Che idiota – Marco G. Dibenedetto

Titolo: Che idiota
Autore: Marco Dibenedetto
Data di pubbl.: 2012
Casa Editrice: KilometroZero
Genere: giallo
Pagine: 171
Prezzo: 12,50

In questo romanzo giallo l’autore  Marco Dibenedetto, di professione insegnante, immerge il lettore nelle indagini della squadra omicidi di Torino capitanata  dall’ispettore di polizia Rubatto e dal sovrintendente Stafano.

Nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nel quartiere San Salvario di Torino, viene ritrovata una donna morta. Quello che colpisce è il modo in cui viene ritrovato il cadavere, il corpo infatti è stato lasciato dentro il confessionale, con le gambe ed i polsi legati, mentre la testa  è avvolta in un sacchetto di plastica chiuso. L’ipotesi più plausibile all’apparenza sembrerebbe un gioco erotico finito male, ma  i poliziotti scopriranno, nelle loro indagini quanto nulla sia scontato e quanti misteri s’annidino tra le pieghe di una parrocchia tranquilla e di una ordinaria famiglia borghese.

Tutte le persone coinvolte dal prete Don Emiliano, al sacrestano, ad Anna Maria la perpetua e figlia della vittima hanno tutti dei segreti da nascondere. La soluzione non è immediata, i due investigatori dovranno dipanare, nelle loro indagini, i misteri che coinvolgono famiglie dalla vita apparentemente normale. Molti dei personaggi principali sembrano avere una vita doppia, quella solare ed ordinaria che mostrano di giorno e quella oscura che deve essere tenuta lontana da tutti.

L’autore si dimostra abile nel mostrare al lettore la complessità della vita, ci mostra quello che va oltre l’ordinario, scava nella vita di una famiglia borghese come di una parrocchia del centro di Torino e ci dispiega i loro lati più oscuri. Il romanziere non giudica nel suo romanzo i suoi personaggi, ma vuole solamente svelare quello che generalmente anche l’osservatore più attento non percepisce.

Una caratteristica peculiare di questo giallista è il suo uso del flashback. In questo modo il lettore è condotto, con precisione, avanti ed indietro nel tempo della narrazione per cogliere meglio ogni particolarità del romanzo ed ogni caratteristica psicologica dei personaggi coinvolti.

Lo stile è brillante  e dinamico, spesso lo scrittore entra delicatamente nel romanzo colloquiando in maniera scherzosa con il suo pubblico.  ((Primo e, forse, ultimo dialogo tra il lettore e lo scrittore:  Lettore “E quindi?” Scrittore: “Mi spiace non poterti accontentare, non posso scrivere nulla su quello che accadde tra Stafano e la ragazza simil-giapponese. Stafano mi fa ordinato di tacere sulla sua evoluzione sessuale e, per non essere incriminato e arrestato, devo stare zitto. Lo so, è frustrante, ma è cosi”. Lettore: Ma no! Che noia…. da pag 104)

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