Come belve feroci – Giuse Alemanno

Titolo: Come belve feroci
Autore: giuse alemanno
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Las Vegas Edizioni
Pagine: 321
Prezzo: Euro 16,00

“La vendetta è una belva feroce dalla vita propria, si muove a volte manifesta come grido, altre ctonia quasi fosse un fiume carsico.”

Il racconto di questa mia lettura, propostami dagli amici di Las Vegas Edizioni, voglio iniziarlo con un’avvertenza, un’istruzione per l’uso da seguire con attenzione:
prima di iniziare la lettura del romanzo, non andate troppo in giro a leggere terze, quarte di copertina, e tantomeno l’Appendice, la paginetta che trovate girando pagina 319. Capito bene? Sarebbe come fare la conoscenza dell’assassino prima dell’omicidio. Una vera fregatura (o spoiler per i più moderni).
“Come belve feroci” è il titolo di questo romanzo del 2018, ripubblicato in concomitanza con l’uscita del terzo volume della trilogia di cui fa parte, pensata e scritta da Giuse Alemanno.
Ho conosciuto Giuse all’ultimo Salone di Torino, e mi ha messo più soggezione di quella che generalmente mi spalmo addosso da solo come una crema solare prima di incontrare chiunque, ma pochi minuti dopo mi ha raccontato con semplicità di bambino la sua storia di scrittore, bellissima, ed era come ci conoscessimo da molto tempo.

“Una cosa te la posso dire fin da adesso: io vivo solamente per la vendetta.”

Questa è la storia di una vendetta che ne genera un’altra, e poi un’altra ancora e ancora una, e che lascerà terreno fertile per tante altre, concimate dal dio denaro. A dire il vero però, dopo 300 e più pagine, da leggersi possibilmente lontano dai pasti, non mi sembra che lo sterco del demonio sia, in realtà, così determinante. Una motivazione a tanto schifo vien voglia di trovarla, così da poterne impedire la riproduzione, ma una volta abbozzata un’idea ci si sente più colpevoli dei protagonisti. Si può giustificare il male? E la vendetta è giustificabile?
Attori protagonisti della tragedia, ben costruita e scritta con maestria dall’autore, sono i fratelli Sarmenta con le rispettive famiglie, Costantino Ròchira e i suoi scagnozzi, e a seguire altri elementi al di sopra di ogni sospetto, residenti nella meravigliosa Val Camonica, essa stessa insospettabile realtà montana, ignara custode di tanto male. La storia prende avvio in Puglia e si conclude (?) in Lombardia, unendo due poli e mettendo sullo stesso piano due realtà apparentemente così diverse, e soprattutto ponendo in equilibrio precario sullo stesso filo, donne e uomini che tenderemmo a incasellare nettamente, chi di qua e chi di là.
I fratelli Sarmenta, Paolo e Vittorio, non sanno che a brevissimo saranno gli obiettivi di una feroce vendetta da parte di un malavitoso locale, tale Costantino Ròchira. La vendetta è sanguinaria, spudorata, volgare, ingiustificabile tanta violenza per una fornitura fallata di cemento da costruzione, ma i motivi contano poco, conta riparare il torto in sé che si è subito e mai come in questi casi la riparazione non si rivelerà altro che l’ennesimo innesco per deflagrazioni via via più potenti e devastanti. Da che parte stare della barricata? Sembra proprio, a mano a mano che si procede nella lettura del romanzo, di non dover assolutamente stare da nessuna delle due parti e tantomeno da quella che si rivelerà ben presto essere una terza parte. Ma si sa che la tendenza allo schieramento ci abita e ci porta in qualche modo a manifestarla, e in questa storia pur ribadendo in qualità di lettore la verità di quanto appena scritto, lo schieramento avviene sì, ora di qua ora di là, forse proprio a confermare che in questa vicenda non c’è nulla di buono o di meglio.
Ciò che di buono il nostro autore sa invece far trapelare tra le righe, è la necessità fondamentale di lavorare su se stessi quanto più possibile, e chiedendo aiuto quando sia necessario, per evitare di essere avviluppati tra le spire del serpente velenoso della vendetta.
La vendetta non può essere vittoria, non è ammissibile. La vendetta si mostra come a carnevale, mascherata da vittoria, ma strappatale la maschera, scopriremo i volti dei figli della vendetta e così per generazioni. Dopo Vittorio e Paolo, Giuse ci presenta Massimo e Santo, la generazione successiva, che va a vivere a Milano e lì, di denaro ce n’è tanto, quel denaro che all’inizio pensavo che non fosse poi così importante.

Io comincio a leggere il secondo volume. Spero rimaniate con me, con Giuse Alemanno, e con Las Vegas edizioni.

Buona lettura e attenti a voi, alle “vostre” belve feroci.

“Quello che videro popolò i loro incubi per sempre.”

Claudio Della Pietà

COME BELVE FEROCI
Giuse Alemanno

LAS VEGAS EDIZIONI
Collana I Jackpot

Pagg. 321
Euro 16,00

ISBN 9788831260152

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