Carve the Mark. I Predestinati – Veronica Roth

Titolo: Carve the Mark. I Predestinati
Autore: Veronica Roth
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Mondadori
Genere: Fantascienza
Traduttore: R. Verde
Pagine: 427
Prezzo: 15,90 €

Veronica Roth ci ha abituato a colpi di scena e avventure che tengono il lettore incollato pagina dopo pagina nella sua trilogia iniziata con Divergent e proseguita con una saga che è riuscita a sbancare anche i botteghini. In questo nuovo libro non si smentisce e mantiene fede alla sua fama descrivendo un intero universo. Il racconto è ambientato in un sistema solare con multipli pianeti: non emerge in quale parte dell’universo ci troviamo.

Sfondo: ogni pianeta ha un governo proprio che si occupa delle politiche interne mentre esiste un’unità sovraplanetaria, situata sua un’enorme struttura orbitante intorno al sole, che si occupa delle relazioni diplomatica tra i vari pianeti: l’assemblea. Questo sistema è percorso da un flusso di energia chiamato Corrente e nella maggior parte dei pianeti questo flusso è considerato una divinità o emanazione di una divinità. La Corrente e il suo Flusso non sono elementi astratti da “grande orologiaio” ma entrano nella quotidianità di ogni essere umano. La Corrente, infatti, si incanala in ogni uomo e donna e fornisce un particolare dono che caratterizza la persona: non sentire dolore, rapida rimarginazione delle ferite, individuare da un oggetto il proprietario di tale oggetto… Su ogni pianeta la Corrente sceglie 3 tra uomini e donne a cui fa dono della profezia: un oracolo in ascesa, un oracolo attivo e un oracolo in caduta. Questi oracoli sono guide spirituali e consiglieri politici e con le loro visioni aiutano gli altri cittadini nelle scelte. Pochi prescelti in famiglie note e solitamente di rango elevato, oltre a ricevere i doni corrente, hanno anche un destino o un fato già scritto e profetizzato dall’oracolo. Tale destino è apparentemente immutabile e i nomi dei prescelti e dei loro fati sono nascosti dall’assemblea inter-planetaria.

Il Pianeta scelto per l’ambientazione del romanzo si chiama Thuvhe: situato ai margini della galassia presenta clima mite solo all’equatore, mentre il resto è ricoperto da ghiacci. Nelle terre ghiacciate vive il popolo riconosciuto dall’assemblea come signore del pianeta e si occupa della coltivazione dei “fiori del ghiaccio”, fiori rossi necessari in molteplici preparati, pozioni e medicamenti. Un popolo colto ed erudito. Gli oracoli del pianeta appartengono al popolo di Thuvhe che ha un sistema politico semi-democratico. All’equatore vive un altro popolo che prima era nomade e ora si è stanziato: gli Shotet. Questi sono governati da una spietata dittatura e hanno tradizioni vicine al tribalesimo. Memori delle origini nomadi, ogni anno partono su un’enorme astronave seguendo il flusso corrente e sbarcano su uno altri pianeti dove attraverso la ripesca frugano tra i rifiuti e utilizzano come nuovo ciò che è stato scartato dagli altri. Ovviamente i detentori del potere Shotet non vedono l’ora di mettere le mani sull’intero pianeta di Thuvhe, tuttavia questo non è possibile in quanto solo il popolo che ha un oracolo può governare il pianeta.

Tutto rimane immutato fino a che, in maniera del tutto inspiegata, l’assemblea decide di rendere pubblici i fati di tutti i predestinati. In questo modo gli Shotet riescono a rapire un oracolo di Thuvhe e da qui inizia l’avventura.

I protagonisti sono Cyra, sorella del dittatore di Shotet e Akos fratello dell’oracolo in ascesa di Thuvhe. Che cosa lega due ragazzi di due popoli in lotta da anni con tradizioni e origini diverse? Come un ragazzo e una ragazza diventeranno uomo e donna tra assassini, congiure, bugie e tentativi di rivolta? La risposta a queste domande sta nei doni corrente di ognuno dei protagonisti e nei loro fati strettamente connessi, ma non aggiugo di più per lasciarvi intatta la storia.

Da grandissimo amante della sci-fiction hard mi permetto un appunto a questo buon testo. Vi è, sì, la presenza di astronavi e strumenti tecnologici, tuttavia questi rimangono spesso sullo sfondo e non sono mai determinanti allo sviluppo della trama, la tecnologia e la scienza aggiungo aspetti positivi alla storia ma non ne sono punto essenziale rimanendo spesso appena tratteggiati. Meglio riuscito è l’aspetto mistico e della tradizione dei popoli, il “dono” di ogni persona, il “destino” apparentemente immutabile, le profezie “dell’oracolo” sono elementi che si amalgamano bene quasi più da romanzo fantasy che da fantascienza. La presenza di elementi mistici e di tecnologia estrema non entra mai in conflitto e questo è un elemento positivo, anche se avrei preferito un miglior bilanciamento tra le due parti.

Inserire questo libro nella categoria “young adult” è corretto ma non del tutto. Assistiamo alla “queste” sia dei due protagonisti principali sia dei personaggi che li circondano tuttavia la crescita non è solo interiore e il percorso non è costruito solo su scelte personali che riguardano l’intimità ma su tutto il percorso di vita e il destino non di poche percorse ma di interi popoli e pianeti.

Un buon libro che avvolge il lettore e soprattutto le giovani lettrici, consigliato per seguire il percorso di scrittrice della Roth che non smette di stupirci anche se in alcuni tratti sembra scegliere preferenzialmente come target giovani lettrici e meno i lettori. Questo ultimo dettaglio emerge chiaramente dalla scelta del punto di vista dei diversi capitoli. Il testo relativo a Cyra è in prima persona mentre le parti di Akos sono sempre in terza. Personalmente, da rappresentate maschile, avrei preferito che le avventure di entrambi i personaggi fossero descritte in prima persona.

Consigliato nell’attesa della pubblicazione del secondo volume di questa coinvolgente saga.

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