Arriva Bookabook, il primo sito di crowfunding per l’editoria

Cominciamo con ordine, cosa vuol dire crowfunding? Il crowdfunding è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di altre persone e organizzazioni, una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse, indirizzate, in questo caso, verso giovani autori desiderosi di far conoscere al mondo il proprio prodotto editoriale.

Potrebbe sembrare un’iniziativa ideata per aggirare gli editori. O ancora peggio, il richiedere denaro per la pubblicazione di un libro, tramutando il lettore in semplice stampatore. Come se, al giorno d’oggi, la vita non costasse già abbastanza..

Bookabook vuole essere qualcosa di diverso. Il portale nasce dall’idea di tre italiani e una francese, Marco Vigevani, Claire Sabatié Garat, Emanuela Furiosi e Tomaso Greco. Il concetto è quello di modificare il rapporto autore-lettore, creando una community di amanti dei libri. “Non è un’idea senza precedenti - spiega Tomaso Greco – esistono già, all’estero, siti del genere. Parlo di Unbound e Pubslush ad esempio, molto noti”.

Come funziona la piattaforma? Partiamo da un caso pratico. Il primo libro ad essere oggetto del crowfunding è quello di Claudio Giunta, un romanzo giallo. Al momento ha 31 finanziatori per un totale di 228 euro sui 4mila da raggiungere. Il meccanismo del sito è piuttosto semplice: un libro inedito viene presentato sul sito con un’anteprima gratuita. Se ciò che si è letto piace, gli utenti possono decidere di affiliarsi con l’opera, quasi “adottandola” e facendo una donazione (minimo 3 euro).

Raggiunto un dato livello, vengono caricati nuovi capitoli e, se l’opera interessa, finisce per attrarre sempre più lettori e, di conseguenza, finanziamenti. Il tutto entro 30 giorni dalla prima pubblicazione. L’obiettivo è quello di raggiungere un certo livello di finanziamento, in modo da rendere ottimale l’editing e la distribuzione (oltre che la pubblicità) del romanzo in questione, poter coprire le spese della redazione, della lavorazione grafica e del compenso dell’autore.

La domanda, a questo, punto sorge spontanea. Cosa succede se il libro non raggiunge la quota prefissata? Nessun problema. Tutti gli utenti vengono rimborsati.

Ecco allora che, anche nel nostro Paese, viene a crearsi una nuova dimensione partecipativa, lontana dalla rigida divisione cartaceo-digitale. Ecco, le nuove frontiere dell’editoria.

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