Da quando sei scomparsa – Paula Daly

Titolo: Da quando sei scomparsa - Paula Daly
Autore: Daly Paula
Data di pubbl.: 2014
Casa Editrice: Longanesi
Genere: thriller
Traduttore: Annamaria Biavasco, Valentina Guani
Pagine: 360
Prezzo: € 16,40

Il thriller di Paula Daly, un caso editoriale mondiale, ruota – come molti romanzi del genere – sui segreti che piccole comunità umane (più sono piccole più sono intransigenti in quanto a diversità, differenze, deroghe dalle regole sociali) non solo nascondono ma difendono a tutti i costi. Scopriremo, pagina dopo pagina, cosa si è disposti a sacrificare, quanto si è disposti a pagare perché la realtà, così come tutti la conoscono, non venga distrutta dalla verità.

I punti di vista dai quali si assiste alla vicenda sono tre: uno è quella di Lisa, carissima amica di Kate – quest’ultima è la madre di una tredicenne scomparsa –, partecipe in prima persona agli avvenimenti e forse responsabile del rapimento della ragazza. La sua voce si alterna a un narratore, che racconta le vicende nel loro svolgersi, senza anticipare o lasciar intendere di sapere cosa succederà a breve. Ci sono, poi, le apparizioni, lontane dai drammi familiari che si svolgono nella comunità di Troutback, del violento e perverso rapitore (e stupratore) di ragazzine. Forse proprio queste ultime parti, inserite e distinte dal corsivo dal resto del testo, rovinano l’insieme e danno l’idea di qualcosa di posticcio, creato per esigenze narrative ma in realtà superflue.

Ma il resto funziona, in questo thiller “femminile”, che fa della donna una vestale della casa, tutrice della tranquillità e stabilità familiare/sociale; che la rende mostruosa quando le sue sicurezze vacillano, o androgina, nell’intenzione di rinunciare alla propria femminilità e fisicità.
La donna è vista in tutte le sue età e in tutti i suoi atteggiamenti: giovane e indecisa tra l’innocenza e la malizia; leonessa capace di tutto pur di difendere la propria cucciolata; atroce Medea pronta a terribili sacrifici per punire o non perdere il proprio uomo. L’assoluzione dipende dalla risposta a una domanda: cosa avreste fatto, voi?
“Nascondiamo tutti qualcosa che non vogliamo far sapere al resto del mondo. Ti ricordi? Vogliamo far credere che la nostra sia una famiglia perfetta, che ci impegniamo perché le cose vadano bene. Be’, io mi sono impegnata tantissimo”.

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Vivo a Milano, dove mi occupo di comunicazione e nel poco tempo che mi rimane, tra lavoro e lettura (lettura, lettura), scrivo racconti (quelli per sole donne).

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