Aspettando Monsieur Bellivier – Britta Rostlund

Titolo: Aspettando Monsieur Bellivier
Autore: Britta Rostlund
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Marsilio
Genere: narrativa contemporanea
Traduttore: Laura Cangemi
Pagine: 380
Prezzo: 18.50 €

Helena è una giornalista freelance parigina, un po’ annoiata della vita. Un giorno, seduta in un bar, le si avvicina un uomo che le chiede se sta aspettando Monsieur Bellivier.
La risposta naturale dovrebbe essere “no”, poiché Helena non conosce nessun Monsieur Bellivier, né tantomeno conosce l’uomo che le ha rivolto la domanda. Eppure, complice la curiosità da giornalista, Helena si ritrova a seguire lo sconosciuto fino all’ultimo piano di un grattacielo dove, senza conoscere il datore di lavoro, viene ingaggiata per un incarico piuttosto misterioso, ma che spera possa diventare un’inchiesta giornalistica. “Da mesi giravo come immersa nella nebbia, respirando un’aria che mi sembrava impenetrabile. Era stato così faticoso che mi ero rivolta a qualcuno per farmi aiutare. Le mie giornate si erano riempite di colloqui e compresse, senso di colpa e di vuoto. Com’era possibile, dunque, che una mansione tanto insensata mi desse l’impressione che la mia vita avesse un senso? Eppure era proprio così. “(p. 54)

Intanto Mancebo, un droghiere tunisino che gestisce un piccolo negozio di alimentari nella zona del Sacro Cuore, viene avvicinato da una donna che abita proprio di fronte al suo negozio. Madame Cat, questo è il nome misterioso con il quale la donna si presenta, gli chiede se in cambio di un compenso è disposto a spiare per lei il marito. Inaspettatamente, Mancebo accetta. Da quel momento la sua vita, fatta di una tranquilla routine tra negozio e famiglia al piano di sopra, scandita dal profumo dei pasti che la moglie Fatima gli prepara ogni giorno, cambia radicalmente. Mancebo comincia a osservare con uno sguardo nuovo, attento e vigile, quello che accade fuori dal suo negozio. Nel giro di pochissimo l’incarico “è diventato una sorta di spezia nella sua vita insapore “(p. 45),  e Mancebo si scopre curioso e arguto, incominciando perfino ad interrogarsi sulle persone a lui più vicine, la moglie, il cugino, la cognata, gli amici di sempre. Quando finalmente apre gli occhi si rende conto che non tutto quello che dava per scontato lo è poi davvero.
Nell’evoluzione delle vicende, le due storie finiranno per incrociarsi ed Helena e Mancebo scopriranno sia che la città nasconde molti segreti, sia che le loro vite sono piene di menzogna: ma il percorso che li ha portati a queste scoperte li ha definitivamente e profondamente cambiati, e la loro vita non sarà più la stessa.

“Io penso che tutti noi facciamo cose che non capiamo, senza sapere a cosa porteranno. Penso che tutti noi svolgiamo lavori insensati. In realtà siamo tutti alle dipendenze di Monsieur Bellivier.” (p. 302)

Un romanzo divertente e coinvolgente nel quale un doppio mistero intrigante porta lentamente il lettore ad un finale inaspettato ed unico, in grado di dare un senso a tutta la vicenda. Un ritmo calmo e nel contempo allegro trascina il lettore in una vicenda carica di ironia e di intelligenza, avvincente e stimolante, e il mistero che permea ogni pagina tiene il lettore in costante interesse.

I protagonisti sviluppano una grande capacità di osservazione per analizzare gli altri e le situazioni in cui si trovano, e questo li porterà a cambiare per sempre la loro vita.
Macebo, abitudinario e tranquillo, è un personaggio al quale è facile affezionarsi: pagina dopo pagina lo seguiamo mentre scopre rivelazioni inaspettate, ne apprezziamo i silenzi, il malumore, ci fa sorridere la sua apparenza burbera, ci appassiona la grande serietà con cui svolge il suo nuovo mestiere di detective. Helena, invece, si rivolge a noi in prima persona, e sembra vivere avvolta nel mistero: ogni persona che incontra la insospettisce. Di lei cogliamo una profonda sensibilità ed intelligenza, ed è bello scoprire come poco a poco il suo cuore si apra verso l’altro.

Aspettando Monsieur Bellivier è una bella sorpresa: le seppur poche pagine monotone sono sempre bilanciate da un colpo di scena, e ironia ed intelligenza rendono la vicenda narrata profonda ed interessante.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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