Crisalide – Amalia Estremi

Autore: Amalia Estremi
Titolo: Crisalide
Editore: Compagine
Genere: romanzo
Numero di pagine: 119
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: € 9,90

Lui e lei, entrambi giovani alla ricerca di sé e alla scoperta di un mondo che esca dai soliti schemi. Crisalide è l’essenza che ognuno custodisce e svela solo quando incontra anime affini che permettono di crescere. All’inizio lui e lei osservano cosa li circonda, sul pullman o per la strada; poi iniziano a parlare di sé e del loro incontro: lui è Jacopo, lei è Mara. Come suggeriscono la metafora del titolo e il disegno a spirale aperta riportato sulla copertina, i due sono ragazzi in crisi, disinnamorati della vita e talvolta aggrappati alle loro piccole abitudini e cose: “Provo ribrezzo per me stesso, per me, essere infelice e insignificante. Perdo il mio tempo a covare rancore. Mentre ignoro lo scopo e il senso. Mi si sono prosciugate le intenzioni” (pag. 46). E’ attraverso l’arte che riusciranno a far parlare la propria personalità e il rapporto che li ha colti di sorpresa, ma che li appassiona giorno dopo giorno. I viaggi in bus descritti da Jacopo e Mara rappresentano l’eterno movimento a cui ogni uomo non può sottrarsi, l’entrare in contatto con altri che sono davvero altri da noi. La condivisione di un progetto creativo, nato sul taccuino di Jacopo ed esploso proprio durante un tragitto in pullman, permetterà ai due giovani di scoprirsi e scoprire il moto di ciò che li circonda. Ed ecco che si compie la trasformazione della crisalide: dalla crisi si passa all’amore. Ora bisogna imparare a volare: “Eccomi, sono fiera, pronta per le lusinghe: si intravede dall’involucro il colore vivo di queste ali” (pag. 78).

Crisalide è un libricino, la lettura scorre veloce ma alla fine si vorrebbe tornare indietro di qualche pagina per riprendere in mano quei fili che sembrano legati non solo ai due ragazzi ma ad ognuno di noi. Ogni capitolo è introdotto da un titolo, necessario a rifinire l’ossatura del libro che si presenta come un quadro dipinto a quattro mani con una struttura dialogica: due voci che si alternano e si completano per approdare poco per volta ad un essenziale scambio di battute. Per non rompere il bozzolo di questa farfalla in divenire, risulta azzeccata la scelta di inserire il discorso diretto con un semplice corsivo privo di virgolette e a capo. Fin dalle prime pagine si nota l’attenzione che l’autrice Amalia Estremi (all’anagrafe la 31enne Alessia Apicella) pone sulla scelta del linguaggio, un narrare preciso e scandito da frasi brevi, talvolta arricchito da immagini o parole che denotano una certa eleganza piena di consapevolezza lessicale.

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