Amor Morto – concerto mistico dedicato a Carmelo Bene – Silvia Pasello, Ares Tavolazzi

Titolo: Amor Morto
Autore: Ares Tavolazzi, Silvia Pasello
Casa Editrice: Edizioni Kurumuny
Genere: Poesia, Teatro
Pagine: 66
Prezzo: € 12,00

L’amore di Carmelo Bene per i mistici è ancora poco conosciuto e esplorato. Piergiorgio Giacché e Bruna Filippi hanno il merito  di averlo per prima studiato.

Nota è la passione di Carmelo per Giovanni della Croce considerato un immenso poeta dal genio salentino.

Per ritornare alle devozioni mistiche di Carmelo Bene adesso esce Amor Morto, un booklet che contiene un concerto mistico ideato  e interpretato da Silvia Pasello e Ares Tavolazzi con testi e interventi critici di Bruna Filippi,  Piergiorgio Giacché, Franco Ungaro, Tonio Cantoro, e Stefano Cristante.

Otto tracce musicali e testuali dedicata a Carmelo Bene e al suo immenso amore per i mistici che furono fondamentali nella costruzione della macchina attoriale

Silvia Pasello e Ares Tavolazzi sanno toccare le corde di un cuore spezzato e gonfio di assoluto.

Nell’ascolto l’estasi tocca la carne. Un concerto mistico in cui Carmelo Bene incontra Giovanni della Croce e il cantico spirituale di una notte oscura  svela tutti i segreti di una luce che arde nel cuore.

«Carmelo – scrive Bruna Filippi – si rivolge a Giovanni della Croce, all’ “immenso poeta” proprio perché la sua arte muove dalla sua interiorità e non per portare “al di fuori” l’intimo, ma per sprofondarsi ancora di più nel suo mondo interiore.

Un’ interiorità che sgorga in tutte le scritture dei mistici e che racchiude la capacità di muovere ulteriormente verso l’interno, perché descrive per nascondere senza mai svelare la propria dimora».

A Carmelo interessa l’abbandono dei mistici, il loro lasciarsi andare al non essere che è in sé. Qui nasce la parola che diventa poesia.

Amor morto di Ares Tavolazzi e di Silvia Pasello  è un viaggio spirituale nel deposito alchemico di voci mistiche d’altri tempi, anzi d’altri Millenni, così scrive Piergiorgio Giacché.

Ma è anche un viaggio poetico nel Salento del Sacro e del Depensamento, come giustamente osserva Tonio Cantoro, direttore del Calasanzio, nella sua nota.

«Mi piace sottolineare come la visione artistica di Carmelo Bene sia ispirata anche da teorie di filosofia medievale, dalla mistica e dalla teologia,  dalle quali nasce il suo Depensamento, che parte  da questi  studi per diventare per diventare indipendente e trasformarsi in tecnica attoriale».

Stefano Cristante, presidente del centro sudi Carmelo Bene afferma che Amor morto è il frutto di un immaginario che parte da Bene e che rimanda a un estro parallelo al nostro di recuperare istanze, e di rimetterle in gioco nella contemporaneità.

Il misticismo irreligioso di Carmelo Bene è genialità pura, è abbandono della e alla parola in favore di una perdita di senso, ma non di sensi, della medesima.

 

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