È-book

Fuori lo slogan! Da oggi, 23 aprile, il nuovo concorso È-book di AIE (Associazione Italiana Editori) per gli studenti universitari in occasione del Maggio dei Libri. Il gioco – promosso con il coinvolgimento della Conferenza dei Rettori (CRUI), del Consiglio universitario Nazionale (CUN), dell’Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) e con il supporto dell’Associazione italiana dei Comunicatori d’Università (AICUN) in occasione del Maggio dei libri – è riservato agli studenti universitari dei vari livelli (trienni, bienni, master) e inizia oggi, per concludersi il 23 maggio. Gli studenti dovranno creare, in cinquanta caratteri (spazi inclusi), lo slogan della campagna di comunicazione “Il futuro è nei libri che leggi. Perché?” e compilare sul sito www.aie.it un questionario sull’uso delle tecnologie nello studio e sul loro rapporto con lo studio e i libri universitari. Cosa si vince? Il futuro. Il concorso mette in palio infatti 5 premi da 2000 euro ciascuno come contributo alle retta universitaria, o, a scelta del vincitore, duemila euro in libri o e-book. I buoni saranno personali e spendibili in qualsiasi libreria italiana, incluse quelle online. “Gli slogan che cerchiamo – spiega la presidente del gruppo accademico professionale di AIE Mirka Daniela Giacoletto Papas – raccontano perché i libri, la lettura e lo studio sono strumenti determinanti per affrontare la vita, intendendo con questo sia quella professionale e lavorativa, per cui costituiscono un vantaggio competitivo per posizionarsi nel mondo; non ci interessa uno slogan che faccia capire perché i libri sono cruciali per costruirsi quegli strumenti culturali che ci accompagnano poi per tutta la vita, ben oltre gli anni dell’università. Non a caso siamo partiti dallo slogan vincitore della scorsa edizione (Il futuro è nei libri che leggi, di Matteo Zocchi), rilanciandolo agli studenti. I recenti dati Nielsen per il Centro per il libro e la lettura ci dicono che oggi solo il 60% dei laureati legge; era il 75% solo tre anni fa. Con questo gioco, che è ben più serio di quanto ci si immagini, ripartiamo dalla consapevolezza degli studenti su cosa – e perché – basare il futuro”. Quindi un concorso che vuole valorizzare l’aspetto pratico dei libri nella vita quotidiana e non solo l’impatto culturale che essi hanno. 

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