Chi ha paura muore ogni giorno – Giuseppe Ayala

Titolo: Chi ha paura muore ogni giorno
Autore: Ayala Giuseppe
Casa Editrice: Mondadori editore
Genere: Saggi
Pagine: 200
Prezzo: 9,50
 

“E’ bello morire per ciò in cui si crede;

chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola”

E’ questa la frase che si trova sulla copertina del libro di Giuseppe Ayala, collega e amico dei giudici Falcone e Borsellino, che racconta l’esperienza dei suoi anni a contatto con questi due eroi dei nostri giorni.
Oggi, anniversario della morte del giudice Borsellino e degli uomini della sua scorta nell’esplosione di via D’Amelio, credo che sia il caso di farci tornare alla memoria certe frasi, certi pensieri, certi tratti di storia, che seppur triste, non va dimenticata. Questo è proprio l’intento…
del libro del giudice Ayala.
L’excursus cronologico degli eventi raccontati dall’autore ci fa avvicinare lentamente alla realtà nota a tutti, dal primo incontro agli anni di lavoro fianco a fianco, dalla svolta con Buscetta fino alla fine… che fine non deve essere!
La cosa che più colpisce di questo libro è l’umanità. Ayala racconta gli uomini prima di raccontare i giudici. Spesso ci si dimentica che le grandi imprese sono compiute da uomini, grandi è vero, ma uomini, con una vita, delle abitudini, degli affetti… che di colpo possono sparire o essere compromessi.
Buscetta, l’inizio della fine.
Così l’autore descrive quella straordinaria svolta nel loro lavoro contro quella criminalità organizzata che non lascerà loro alcuno scampo:

“Buscetta è Virgilio, Dante è Falcone, Cosa Nostra è l’Inferno”.

Libro biografico per nulla noioso, molto scorrevole e ben costruito, consente anche a chi non ha approfondito questi fatti di poter ricostruire un quadro generale dell’umanità e del lavoro di Borsellino e Falcone.
Il giudice Ayala ha perso molto di più di due colleghi in quel tragico 1992 ; allo stesso tempo è come se ognuno di noi – anche a distanza di anni dagli attentati – abbia perso qualcosa, ma resta a spronarci il loro esempio di dedizione totale alla causa della giustizia. Ecco perchè la lotta alla mafia deve continuare e passare dalla quotidianità!

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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