Camilla Baresani vincitrice del Premio Letterario Nazionale Città di Vigevano. A Luis Sepùlveda il Premio Internazionale

E’ Camilla Baresani con “Il sale rosa dell’Himalaya” (Ed.Bompiani) la vincitrice dell’edizione 2014 del Premio Letterario Nazionale Città di Vigevano, premio dedicato alla memoria dello scrittore Lucio Mastronardi.VIGEVANO
Il Premio le é stato conferito sabato sera, 18 ottobre, nella splendida cornice del Teatro Cagnoni di Vigevano con una corsa alla vittoria all’ultimo voto. Gli altri due autorevoli concorrenti erano Piersandro Pallavicini con “Una commedia italiana” (Ed.Feltrinelli) che si é aggiudicato il secondo posto e Silvia Avallone con “Marina Bellezza” (Ed. Rizzoli) che si é classificata terza.
Per l’anno 2014 il tema del Premio era il rapporto tra la letteratura e le Passioni come elemento determinante dell’intreccio narrativo e emozioni forti come l’attrazione, la sofferenza, il coraggio, l’invidia, la rivalità compaiono nei romanzi finalisti scelti dalla Giuria Tecnica (Ermanno Paccagnini, Luigi Mascheroni, Laura Lepri, Paolo Perazzolo) che ha passato poi la palla per la proclamazione del vincitore alla Giuria Popolare dei settanta lettori “forti” delle scuole cittadine, delle biblioteche del sistema e dell’università per la terza età.
Sul palco del teatro, dopo che pagine dei loro romanzi avevano preso vita grazie alla lettura di Giuseppe Cederna, in un piccolo salotto letterario gli autori sono stati intervistati da tre rappresentanti della Giuria Tecnica. Una domanda, identica per i tre scrittori, concessa ai giurati.
Concorde è stata la risposta dei finalisti alla domanda sul laboratorio di scrittura “Leggete mentre scrivete? Come rileggete il vostro lavoro?” posta da Laura Lepri.
Per Baresani leggere un altro scrittore mentre si scrive, senza paura di copiarlo, tiene vivi, eccitati, adrenalinici ed é necessario rileggere ogni giorno il proprio lavoro finché non fila. Per Avallone leggere poesia é fondamentale, perché “é il momento del dettaglio, é la chiave che fa entrare nella storia”, la rilettura non cessa mai, é “una lotta impari ed un corpo a corpo con il romanzo”. Pallavicini dichiara che in ogni suo romanzo ci sono altri scrittori letti, quasi come angeli protettori e confessa la rilettura serale del suo lavoro come il premio per la fatica della giornata.
E’ entrato direttamente nel processo creativo dello scrittore e nella genesi dei personaggi il giurato Paolo Perazzolo con le domande “All’inizio del vostro romanzo la trama vi é già ben chiara?” e “Vi é più facile entrare nella psicologia di personaggi del vostro sesso?”.
Diverse in questo caso le modalità creative degli scrittori: chiarezza di idee iniziali e finale ignoto, ma che poi si palesa come unico possibile per Baresani, il mistero creativo e la sofferenza di una storia che si insegue con rabbia finché non diventa propria per Avallone, una ricerca costante di episodi visti come embrioni attorno ai quali costruire un corpo per Pallavicini. Per tutti e tre gli autori la curiosità, lo sguardo, l’osservazione come premesse alla creazione dei personaggi, uomini o donne che siano.
La terza e ultima domanda del giurato, assente giustificato, Luigi Mascheroni “Gran parte della narrativa italiana contemporanea tratta di rapporti familiari conflittuali, la famiglia dal punto di vista narrativo é un punto di non ritorno?” ha destato in realtà qualche perplessità. Per Baresani la famiglia é centro di tutta la letteratura mondiale, non solo della narrativa italiana. La famiglia nutre nei temi e nella propria formazione personale, perché, come sottolineato anche da Avallone, l’opposizione ai genitori, la voglia di dimostrare e l’accettazione della propria storia portano alla crescita. Imprescindibile anche per Pallavicini il riferimento alla propria famiglia di origine.
La serata di sabato ha visto sul palco anche un altro importante momento: l’assegnazione del Premio Internazionale allo scrittore cileno Luis Sepùlveda come scrittore straniero fra i più amati in Italia, premiato, come da motivazione della giuria, perché amante dei classici italiani come Salgari, perché creatore nella sua narrativa di simboli sentimentali che appartengono a tutti, adulti e bambini,e per la sua vita piena e avventurosa.
Con lui, dopo che con intensità sono state lette da Cederna pagine del romanzo “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, il conduttore della serata Ermanno Paccagnini ha amabilmente conversato di scrittura, memoria, viaggi, della adorata Patagonia e soprattutto di intensità della vita.
Da ricordare che l’assegnazione del Premio Letterario Nazionale Città di Vigevano e del Premio Internazionale si collocano nell’ambito della tredicesima Rassegna letteraria di Vigevano, ospitata nella cornice rinascimentale del centro storico della città ducale dal 17 al 26 ottobre e dedicata quest’anno al tema di grande fascino e potenza delle Passioni.

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