Askjia- Ian Manook

Titolo: Askajia
Autore: ian manook
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: Fazi
Genere: thriller
Traduttore: Maurizio Ferrera
Pagine: 428
Prezzo: 12,99

L’islanda è una terra inospitale e fredda, ricca di contraddizioni. Al freddo estremo che la vede una delle regioni più a Nord dell’Europa si contrappone il calore feroce dei vulcani. Nella valle desolata dell’Askajia viene trovato un giorno un corpo femminile coperto di sangue. Kornelius Jackobsson, membro della polizia islandese, cerca di raggiungere il luogo del misfatto ma una volta sul posto ad attendere l’ispettore c’è una amara sopresa. Il cadavere della donna è scomparso, lasciando solo una lunga scia di sangue.

Ma qualcosa di ancora più strano sta accandendo vicino a Rejkiavìk, la capitale islandese. Botty, una collega di Kornelius sta indagando sulla scomparsa di un altro cadavere avvenuto sempre dopo una morte violenta. Le sole tracce che sono rimaste a disposizione dell polizia sono una lunga scia di sangue e dei frammenti di vetro. Inutile provare a contare sui testimoni presenti sulla scena del crimine. Per qualche strana ragone, nessuno sembra ricordare il minimo dettaglio di quello che è avvenuto. La mancanza di memoria dei testimoni non è il solo elemento che accomuna entrambi i casi. Lo è anche la misteriosa e incredibile scomparsa degli stessi testimoni dopo pochissimo tempo. Botty e Jackobsson si ritrovano coinvolti in una delle indagini più complicate della storia poliziesca islandese simile, molto simile a un episodio avvenuto quasi 50 anni prima e rimasto ancora irrisolto. Forse i due casi sono in qualche modo collegati, forse è il passato che ritorna o lo stesso pericoloso assassino? Jackobsson e la sua collega devono sbrigarsi a risolvere il dilemma prima che spuntino altre vittime.

Non conoscevo Ian Manook e dopo aver letto questo romanzo, forse ancora troppo preso dall’adrenalina e dall’atmosfera investigativa, ho deciso di fare le debite ricerche sull’autore, scoprendo che è piuttosto noto e che questo libro è il secondo di una trilogia. Ora, per chi come me non ha avuto modo di leggere il primo capitolo, vi garantisco che non ci sono troppi problemi perchè il romanzo può essere tranquillamente letto e capito senza rischiare di perdersi dei pezzi per non aver letto il precedente.

Ma passiamo oltre! Cosa possiamo dire di Askjia? La prima cosa che salta all’occhio è che siamo davanti a un ottimo thriller. La suspance e gli elementi per coinvolgere il lettore sono molto bene utilizzati e dosati e questo rende il thriller molto accattivante. Il personaggio di Jackobsson (che non ho avuto modo di conoscere nel precedente capitolo della serie) non è il classico detective senza macchia e senza timore che spesso troviamo in molti thriller. Non è nemmeno l’uomo disulluso e oppresso che, controvoglia, viene coinvolto nell’indagine. Jackbsson è un uomo duro come il paese in cui vive. Ho trovato molta umanità nella sua figura, mi è piaciuto vederlo districarsi nelle varie situazioni e nelle varie vicende e penso che se la sia cavata molto bene.

Anche la trama è molto originale. Quando mi sono trovato a leggere della scomparsa dei corpi ho avuto, per un istante, la paura che si trattasse di qualcosa di altro e ho dovuto faticare non poco per avere le mie risposte.

Coinvolgente al punto giusto, originale quanto basta (quando arriverete a scoprire il mistero vi renderete conto che l’idea alla base del romanzo è qualcosa di davvero geniale), il lavoro di Manook è un ottimo romanzo che intrattiene davvero bene il proprio lettore e che sento di consigliare per mantenere la mente attiva e procurarsi una sana dose di emozioni in queste giornate.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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