutto di un accuratissimo studio, niente è improvvisato sul posto e al momento.

Cristina: “E’ mai successo che qualcosa non andasse?”

Enzo: “Cara, c’è sempre qualcosa che non va. Ad ogni evento imparo qualcosa, e alla fine di ogni matrimonio faccio infatti una riunione coi miei fornitori per esaminare cosa è successo, per capire cosa è andato bene e cosa non, e come fare meglio la prossima volta.

Cristina: “Quali sono i grandi imprevisti che possono accadere in un matrimonio?”

Enzo: “La pioggia al primo posto, è il nemico peggiore,  ma se impari a conoscerla sai anche come combatterla e come arginare i danni che può provocare. Poi l’umidità, per esempio a Venezia, dove tutto arriva con le chiatte, e quindi sia i fiori che il cibo, e in particolare la torta, rischiano di afflosciarsi. A Ischia, mentre stavamo raggiungendo via mare la location, mi sono messo davanti alla torta per evitare che un’onda, o l’umidità, la potesse rovinare!!Ahahah!!Ah poi questa non posso non raccontarvela!! Dunque, successe tanti anni fa, a un matrimonio. La sposina mi aveva mandato, all’epoca via fax, l’elenco dei tavoli, che erano 30. Un matrimonio enorme, sfiancante. Arrivati al grande giorno, quando ancora gli invitati stavano prendendo l’aperitivo, e quindi non si erano ancora seduti ai tavoli,arriva la madre dello sposo (aaaaiuto!!!), dicendomi che non trovava il suo tavolo. Mi metto a rassicurarla, cerco il tavolo, cerca e ricerca ma in effetti il suo tavolo proprio non c’era. Cosa aveva fatto quella simpatica sposina?? L’ultimo tavolo, il trentunesimo, invece che faxarlo separatamente su un altro foglio l’aveva messo sul retro dell’ultimo foglio, che io non ho mai girato, e che quindi non sapevo che ci fosse. A quel punto:panicooo!! Abbiamo aggiunto un tavolo, che però era quello dello staff, e così io, il fotografo, i pasticcieri e altri abbiamo dovuto mangiare in piedi. Tra l’altro è una fortuna che, malignamente, la madre dello sposo avesse controllato subito dove la nuora l’avesse messa, salvandoci in extremis.

Cristina: “Quanti abiti da cerimonia hai?”

Enzo: “Parecchi, ma per me è la divisa da lavoro, come per l’operaio la tuta e per l’infermiere il camice!”

Cristina: “Come organizzeresti il matrimonio Belen-Corona?”

Enzo: “Credo che sarebbe mooolto difficile tenerli a bada!!”

A questo punto alcune persone dal pubblico hanno potuto fare delle domande al simpatico Enzo Miccio.

Pubblico: “Qual è la richiesta più originale che hai dovuto arginare?”

Enzo: “Nessuna particolarmente originale, per fortuna. Ho allestito alcune cose stravaganti, come un ballo in maschera e una cena settecentesca, ma nulla di assurdo ed esagerato. La trasmissione in onda su Real Time tende ad estrapolare e a montare delle riprese che enfatizzano il lato spettacolare di questo lavoro, perchè a nessuno interessano i lati più noiosi e stancanti (e ci sono anche quelli, ve lo assicuro) di questo lavoro! Tutte le scene però sono assolutamente vere,  non c’è nulla di recitato!”

Pubblico: “In una puntata andata in onda su Real Time c’era una sposa che all’ultimo ha scombinato tutto, presentandosi con un’acconciatura e un trucco totalmente diversi da quelli concordati. Che fare in questi casi?”

Enzo: “Un aplomb assoluto. Capacità di mantenere il controllo della situazione e non far saltare tutto per aria!!”

Pubblico: “Prima di fare questo lavoro cosa facevi?”

Enzo: “Ho sempre lavorato nel mondo della creatività. Nasco come stylist, per il quale ogni cosa ha il suo posto preciso, convinzione che mi porto sempre dietro anche nell’organizzazione degli eventi. Ho anche lavorato in un uffcio stampa.”

Pubblico: “Hai dei consigli da dare a una giovane wedding planner?”

Enzo: “Innanzituttto compra il libro, poi vieni al mio corso (ahah!) e poi soprattutto hai bisogno di tanta tanta tantissima esperienza sul campo. E’ una professione in espansione, per cui non esiste un diploma, ma si diventa wedding planner proprio organizzando matrimoni, quindi…all’opera!”

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    non ho assistito a questa presentazione ma a una intervista radiofonica: Enzo è davvero simpatico e schietto, esattamente così come appare :)

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