“Drop the ocean” vince la IV edizione del Premio Riccardo Prina

unnamedAnnunciati i vincitori della quarta edizione del Premio Riccardo Prima, concorso internazionale aperto a fotografi professionisti e non in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 40 anni. I partecipanti dovevano presentare un racconto fotografico in massimo 10 scatti accompagnati da testo esplicativo.

In tutto 65 partecipanti sottoposti alla giuria di Mauro Gervasini, Presidente, critico cinematografico, Marina Ballo Charmet, fotografa e video artista, Rolando Bellini, critico d’arte Accademia di Brera, Rudi Bianchi, collezionista fotografico e fotografo, Riccardo Blumer, architetto e designer, Francesca Damiani Prina, Claudio De Albertis, Presidente Triennale di Milano, Giorgio Falco, scrittore, Marco Introini, architetto e fotografo, Bambi Lazzati, docente di storia dell’arte e direzione Premio Chiara, Carlo Madesani, Galleria Camera16 di Milano, Sabrina Ragucci, artista e docente di linguaggio fotografico, Francesco Zanot, docente di storia della fotografia e critico fotografico, ha visionato tutte le opere e ha selezionato 15 finalisti.

La mostra è stata inaugurata il 12 ottobre nella Galleria Ghiggini a Vercelli, stesso luogo in cui Milo Montelli e Alessandro Calabrese hanno scoperto di essere i vincitori del Premio Riccardo Prina con il lavoro “Drop the ocean”.
Inoltre, la Giuria Tecnica, ha premiato un’ulteriore opera di cui si poteva fruire fino a domenica 2 novembre. I vincitori si sono aggiudicati 800 euro dalla famiglia Prima per la riuscita interazione del corpus di immagini grezzo libero da qualsiasi senso artistico e l’inconfondibile purezza della narrazione. Le fotografie di Milo Montelli e Alessandro Calabrese risalgono agli anni Settanta e Ottanta e fanno parte delle immagini di Sergio Romagnoli raccolte ora nel libro ‘A Drop in the ocean”;
Ilaria Bombelli si è invece aggiudicata la Menzione da parte della Giuria Tecnica con un premio di 400 euro grazie alla sua opera “Deconstructing Mom” un ritratto in 10 pose che vede la successione di scatti dalla fotografia verbale che centrava la profondità della tematica.
“Mia madre è sempre stata ossessionata dall’idea di andare in pezzi. Come una figura in una vetrata colorata, o una rosea statuina di porcellana di Meissen. In lei alberga una personalità spettinata, che qui assume l’identità nell’immagine solida e a un tempo delicata di una matriosca, scomposta e sconnessa come una bianca scultura cubista su cui ondeggiano i riflessi scarlatti di un falò. Se chiudo gli occhi e me la figuro, è così che la vedo ancora oggi, come un pugno di cocci, da mettere in insieme con la massima cura, come in un gioco di pazienza.”
Per quanto riguarda la Menzione ‘ Amici di Riccardo’, è stato Luca Ferrario ad aggiudicarsi il premio di 400 euro con il lavoro “Lo scorrere del tempo” un’opera dagli scatti semplici e universali capaci di descrivere il ciclo della vita di oggetti comuni in cui tutti possono riconoscersi.

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