Anna e l’Uomo delle rondini – Gavriel Savit

Titolo: Anna e l'Uomo delle rondini
Autore: Savit Gavriel
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Genere: Romanzo
Traduttore: Velia Februari
Pagine: 240
Prezzo: 17,90

Anna e l’Uomo delle rondini, in libreria da settembre, è un romanzo della Sperling & Kupfer che in America ha ottenuto un enorme successo divenendo bestseller del New York Times. L’avventura raccontata è una scoperta della vita, una storia difficile e complessa ma oltremodo tenera, e Gavriel Savit l’ha consegnata ai lettori ottenendo immediato plauso sia dal pubblico sia dalla critica.

Novembre 1939.  La II Guerra Mondiale è iniziata da poco con l’invasione della Polonia da parte delle truppe naziste. Anna Lania ha solo 7 anni. Vive sola con il padre professore all’Università Jagellonica di Cracovia, docente di  linguistica. Il 6 novembre i Tedeschi diedero il via a un’operazione chiamata “Sonderaktion Krakau” condotta contro gli intellettuali e gli accademici della capitale polacca, e anche il padre di Anna era nel novero. Convocato ad una conferenza lascia la figlia ad un amico di famiglia farmacista che avrebbe dovuto badare a lei fino al suo ritorno. Purtroppo il professore viene catturato, rinchiuso in una prigione e in seguito deportato in un campo di concentramento in Germania. Anna, già provata nella vita dalla morte della madre, si vede ora anche privata del padre, svanito nel nulla e anche abbandonata da chi avrebbe dovuto prendersi cura di lei. All’improvviso sulla sua strada giunge un uomo alto, magrissimo, un tipo strano con indosso un abito confezionato su misura e con una borsa da medico dall’aspetto consumato. L’uomo le si approccia con tono gentile: “Tu chi sei? […] Chi stai aspettando? […] Dove sono i tuoi genitori? […] Stai bene?”(pag.18-19). Come il padre di Anna anche quest’uomo ha un talento per le lingue: conosce il polacco, il russo, il tedesco, lo yiddish, persino il linguaggio degli uccelli, infatti dinanzi alla sperduta bambina chiama a sé una bellissima rondine che scende a posarsi sulla sua mano per calmarne il pianto, tanto che la piccola resta incantata. E’ un uomo carismatico, diventerà il suo compagno di viaggio: è l’Uomo delle rondini.

Così inizia il lungo viaggio di Anna e dell’Uomo delle rondini, tra le insidie dei boschi e della natura umana, per non farsi trovare. Diventano compagni di viaggio attraverso gli orrori della guerra e la necessità di sopravvivere durante uno dei momenti più bui della Storia. Il loro, oltre che fisico, è soprattutto un viaggio interiore e, se all’apparenza Anna impara la vita dall’Uomo delle rondini, in verità, nel profondo anche lui assimila la freschezza e la purezza della bambina. Evitano bombe, domano soldati, trovano un amico che compie un tratto di cammino con loro. L’Uomo delle rondini non è altro che un vagabondo che non possiede nulla, nemmeno un nome, ma è dotato di straordinarie capacità nonché di adattarsi ai luoghi in cui è costretto a vivere nelle peggiori delle condizioni possibili come in guerra. E’ un dispensatore di saggezza e Anna, bambina sveglia con una grande sete di conoscenza e le innate curiosità e fiducia nel prossimo tipiche dei piccoli, viene forgiata per sopravvivere proprio da lui, che le insegna come pensare e agire davanti al prossimo, come ragionare in situazioni di pericolo, dove anche un semplice sguardo o una frase possono avere un peso fondamentale per la propria vita.

La scrittura e lo stile di Gavriel Savit, con poche ma efficaci descrizioni e con qualche colpo di scena ci portano con questo romanzo a conoscere la storia di una bambina costretta a vivere una situazione  dolorosa ed estrema. Anna deve crescere in fretta; la sua figura è il simbolo del passaggio dall’infanzia all’età adulta, quando la realtà si manifesta così duramente da trovare ogni individuo  disarmato. L’Uomo delle rondini è un personaggio misterioso, pieno di segreti e, se pur di animo gentile, non permette mai ad Anna di fare breccia nella corazza che si è costruito intorno all’anima, tuttavia tra i due si stabilisce un “dialogo” perchè la bambina impara a interpretare la sua particolare lingua “stradese”. E proprio ciò che rende questo romanzo difficile da dimenticare sono le personalità dei due protagonisti, le loro emozioni, i loro silenzi e i loro sguardi che valgono più di tante parole.  Un romanzo d’esordio questo dell’americano Savit coinvolgente e capace di farsi ricordare a lungo.

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